Il Sior Lino dei fratelli Bresolin di nuovo medaglia d’oro al Millésime Bio: “Tempo, mani e cuore, ricordando il nonno”

Il Sior Lino dei fratelli Bresolin di nuovo medaglia d’oro al Millésime Bio

Tempo, mani e cuore. Questi gli ingredienti bio che avrebbero fatto la differenza nel Sior Lino, un Asolo Docg extra dry che si sta facendo notare, anno dopo anno, nei concorsi internazionali e che ha meritato, di nuovo, la medaglia d’oro al Millésime Bio, in Francia. I fratelli Bresolin collezioneranno a fine mese, in Francia, questo importante riconoscimento, che considerano un omaggio a questi tre valori essenziali ereditati dal nonno materno.

Lino, di cognome Piazza, aveva una piccola azienda di fermentato in bottiglia a Colbertaldo, con circa quattro ettari di terreno: è stato lui a insegnare i rudimenti dell’agricoltura ai suoi nipoti e a trasmettere la passione per questo mestiere. Con l’aiuto dei genitori, che ancora sono molto attivi nell’azienda, i tre giovani gestiscono oggi un patrimonio di venti ettari, certificati come biologici e vegani, tra Maser, Fonte e Monfumo.

Nel farlo, si sono spostati a Maser e precisamente a Crespignaga, in via Colombine, dove un vecchio casolare di 80 metri quadri è diventato una moderna sede collinare di 800, con un ampio terrazzo che dà sulla pianura e che, tra qualche mese, potrebbe ospitare una cicchetteria. 

I tre fratelli, proprio come si soleva fare un tempo, si sono divisi i compiti e sono tutti impegnatissimi nel portare avanti l’azienda: Enrico è l’uomo della campagna, con le mani nella terra, Matteo è l’uomo delle scartoffie, dei conti e della gestione aziendale, mentre Davide è l’enologo, esperto del gusto e dei suoi segreti. 

La scelta di lavorare in azienda, un po’ per tutti e tre, dipende anche dal fatto che il mondo del vino richiede manodopera e il fatto di portare avanti una cantina in famiglia consente di riuscire in qualche modo a renderla sostenibile. “Senza l’unione che abbiamo in famiglia non saremmo mai arrivati fin qui” spiegano. 

Il Signor Lino, che è l’etichetta di venduta più venduta e iconica dei Bresolin, è un extradry dal gusto “particolarmente floreale e profumato, con una bella bollicina che si apre in bocca”, come lo descrive Enrico. La procedura per produrlo è complessa, perché l’uva viene selezionata in precisi ettari di terreno secondo alcuni parametri precisi. Ad accompagnare i tre fratelli in quest’operazione, con l’obiettivo di trovare un equilibrio nel complesso mondo del biologico, è anche l’enologo Franco Dalla Rosa. 

Questa specialità è stata riconosciuta anche in altre occasioni e in altri concorsi: ha ottenuti punteggi elevati sulla rivista Falstaff ed è stata selezionata tra le migliori specialità brut ed extra dry degustate dai giornalisti della rivista Decanter. I Bresolin, inoltre, stanno considerando l’idea di aprire una sede anche a Fonte, con l’ambizione di estendere la propria vendita di varietà specifiche di prosecco, di recantina e di altre particolarità. 

(Foto: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
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