Crocetta, 110 e lode per Eleonora Brotto: la 25enne incanta la Ca’ Foscari con la tesi “Cesare da Conegliano”

“Con la cultura non si mangia” è la frase cinica attribuita a Giulio Tremonti nel lontano 2010, all’epoca Ministro dell’Economia.

Un’affermazione dura che viene però contraddetta da tutte quelle persone che decidono di specializzarsi in materie umanistiche e letterarie, mettendoci tutto l’impegno possibile.

Una di queste è Eleonora Brotto, 25enne di Crocetta del Montello che pochi giorni fa ha concluso il suo percorso universitario in “Storia delle arti e conservazione dei beni artistici” a Ca’ Foscari con un brillante 110 e lode, dopo un percorso caratterizzato da soli 30 e lode, come era già successo per la laurea triennale.

E una tesi che ha incantato, dal titolo “Cesare da Conegliano. Ricerche d’archivio e formulazioni d’ipotesi intorno ad un artista sottovalutato della seconda metà del XVI secolo”, considerata un punto di svolta nel mondo dell’arte, uno spiraglio aperto sulla nebbia che caratterizzava questo misterioso artista.

Un punto di partenza per studi futuri e per eventuali ulteriori attribuzioni di dipinti dopo anni trascorsi nell’oblio, con parte della critica dubbiosa addirittura sulla sua esistenza.

Nulla infatti si sapeva di questo autore e la ricerca quasi certosina, durata circa un anno e mezzo, tra moltissimi archivi storici privati, ecclesiastici e pubblici delle provincie di Treviso e Venezia, ha fatto emergere interessanti dettagli sull’autore e sulle sue opere.

“Ho scelto questa tesi – racconta Eleonora – conquistata dal progetto proposto dal mio professore, Sergio Marinelli, e perché sono innamorata della pittura rinascimentale veneta e mi piacerebbe valorizzarla per portarla alla conoscenza di tutti. E’ stato un percorso lungo ed impegnativo ma che mi ha arricchita: sono partita dall’unico dipinto certo, firmato dall’artista e la cui committenza si lega alla famiglia Manzoni di Conegliano, “l’Ultima Cena” presente della chiesa veneziana dei Santi Apostoli, e da lì ho cercato collegamenti, tracce, restauri, inediti mai trattati, approfondendo nelle fototeche di tutto il mondo dipinti anonimi della fine del 1500 che potessero ricondurmi a Cesare da Conegliano“.

“Le mie ricerche mi hanno portato a proporre un ampliamento del catalogo dell’artista, passando da due a ben sette opere, poste in collezioni private sparse in tutta Italia tra la Sicilia, Firenze e il Piemonte”.

Un risultato apprezzato moltissimo anche da due correlatori, Giovanni Maria Fara e Paolo De Lorenzi, che hanno sottolineato come Eleonora sia riuscita a far fuoriuscire una realtà finora sconosciuta. E il futuro? La giovane ma caparbia studiosa spera in un dottorato.

(Fonte: Ylenia Bigolin © Qdpnews.it).
(Foto: per gentile concessione di Eleonora Brotto).
#Qdpnews.it 

Total
0
Shares
Articoli correlati