Le opere di 20 artisti del paese esposte a Ca’Nani per la biennale d’arte

La biennale d’arte di Maser ha radici profonde: l’autenticità delle opere, con l’impegno e la pazienza dei venti artisti partecipanti, si percepisce al primo sguardo. Scorci di vita e di sogno rappresentati in una forma intima e personale, che omaggiano l’eredità artistica di un paese ricco di talenti.

Il taglio del nastro della mostra nella sala esterna del Municipio di Maser

Dall’osservazione entusiasta e creativa del più giovane, alla tecnica ormai raffinata del più anziano, tutte queste interpretazioni sono state esposte nella sala esterna del Municipio di Maser, con una mostra inaugurata ieri, sabato 23 settembre, dagli artisti e dagli amministratori comunali. Rimarrà aperta nei fine settimana fino all’8 ottobre, ma si potrà vedere anche su prenotazione durante la settimana.

Accade ogni due anni da trent’anni a questa parte e si ispira alla figura di Angelo Rossetto, un artista poliedrico con una vita “non contemplativa” (citando il narratore d’arte e poeta Antonio Facchin, che ieri sera ha letto la sua biografia), cresciuto in un ambiente umile e severo ma con un destino nel mondo dell’arte, tuttavia interrotto da una morte prematura.

I presenti all’inaugurazione hanno potuto immaginare questo giovane Rossetto, incantato dalle opere di Michelangelo, incontentabile nella sua ricerca della bellezza, a mangiare pane e caffelatte ogni giorno a Firenze per potersi permettere gli studi alle Belle Arti. Autore della Fede di Caerano di San Marco e del Monumento di Maser, Angelo morì nel 1827: attraverso questa manifestazione i maserini lo “riportano in vita” ogni due anni, riportando l’arte, per così dire, in piazza.


Come ha spiegato il sindaco Claudia Benedos, tutto nacque dal concorso “Pennello d’Argento”, un concorso nazionale che si teneva a Maser e che portava ogni anno migliaia di disegni da tutt’Italia. “Stasera abbiamo l’onore di ospitare venti artisti di Maser, alcuni giovanissimi e altri maestri d’arte con un grande bagaglio di esperienza. Vedremo la passione per l’arte non solo sulla tela ma anche attraverso la fotografia e la scultura. Possiamo dire con orgoglio che il nostro è un paese di artisti” ha spiegato al pubblico.

Dell’allestimento della mostra si è occupato soprattutto il vicesindaco Marco Sartor, che ha coordinato gli artisti e che ieri sera, dopo il taglio del nastro, ha commentato: “Un ringraziamento sincero a questi artisti che da trent’anni ci permettono di organizzare una mostra con cadenza biennale. Biennale perché se si organizzasse ogni anno, la sua esclusività verrebbe meno. Oggi possiamo dire con certezza che a Maser non passa la tradizione della bellezza”.

Lungo i corridoi espositivi si possono così osservare le opere e i paesaggi di Luigino Bordin, i ritratti e le altre opere poliedriche di Bruno Colla, la scultura come elemento arcaico di Livio Gallina, le sculture lignee di Angelo Bottin, i paesaggi asolani figurativi di Adriano Garbuio, il sottobosco di Anna Facchin, gli acrilici di Alessia Simeoni, il tocco grafico-pittorico di Luigino Panigas, i disegni di acciaio di Leonardo Malosso, il tocco impressionista nei fiori di Roberto Alberton.

E ancora, le influenze dei grandi maestri nelle opere di Elisabetta Bianconcin, il naturalismo di Angelo Bordin, l’accurato lavoro con i pastelli secchi di Fabiola Brion, le colorate opere sul legno di Nadia Lionello, le fotografie di Giulia Malosso, gli acquerelli spatolati di Barbara Gallina, le forme in ferro di Giovanni Casellato, le incisioni graffianti di Giancarlo Casellato e il ricordo di Vittoria nell’acquerello di Marta Contin.

(Foto: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
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