Incontro in Regione sul progetto delle casse di espansione, Nicoletti: “Scartate ipotesi di riqualificazione”

Mercoledì 19 febbraio si è tenuto l’incontro tra i Prefetti di Venezia e Treviso, Regione Veneto, Autorità di Bacino e i sindaci dei territori rivieraschi sul tema del progetto di costruzione delle casse di espansione nell’area del fiume Piave in territorio di Ciano del Montello.

“Come avevamo anticipato – racconta Franco Nicoletti, presidente del Comitato per la tutela delle Grave – la nostra richiesta di essere presenti, anche solo come auditori, ci era stata negata dal Prefetto, in barba a tutte le direttive che impongono alle Istituzioni di coinvolgere la cittadinanza nel processo decisionale in merito ad opere così impattanti”.

“Come Comitato, – sottolinea – assieme a tutte le Associazioni che hanno aderito e ci hanno supportato in tutte le attività svolte finora così pure in questa iniziativa, abbiamo manifestato di fronte alla Prefettura di Treviso per esprimere il nostro dissenso a questa modalità operativa e per supportare il sindaco di Crocetta, Marianella Tormena, presente alla riunione per dare battaglia a questo progetto“.

“Nonostante Tormena abbia mostrato uno studio indipendente elaborato su suo incarico dal Cirf dove venivano evidenziate tutte le lacune presenti nel Piano Stralcio e contestate le conclusioni operative del Piano degli Interventi in cui si indicano le Grave di Ciano, territorio con protezione Sic e Zps rientrante in Rete Natura 2000, massima protezione Europea in materia ambientale, luogo designato per le casse di espansione senza nessuna motivazione tecnica, la Regione Veneto ha deciso di seguire questa strada”.

“Da questa presa di posizione – continua Nicoletti – possiamo tratte delle conclusioni evidenti come gli interessi privati da tutelare, nel caso specifico ghiaia, non a caso il primo progetto era stato commissionato da una impresa di escavazioni e costruzioni generali. Si continua poi con il totale rifiuto di considerare altri siti già individuati, e che non rientrano in Rete Natura 2000, forse perché altre zone andrebbero a minare gli interessi di alcuni importanti viticoltori“.

Dall’incontro – prosegue – sono state scartate a priori tutte le altre ipotesi di intervento di riqualificazione del Bacino del Piave dalla sorgente alla foce, che è l’ipotesi fortemente sostenuta dal Comitato e dall’Amministrazione Comunale, in quanto prevederebbero molteplici micro interventi che porterebbero benefici a molte microimprese distribuite sul territorio; per ultimo ma non meno importante il fatto che non sia possibile continuare con questo scarica barile riguardante le responsabilità, la Regione afferma sia una decisione del Governo nonostante documenti affermino il contrario”.

Nicoletti conclude: “Voglio ricordare prima di tutto all’Assessore Bottacin che il diritto a manifestare le proprie idee non è una cosa così strana in un Paese democratico, mentre a tutti coloro che amano questo territorio ribadisco che non molleremo di un centimetro, necessitiamo del vostro supporto e del vostro continuo sostegno”.

(Fonte: Ylenia Bigolin © Qdpnews.it).
(Foto: Tutela dell casse di espansione).
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