Fiab Liberalabici difende i 30 all’ora: “Non inquinano e fanno risparmiare”

Sta facendo discutere il provvedimento dei 30 chilometri orari in centro città
Sta facendo discutere il provvedimento dei 30 chilometri orari in centro città

È dibattito sull’introduzione del limite di 30 chilometri orari in centro città: dopo l’esperienza di Bologna, ora tocca a Cappella Maggiore.

In questo contesto generale, il coordinamento veneto di Fiab Liberalabici ha voluto dire la propria in merito alla questione, dopo le parole diffuse da Gianpaolo Bottacin (assessore regionale ad Ambiente, Clima e Protezione civile), tramite un post pubblicato sulla propria pagina Facebook lo scorso 26 gennaio, dove ha affermato che “il limite di 30 chilometri orari peggiora la qualità dell’aria”.

“Esistono ormai parecchie ricerche pubblicate sulle più importanti riviste scientifiche, che evidenziano come, per la stragrande maggioranza dei veicoli con motore a combustione interna, ridurre la velocità da 50 a 30 chilometri orari aumenti le emissioni di inquinanti – ha scritto Bottacin – D’altronde, un veicolo che viaggia a tale velocità, nella stragrande maggioranza dei casi, deve utilizzare un rapporto di trasmissione minore rispetto al caso in cui viaggiasse a una velocità di 50 chilometri orari”.

“Per cui, per compiere lo stesso spazio, il motore deve compiere più cicli di quanti ne compia a 50 chilometri orari. E, di conseguenza, la quantità di aria ‘sporca’ emessa non può che crescere a parità di spazio percorso – si legge – Ciò viene confermato anche dalle ricerche che evidenziano che per, la stragrande maggioranza di tali veicoli, i consumi aumentano se si riduce la velocità da 50 a 30 chilometri orari in quanto il motore, dovendo compiere più giri per percorrere lo stesso spazio, deve utilizzare più carburante”.

“Per quanto riguarda l’inquinamento dell’aria, io sarei piuttosto scettico rispetto alle ‘zone 30 chilometri orari’, soprattutto nel bacino padano, che presenta problematiche di qualità dell’aria piuttosto importanti”, ha concluso.

In risposta a queste parole, il coordinamento veneto di Fiab Liberalabici ha ripreso alcuni concetti dal sito comunale di Bologna, dove si legge che andare piano in città non inquina, dal momento che “la guida nelle strade urbane è fatta di accelerate e decelerate continue”.

“È proprio questo stile di guida, detto ‘stop and go’, a essere dannoso e pericoloso: comporta più consumi di carburante, produce più emissioni inquinanti e climalteranti, non ti fa arrivare prima e aumenta il rischio di incidente”, si legge nella nota stampa.

“Le polveri sottili, tra l’altro, vengono prodotte anche dall’usura degli pneumatici e dei freni, soprattutto in fase di frenata – continua lo scritto – Viceversa, andando a 30 all’ora in città, grazie a una velocità più costante al posto di accelerate e frenate continue, si consuma e inquina di meno”.

In sostanza, il coordinamento afferma che la misura dei 30 chilometri orari da un lato favorisce la riduzione delle emissioni di CO2 e, allo stesso tempo, consente di evitare aumenti di consumo di carburanti dell”8,5%, cosa che, al contrario, avverrebbe con “uno stile di guida ‘aggressivo'”. Oltre a ciò, la misura introdotta favorirebbe la sicurezza stradale.

Fiab Liberalabici ha inoltre evidenziato come tutto ciò incoraggerebbe “gli spostamenti a piedi e in bici, contribuendo al circolo virtuoso della riduzione dell’inquinamento”. Per rendere maggiormente l’idea, il coordinamento ha portato ad esempio il caso della città di Londra, dove l’introduzione del provvedimento avrebbe ridotto del 25% il numero di collisioni, mentre “nessuna delle città europee, in cui è stato introdotto il limite, desidera tornare sui propri passi, a fronte dei miglioramenti significativi, in termini non solo di incidentalità e conseguenze degli impatti, ma anche proprio di inquinamento”.

Nella stessa Bologna, ha evidenziato il coordinamento, nelle prime due settimane dall’entrata in vigore della misura sarebbero diminuiti gli incidenti del 21% e “il numero dei pedoni coinvolti in incidenti è calato del 27%”.

Tutte argomentazioni assunte da Fiab Liberalabici per arrivare a un concetto ben preciso: “La Città 30 salva vite umane, produce risparmi per la collettività, tagliando i costi sociali degli incidenti, riduce l’inquinamento acustico e atmosferico, e migliora in ultima analisi la vivibilità delle nostre città“, come si legge nella nota diffusa dal coordinamento.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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