Il teatrino parrocchiale, la piccola gemma di Solighetto che si candida a patrimonio nazionale

Il teatrino parrocchiale di Solighetto

Con l’emendamento presentato dal deputato Gianangelo Bof in commissione Cultura alla Camera si aprono nuove opportunità di valorizzazione del patrimonio di teatri storici della Marca.

Fra quelli che potrebbero fregiarsi del riconoscimento di monumento nazionale c’è anche il teatrino parrocchiale di Solighetto, un pezzo di storia del paese e dei suoi abitanti che ha attraversato il Novecento rinascendo dalle proprie ceneri dopo l’incendio che lo distrusse durante la Seconda guerra mondiale. 

le pareti del teatrino decorate da Emilio Fontana

Anima di questo luogo di cultura è la compagnia teatrale “Malintesa” che nel 2022 ha compiuto 100 anni. La sua attività secolare legata in modo indissolubile alle vicende del teatrino pievigino è ben descritta nelle pagine del libro “Solighetto e la sua gente” di Enrico Dall’Anese che in questo volumetto ricostruisce con minuzia del dettaglio un secolo di storia a tratti drammatico che tuttavia non ha smorzato la vivacità culturale propria degli abitanti del posto.   

La prima commedia andata in scena a Solighetto risale agli anni Venti. Allora non c’erano chissà che mezzi a disposizione: ci si arrangiava con quel che c’era, la cosa davvero importante era creare occasioni di cultura e divertimento. Dopo i primi spettacoli nella parte di scuderie che i conti Brandolini misero a disposizione del parroco, fu proprio don Antonio Santin a costruire un primo vero, seppure modesto, palcoscenico coinvolgendo degli artigiani locali. 

il palco visto dalla galleria

Più tardi l’embrione dell’attuale teatro venne sviluppato, dotandolo prima di una biglietteria e poi di una collezione di abiti di scena, fra cui del materiale usato alla Fenice di Venezia, da mettere a disposizione degli attori. 

Andava via via formandosi una compagnia teatrale sempre più strutturata protagonista di esilaranti farse e drammi in costume che seppe conquistare il pubblico ben oltre i confini di Solighetto forte di giovani e promettenti attori. 

La platea

Il nome “La Malintesa” è nato per caso nel 1928 nel corso di una serata in allegria da un’esclamazione di Biagio De Nardo che in un momento particolarmente concitato se ne uscì con: “Qua l’è tuta na malintesa!”. 


Durante la Seconda guerra mondiale un grave incendio scoppiato a seguito di una rappresaglia tedesca distrusse completamente il teatrino ma non fermò l’attività della compagnia che subì una brusca battuta d’arresto per poi riprendere nell’estate del ’45 in un palco alla buona allestito nel cortile della canonica. 

Il brolo della canonica sul quale si affaccia il teatrino di Solighetto

Da allora – al netto della pausa forzata durante la pandemia – la Malintesa rimane fedele alla propria vocazione: allietare la comunità locale tenendo viva una tradizione di teatro popolare ben radicata in Veneto. Tutti i ricavati degli spettacoli, è bene sottolineare, vengono devoluti a enti e realtà locali che operano nell’educazione e nel sociale. 

Il sindaco Stefano Soldan ha espresso così il proprio plauso all’iniziativa dell’onorevole Bof sottolineando come una valorizzazione del teatrino si inserisca bene nel più ampio progetto di riqualifica del borgo di Solighetto. 

“Desidero ringraziare l’onorevole Gianangelo Bof per aver inserito nel suo emendamento anche il teatrino parrocchiale di Solighetto – commenta Soldan – Un’opera pregiatissima, anche se di piccole dimensioni, dipinta dal pittore Fontana di cui quest’anno ricorrono i 130 anni dalla nascita e che ospita la nota compagnia teatrale. La Malintesa che ha oltre cento anni. Essere inseriti nell’elenco nazionale dei teatri patrimonio nazionale è un onore e un riconoscimento a una comunità, quella di Solighetto che da sempre è dedita all’arte. Questa opportunità spero possa portare a opportunità di finanziamento, aiuto e sostegno per un complesso architettonico centro e cuore di Solighetto come lo è la canonica. Si aggiungerà di certo ai progetti di rilancio già avviati e in particolare al contributo di 700.000 euro che sono stati assegnati per il progetto di rifacimento delle due piazze e dei marciapiedi del borgo” conclude il primo cittadino. 

(Foto: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
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