Tentata rapina a una badante, indagati tre trevigiani

I Carabinieri di Sacile, a seguito di un’articolata indagine, hanno identificato i presunti autori di una tentata rapina ai danni di una donna ucraina avvenuta lo scorso 26 ottobre nella città liventina.

Il giorno successivo, una 52enne badante ucraina residente da diversi anni a Sacile, si presentò nella locale Stazione dei Carabinieri con evidenti lividi al volto, denunciando di aver subìto un tentativo di rapina nel pomeriggio antecedente in Largo Monteverdi, nei pressi dell’Ufficio postale.

Ai militari dell’Arma la donna raccontò che un individuo che indossava un cappellino l’aveva avvicinata a piedi da tergo e, per sottrarle la borsa, l’aveva colpita al viso due volte, facendole cadere a terra gli occhiali da vista che indossava. La vittima, nonostante i due colpi ricevuti, ha posto ogni resistenza al furto della borsa che deteneva nel cestino della propria bici, riuscendo a non farsela portare via. Il criminale si è dato alla fuga salendo a bordo di un’auto di colore bluastro. La donna ha riferito di non aver chiamato subito il 112 poiché doveva necessariamente andare ad accudire una persona anziana non autosufficiente.

L’indagine, avviata nell’immediatezza dagli investigatori dell’Aliquota Operativa di Sacile, sentendo testimoni che avevano osservato l’accaduto dal vicino ufficio postale di San Odorico e visionando le immagini del sistema di videosorveglianza cittadino, ha consentito di risalire all’auto in uso al malfattore, una Seat Ibiza di colore blu. L’auto, in quel pomeriggio, si aggirava per Sacile con a bordo tre individui, che secondo gli inquirenti erano alla ricerca di vittime da rapinare.

Nei pressi della stazione ferroviaria di Sacile, ad esempio, gli occupanti della Ibiza avrebbero adocchiato e seguito una giovane donna in sella a una bici, salvo desistere dall’intento in quanto la ragazza si era diretta in viale Lacchin, vicino al comando dei Carabinieri. Proseguendo nella loro ricerca, in prossimità del sottopasso ferroviario di via Di Vittorio, i tre avrebbero individuato la donna ucraina che conduceva a mano la propria bici e uno di loro avrebbero tentato la rapina come sopra descritto.

Le indagini dell’Arma, coordinate dal Sostituto Procuratore di Pordenone Carmelo Barbaro, hanno consentito di identificare i tre presunti autori della tentata rapina: l’autista dell’Ibiza in un trentacinquenne di Gaiarine; il complice che tentava di rapinare la donna in un cinquantatreenne di Farra di Soligo con precedenti di polizia per reati similari; il terzo, che sedeva sui sedili posteriori dell’auto, in un cinquantaduenne di Vittorio Veneto. 

Tutti e tre sono indagati per il reato di concorso in tentata rapina e concorso in lesioni personali, con l’aggravante di aver commesso il fatto con travisamento, considerato che l’autore materiale della violenza calzava un cappellino che impediva il riconoscimento.

Su proposta del Pm Barbaro, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pordenone, Milena Granata, ha applicato al gaiarinese la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e per il farrese la misura cautelare nel carcere di Treviso. Il vittoriese è stato denunciato in stato di libertà.

(Foto: Carabinieri)
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