Il Palaverde trascina le pantere alla Finale scudetto: nulla da fare per Novara nella “bella”

Un attacco di Kelsey Robinson Cook in Gara3 di semifinale scudetto questa sera al Palaverde

La Prosecco Doc Imoco Volley Conegliano è la seconda finalista scudetto della Serie A1 Tigotà: in Gara3 di semifinale, le pantere hanno battuto per 3-0 (esattamente come in Gara1, ma questa volta in un match maggiormente combattuto) l’Igor Gorgonzola Novara, che invece si era aggiudicata Gara2 al tie-break.

Le ragazze di coach Santarelli raggiungono nell’ultimo atto della stagione italiana la Savino Del Bene Scandicci, già qualificata ai danni di Milano: Gara1 di finale (al meglio delle 5) è in programma mercoledì alle 20.30 al Palaverde e c’è da giurare che saranno subito grandi emozioni: biglietti per la partita disponibili online da domani a mezzogiorno.

Applausi spontanei in tutto il Palaverde per questo striscione della Sud

Gli starting six

Per la gara che sceglierà – senza appello – la seconda finalista, i coach Daniele Santarelli e Lorenzo Bernardi scelgono rispettivamente Wolosz – Haak, Fahr – Lubian, Plummer – Robinson Cook (De Gennaro libero) e Bosio – Markova, Danesi – Bonifacio, Bosetti – Szakmary con Fersino. Il prepartita è a dir poco pirotecnico: la Prosecco Doc Imoco inizia la partita sotto la curva sud anziché quella nord, abitudine – quest’ultima – ultraconsolidata. A proposito della sud, spunta da lì un gigantesco striscione che non bada al politically correct: “Imoco chiama, Palaverde risponde: dai c…”.

La “licenza poetica” dello striscione srotolato in curva sud a inizio partita

Primo set

A reti sportive quasi unificate, si parte con il ricordo di Paolone Sartori, a ridosso del quarto anniversario della sua scomparsa, e quello – che in realtà verrà perfezionato tra primo e secondo set – di Julia Ituma, e la premiazione di Moki De Gennaro con l'”Oscar” di migliore giocatrice italiana 2023 secondo Volleyball.it. Poi è Bosetti a mettere a segno il primo punto della serata. Sul presunto 3-1 ospite è già tempo di videocheck, falso amico delle pantere in Gara2 ma questa sera, almeno nel caso di specie, pro Santarelli. Plummer mura Markova e il Palaverde è già on fire, e ce n’è bisogno perché si gioca punto a punto. Ogni scambio impegna energie fisiche e nervose non indifferenti, perciò non deve apparire strano che Lollo Bernardi chiami tempo già sul 9-6 per le pantere, che sia pure sudando ampliano il vantaggio (12-8), con molte situazioni poco decifrabili a ridosso della rete risolte a favore delle padrone di casa. Bello lo spettacolo in campo, forse ancora di più quello sugli spalti, con i tifosi del Gorgonzola coprotagonisti dello show. Colpisce la tranquillità – oltre alla consueta maestria – di Wolosz in palleggio, favorita anche da una buona ricezione. Markova non sembra, fin qui, quella di Gara2 e l’Imoco vola (17-10): Bernardi ha esaurito i time out e allora chiama un check (dall’esito scontato) che ci somiglia molto. A proposito di Wolosz, eccola protagonista anche a muro su Bosetti, e il primo parziale sembra già sul punto di tramontare. Un altro check dà torto all’Imoco, Fahr si arrabbia e scaglia un primo tempo imprendibile per qualunque essere vivente, concedendo peraltro – pochi minuti dopo – il bis in fotocopia: 22-16. Bardaro questa sera ha la maglia d’ordinanza ed entra al servizio. Muro di Robinson e i setball sono 7: qualche minuto di pazienza e la chiude Haak.

Un pallone vola fino a sfiorare la dedica a Julia Ituma proiettata dal “cubo” del Palaverde

Secondo set

“Vi vogliamo così!” è il coro della sud che ha accompagnato il cambio di campo. Novara però non è ancora fuori dai giochi e parte meglio nel nuovo parziale: 5-2. Ma l’Imoco è consapevole della posta in palio e mette in mostra il meglio del proprio repertorio, compresa una palla appoggiata a due mani da Plummer che coglie impreparata la prima linea ospite. Poco dopo, la stessa americana fa invece esplodere tutta la propria potenza (a proposito di repertorio). Si procede sulla falsariga del sostanziale equilibrio, anche nel punteggio, con le pantere che sembrano tuttavia avere qualcosa in più. Squillo di Markova, poi il popolo Imoco vede un’irregolarità, Vagni no e si affida al videocheck che impiega molto tempo per dare il responso, pro Imoco in fin dei conti. Lubian “chiama” la palla e mette a segno la fast del pari 12, poi firma il sorpasso con un ace che suggerisce a Bernardi di interrompere di nuovo le ostilità sportive. Mal gliene incolse, perché al rientro è proprio la centrale numero 9 ad alzare in bagher un invito a nozze per Haak, che non sbaglia. L’Igor non molla, è sempre a un passo, ma l’atmosfera nella panchina gialloblù appare rilassata. Lo è assai di meno Santarelli, che approfitta di un raro tempo morto per conversare con Wolosz. Quatta quatta, l’Igor torna in parità a 18 con un martellone di Markova che il muro tocca ma mettendo fuori causa De Gennaro. Lubian sfiora il punto del secolo (praticamente di anca), Goitre vede un’invasione. Vantaggio ospite con una battuta parabolica di Haak fuori misura, Robinson la pareggia. Markova fa e disfa, pari 21. Lob di Plummer, folla in tripudio e Bernardi in time out. Di nuovo la numero 2 made in Usa, e Santarelli tranquillo perché in caso di emergenza ha ben due interruzioni da giocarsi. E forse nemmeno servono, perché Novara ammette un tocco e ci sono due setball: l’ace di Wolosz (“rice” piemontese ampiamente rivedibile) accorcia i tempi.

Terzo set

Visto che aveva pure portato bene, e soprattutto che le ragazze se lo meritano, la curva intona di nuovo “Vi vogliamo così” alle proprie beniamine, mentre lo speaker Luca Barzi invoca la “cazzimma”. Subito un errore marchiano di Szakmary dà il vantaggio alle pantere, che poi se lo riprendono murando Danesi. Su quest’azione Bernardi ha molto da dire (anche a gesti). Le sue ragazze, tuttavia, sono ben presenti a se stesse e all’obiettivo di serata, e trovano il +2, vantaggio ben presto annullato dalle pantere. Lubian delizia (ace) e croce (palla in rete) al servizio, indi dai 9 metri sbaglia anche Szakmary, segno che c’è forse un po’ di stanchezza sul rettangolo rosa. Un attacco di Fahr cade ben dentro il campo a pochi centimetri da Bernardi, il quale si brucia letteralmente un videocheck. “Fahr on fire”: muro imperiale e Mister Secolo ferma tutti. Apprezzabilissimo, dalla tribuna stampa, l’effetto del servizio di Markova, che purtroppo per lei e per l’Igor termina fuori. Tre punti di vantaggio Imoco a metà set, il momento del match è palesemente topico. Bernardi cambia la diagonale, Haak gli risponde salendo piani e schiacciando ad angolo quasi retto. Non passa in attacco Szakmary (19-15), Bernardi chiama l’ultimo time out del suo set e forse non solo, perché Robinson non sbaglia un diagonale (il servizio successivo sì). Bosetti manda in tribuna un pallone attaccato da Haak e forse lungo, nel palazzo non si fermano gli “alé alé oo-oh” ma Novara è “solo” a -3. Finta di corpo di Fahr, ne mancano tre alla vittoria. La coneglianese (di nascita) De Nardi entra per potenziare la seconda linea ospite ma Bosetti sbaglia in prima; Fahr affonda la flotta e i matchball sono ben cinque. Ancora Fahr ed è finalmente finale scudetto, mentre la Sud si erge di nuovo a protagonista issando un altro striscione dal tono sarcastico nei confronti di una nota pay tv (a gara finita, chiarimento e abbraccio tra commentatrice e tifoso).

PROSECCO DOC IMOCO CONEGLIANO 3 – IGOR GORGONZOLA NOVARA 0 (25-19, 25-22, 25-20). Durata set: 27′, 29′, 26′. Totale: 1 ora e 29 minuti. Arbitri: Vagni di Perugia, Goitre di Torino e Nava di Monza. Mvp: Plummer. Top scorer: Haak (18). Spettatori: 5.300 circa.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata e MIchele Gregolin per Imoco Volley)
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