A Crocetta uno spettacolo dedicato alle donne: “Un modo per scoprire figure femminili dimenticate”. Gemma Girardello e lo sciopero del 1913 al canapificio

Lo scorso venerdì Crocetta del Montello ha organizzato, nella sala conferenze di Villa Ancilotto, il reading teatrale “Lotto Marzo”, un avvincente racconto su donne che hanno condotto la lotta per i loro diritti. Una serata per ricordare l’otto marzo, la Giornata internazionale della donna: sul palco la scrittrice e attrice Francesca Brotto ed Emiliana Losma, ricercatrice nel campo della storia delle donne.

L’evento è stato incentrato sul ricordo di alcuni episodi significativi legati a questa ricorrenza e in particolare la figura di Gemma Girardello, protagonista dello sciopero del Canapificio Veneto avvenuto nel comune di Crocetta Trevigiana nel luglio 1913. Una donna forte, dall’enorme personalità, di cui però non si conosce praticamente nulla visto che nessun libro riporta dati certi sulla sua vita, sulla data di nascita o di morte.

L’unica cosa che si sa con sicurezza è l’importanza della sua figura durante i momenti più duri degli scontri, al punto tale che dopo la sua risoluzione Gemma riuscì ad entrare nella Camera del lavoro di Treviso. Questo focus per sottolineare la mancata narrazione femminile: la certezza dell’esistenza di donne che hanno cambiato la storia, anche nei piccoli paesi, alle quali però non è stata data la possibilità di essere annoverate nei libri di riferimento.

Le altre due donne trattate sono state l’americana Kate Millett, scrittrice e attivista femminista che con la sua opera “la politica del sesso”, datata 1970, ha portato avanti l’idea che la causa principale di oppressione delle donne si identifichi nella politica del sesso, o sessismo, o patriarcato: il dominio sessuale dell’uomo sulla donna.

Donna controversa, ricordata anche per aver organizzato una manifestazione a Teheran, al fine di tentare di convincere l’ayatollah Khomeini a concedere pieni diritti alle donne. L’altra figura portata alla conoscenza del pubblico è stata Teresa Noce, partigiana e politica italiana, tra le fondatrici del Partito comunista italiano. Viaggiò moltissimo, anche clandestinamente, assieme al marito Luigi Longo, e fu anche internata nei campi di concentramento.

Nel 1946 fu tra le 21 donne elette all’Assemblea Costituente, ruoli importanti, offuscati dalla triste vicenda che colpì la sua vita privata: Longo nel 1953 ottenne l’annullamento del matrimonio a San Marino presentando un documento che conteneva una firma contraffatta della moglie. Nelle sue memorie, la Noce riporta di avere appreso questo fatto dalle pagine del Corriere della Sera e che per lei rappresentò un evento “grave e doloroso più del carcere, più della deportazione”.

Alla serata erano presenti la sindaca Marianella Tormena e il vicesindaco Giancarlo Fritz, i quali hanno posto l’attenzione sulla forza delle donne e sulla loro incapacità di resa di fronte alle avversità.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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