“Oliveti Aperti” a Maser: Comune, enti e associazioni insieme per ridare valore alla storicità dell’olivicoltura

 

Si chiama “Oliveti aperti” ed è il risultato di un’idea corale che è stata sviluppata dai vari attori che quotidianamente, a Maser, si occupano della valorizzazione dei prodotti locali: sono stati loro a riconoscere, nel passato del proprio comune, un legame con il presente e con il futuro dell’olivicoltura, che quest’anno ha dato i suoi frutti.

In sinergia con le altre quattro Città dell’Olio, che si muovono nella stessa direzione, la Pro Loco di Maser, il Comune, Maser in Rete, la Tapa Olearia, il Consorzio dell’Asolo Prosecco, il Comitato Madonna della Salute si sono messi in gioco con ottimismo in un periodo di incertezza, per restituire al paese l’orgoglio di avere a disposizione un prodotto locale, che garantisca qualità e riconoscibilità. L’appuntamento di domenica, per la passeggiata tra gli ulivi, non sarà l’unica iniziativa e il pensiero di Maser va oltre la celebrazione della giornata nazionale.

La volontà di valorizzare la storicità di questo settore proviene da un’intensa ricerca negli archivi comunali, portata avanti anche da Gabriele Farronato, che in un saggio ha raccontato quanto il territorio del trevigiano, specialmente della Destra Piave, e il settore dell’olio fossero legati fin dal 1200-1300.

È curiosa, come racconta il presidente della Pro Loco Claudio Crotti, la storia della disputa tra Venezia e Asolo, che si sono contese per anni il titolo di garante dell’olio.

Vicende più contemporanee quelle su cui può testimoniare il sindaco Claudia Benedos, al tempo segretaria dell’allora assessore di provinciale all’agricoltura Luca Zaia: la scelta di appoggiare attraverso bandi e finanziamenti l’Associazione Trevigiana Olivicoltori, l’attuale Ato, fondata dai due maserini Franco Vettoretti e Remo Vettoruzzo, e premiando così la loro volontà di recuperare vaste aree collinari abbandonate, si è col tempo dimostrata vincente e oggi tutta la Pedemontana, da Borso a Vittorio Veneto, può godere di un paesaggio curato e dei prodotti dell’olio.

“Nel 1999 l’amministrazione di Maser non era riuscita a trovare una sede adatta a inaugurare un frantoio – racconta il primo cittadino, riferendosi al primo nome della cooperativa, “Aprol” – Poi, con l’arrivo di Tapa Olearia, con una sede a Vittorio Veneto, il sito adatto per un secondo frantoio è stato trovato nel comune di Cavaso”.

Con il tempo, lo sviluppo della produzione olearia, con un rendimento altalenante ma una qualità distinta, ha fatto sì che dai municipi dei quattro comuni, partendo da Asolo, sventolasse la bandiera di Città dell’Olio.

Per promuovere questa tendenza, la collettività di Maser mette in campo anche i ristoratori, rappresentati da Marco Bonotto con il marchio Maser in Rete: “Nei ristoranti, i clienti troveranno i prodotti tipici di Maser e dei colli asolani” afferma, con il supporto delle Ppl, le piccole produzioni locali, tra le quali prende voce anche Claudio Reginato, rappresentando anche la comunità di Madonna della Salute: “Siamo arrivati alla nona edizione del concorso Olio Evo e quest’anno nonostante le difficoltà non ci fermiamo – afferma – abbiamo già collezionato una trentina di campioni dei produttori concorrenti e ritengo che, anche se la sagra di novembre non si svolgerà, la premiazione potrà svolgersi più avanti”.

Villa Maser sarà la culla dell’iniziativa nel suo evolvere: il monumento, patrimonio dell’Umanità, intreccia anch’esso il proprio passato con quello dell’olivicoltura, come racconta il proprietario Vittorio Dalle Ore.

Pare naturale che, così come per le ciliegie, il sito sia il luogo adatto per fare dell’olio, dell’Asolo Prosecco e degli altri prodotti, come gli insaccati, primi rappresentanti del territorio.

 

(Fonte: Luca Vecellio © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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