Il lunedì della poesia con il dottor Giuseppe Berton: i versi del cuore dell’autore coneglianese

Nuova rubrica in partenza per il quotidiano Qdpnews.it: un nuovo spazio è ora dedicato ai versi poetici del dottor Giuseppe Berton, noto medico cardiologo, nonché fondatore e presidente dell’ABC Study on Heart Disease Foundation onlus, con sede all’ospedale civile De Gironcoli di Conegliano, e responsabile del progetto regionale veneto per la ricerca su malattia coronarica e neoplasia.

Qdpnews.it si era già rivolto al medico per la realizzazione di una serie di servizi dedicati al tema della prevenzione, con uno sguardo particolare alla salute del cuore e, proprio in occasione di una di queste interviste, il dottor Berton aveva anche posto l’accento sulla necessità di dedicarsi a un hobby o a una passione durante il proprio tempo libero, specialmente in periodi di accentuato stress o per alleviare le preoccupazioni.

Nel caso del dottor Giuseppe Berton la passione per la scrittura in versi è giunta davvero per caso, come lui stesso ha raccontato: “Era il 2015, quando stavo trascorrendo il periodo natalizio a Tambre e ricordo ancora quella sera così fredda, con il fuoco nel camino. A scuola l’italiano non era la mia materia preferita e scrivevo solo quando c’era la necessità, ma quella sera l’esigenza di scrivere dei versi è arrivata come una sorpresa, senza preavviso“.

“Ricordo di aver scritto alcune righe per descrivere lo stato d’animo di quella sera, – ha proseguito – la poesia si chiamava  ‘Il tempo’ e l’ho poi pubblicata, quasi per caso, su Facebook, ricevendo anche degli apprezzamenti. A marzo mi ha contattato una casa editrice di Roma, che aveva letto quella stessa poesia proprio su Facebook, chiedendomi di scriverne delle altre, poi pubblicate all’interno di un’antologia con altri autori, in una collana per esordienti. Circa un anno dopo è uscito il primo libro poetico monografico: ‘L’ultima sera dell’anno’. Nel 2020 la stessa casa editrice ha pubblicato: ’59 Un libro poetico rock/A poetic rock book’, per la collana Essenze d’autore (Pagine Poesia, Roma)”.

“Non ho mai scritto a comando, ma solo quando qualcosa sgorgava spontaneo dall’anima. ‘Mille anni’, ad esempio, ha richiesto quasi un’estate a Tambre per essere scritta ed è una lunga poesia dedicata alla Grecia (ho sempre avuto la passione per la Grecia antica) – ha aggiunto – Poi sono arrivati anche i premi poetici, come il premio ‘Città di Conegliano’, oppure i due primi premi ‘Dostoevskij’ (vedi articolo) e ‘Habere artem’, entrambi a Roma”.

I versi di “Mille anni” sono stati giudicati dalla giuria del premio “Città di Conegliano” in grado di condurre il lettore “con potente lucidità e colta perizia sulle orme dell’antichità classica, agli uomini, ai miti e agli dei che hanno costituito l’essenza, concreta e onirica, di quell’epoca, in un itinerario umano e poetico che scava nelle pieghe dell’anima fra passione, dolore antico e lirismo quasi mistico”.

“A volte sono poesie legate anche a temi riguardanti la quotidianità: un viaggio in treno, un mercato, l’emozione di un momento. ‘Fili d’erba’, ad esempio, l’ho scritta sul treno verso Trieste – ha aggiunto il medico cardiologo – Penso che la poesia sia una necessità dell’anima che emerge da sola e in qualche modo si fa strada nelle nostre anime e forse anche nelle nostre vite”. 

L’ultimo libro poetico, “Prima di dirti amore” (edito da Aletti, Roma, 2021) raccoglie anche le poesie più recenti ed è disponibile negli store online oltre alla libreria Canova di Conegliano: si tratta di una silloge poetica, suddivisa in cinque sezioni – L’ultima sera dell’anno, Marocco, In un sospiro, Una volta ho scritto una poesia, Prima di dirti amore – e redatta sia in italiano che in inglese.”Anche l’accostamento alla natura che l’autore esprime in diversi componimenti è anelito di speranza, come nella poesia ‘Il faro’, dove l’animo è paragonato al mare meraviglioso e terribile al contempo: ‘Il faro, sopra il mare, sulle onde / Sulle onde tormentate della mia anima, che cercano un posto dove riposare’.

L’approdo, l’autore lo trova negli occhi della sua amata, in quell’amore fatto di tenerezze, in quel periodo trascorso insieme, in quei baci, capaci di fermare il tempo in un attimo senza fine, come scrive nella poesia che porta il titolo della stessa silloge. Un’opera poetica di raffinata sensibilità artistica resa ancora più dinamica dall’uso della figura retorica dell’anafora, mediante la quale il verso risulta non soltanto più incisivo ma anche più musicale e ritmico alla lettura”, scrive in una recente recensione la giornalista Rai Alessandra Ferraro.

UNA VOLTA HO SCRITTO UNA POESIA

Una volta ho scritto una poesia,
mentre attraversavo distese di pietre e sassi.
con l’anima sconfitta.

Una volta ho scritto una poesia,
mentre camminavo sulla neve e sul ghiaccio,
con l’anima in fiamme.

Una volta ho scritto una poesia,
mentre andavo al mercato dei fiori,
con l’anima felice del nostro amore.

Una volta ho scritto una poesia,
uscita da sola,
da un angolo del cuore, perduto.

Nota alla poesia:
Una notte, ascoltando una canzone rock, la stessa per non so quante volte…e l’anima vagamente inquieta (forse più del solito).

Clicca qui per la raccolta completa.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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