Nervesa, il pesto con l’aglio orsino: il sugo che fa bene alla salute preparato dalla presidente della Pro Loco Sara Michieletto

Sara Michieletto, presidente della Pro Loco di Nervesa nonché cuoca provetta, ci accompagna alla scoperta dell’aglio orsino, un’erba spontanea che cresce rigogliosa sul Montello e da cui si possono ottenere prelibatissimi piatti.

E’ in sostanza la versione selvatica dell’aglio comune e fa parte della famiglia delle Liliacee, pianta officinale con proprietà antibiotiche e antimicotiche, purifica il sangue e abbassa il tasso di colesterolo.


E’ chiamata così perché, essendo ricca di minerali e di vitamine, è molto gradita dagli orsi che si risvegliano dal letargo invernale.

Le sue caratteristiche nutritive, depurative ed antiossidanti ne fanno un ingrediente ottimale per la salute, già greci e romani utilizzavano l’aglio orsino come pianta medicinale.

Sono commestibili sia le foglie che il bulbo e anche i fiori, in cucina possono essere utilizzati in vari modi, come aroma al posto dell’aglio o insaporire torte salate o voulevan.

Nervesa della Battaglia ha una certa tradizione nel valorizzare le molteplici erbette spontanee commestibili presenti nell’area del Montello, organizzando una sagra a loro dedicata.

Sara Michieletto ci fa vedere come l’aglio orsino può diventare uno squisito pesto per condire la pasta. In questa versione “nervesana” viene tritato insieme alle mandorle e con l’aggiunta di formaggio grana e pecorino grattati, sale e olio d’oliva.

Per preparare un pesto per quattro persone servono 250 grammi di aglio orsino, 50 grammi di formaggio grattugiato, 125 millilitri di olio d’oliva, un cucchiaino di sale grosso e 60 grammi di mandorle (oppure pinoli o anche noci).

Attenzione, tuttavia, per coloro che vogliono raccogliere l’aglio orsino e non sono esperti di erbette spontanee: si ricorderà il caso di un uomo che ha perso la vita per aver ingerito colchici (falso zafferano) scambiandolo per aglio orsino. In realtà le due piante sono ben distinguibili tra loro.

Le foglie di aglio orsino crescono dal suolo individualmente, lo stelo è molto fine e le sovrastanti foglie sono di forma ellittica e hanno un netto profumo d’aglio.

Le foglie del colchico crescono direttamente dal tubero (non hanno stelo), sono a forma lanceolata e non hanno odore.

I fiori dell’aglio orsino sono bianchi e piccoli, mentre quelli del colchico sono rosa-violacei (praticamente identici a quelli dello zafferano ma con sei pistilli gialli anziché tre).

Occorre dunque  controllare individualmente ogni foglia ed evitare la raccolta ai margini dei boschi e raccogliere l’aglio orsino nel mezzo del campo selvatico in cui cresce.



(Video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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