Unabomber, l’inchiesta riparte e coinvolge anche un residente in paese. Il sindaco Zanchetta: “Indagato non significa colpevole”

C’è un nuovo indagato, e risiede in provincia di Treviso anche se a un tiro di schioppo dal confine con quella di Pordenone, per il caso “Unabomber”, il misterioso e pericoloso personaggio (ammesso e non concesso che si tratti di una sola persona) che per una dozzina di anni, dal 1994 al 2006, sparse paura a Nordest con ordigni che nei luoghi più impensabili provocarono feriti e danni.

A 13 anni dall’ultima traccia lasciata dal bombarolo, la Procura della Repubblica di Trieste (competente per territorio) ha “riaperto” il caso nei giorni scorsi, iscrivendo undici persone nel registro degli indagati.

Uno di questi, secondo quanto trapelato, è un uomo di circa 60 anni residente a Francenigo di Gaiarine, ma non originario del paese, che rappresenta il “nome nuovo” dell’indagine, mentre gli altri dieci sono profili la cui posizione era già passata al vaglio della magistratura.

L’iscrizione nel registro degli indagati sarebbe legata tecnicamente alla necessità, ravvisata dalla Procura giuliana, di eseguire un incidente probatorio consistente in un accertamento genetico su una decina di reperti sequestrati tempo addietro.

Il Gip triestino ha nominato due periti: il colonnello Giampietro Lago, comandante del Ris dei Carabinieri di Parma, e l’antropologa molecolare forense Elena Pilli dell’Università di Firenze. Gli incarichi saranno affidati formalmente tra poco più di un mese, nell’udienza del 13 marzo.

La notizia di un indagato per il “caso Unabomber” che vive in paese non ha lasciato indifferente la comunità gaiarinese. Correttamente, vista anche la complessità delle indagini, il primo cittadino Diego Zanchetta invita tutti a mantenere un profilo basso: “Essere indagato non significa essere colpevole – precisa prima di ogni altra considerazione il sindaco -. Riguardo alla riapertura dell’indagine, l’auspicio è che ci siano indiscutibili elementi che vadano nella direzione di dare un volto a chi si è fatto carico di simili episodi che hanno terrorizzato tutta la zona 25 anni fa” conclude Zanchetta, che non conosce il concittadino indagato e la sua famiglia.

(Foto: Facebook Comune di Gaiarine).
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