La contrada del Contà conquista il 39° Palio del tiro alla fune: ma la sfida del futuro è fuori dalla pedana

Chi ha ricordi delle precedenti edizioni non ha dubbi nell’affermare che quello di ieri sia stato “il più bel palio di sempre”. Il Palio del tiro alla fune di Pieve di Soligo ha origini antiche, affonda le radici nei secoli quando le contrade “nemiche” del Trevisan e del Contà si sfidavano in continue lotte clandestine. Di quell’antica rivalità oggi resta la rievocazione di una pagina di storia ricca di folclore che dal 1983, grazie alla Pro Loco di Pieve di Soligo, rivive animando la sagra ottobrina.

Ed ecco che anche ieri, domenica 1° ottobre, non è mancato l’appuntamento con la tradizione giunto quest’anno alla 39ª edizione. Ad avere la meglio è stata la squadra del Contà che dopo quattro tiri (il terzo è stato annullato) fino allo stremo delle forze ha visto i contradaioli esplodere in un urlo di gioia. Il tutto si risolve in pochi minuti, talvolta ne bastano perfino due se si vince per due volte consecutive, eppure dietro ci sono settimane di intenso allenamento, anche quotidiano a ridosso della gara.

Al di là della competizione, e qui si coglie forse l’aspetto più bello del Palio, dallo scorso anno le squadre avversarie, fuori dalla pedana sono alleate nel comune intento di assicurare un futuro a questa tradizione tanto amata dai pievigini quanto poco conosciuta dalle nuove generazioni.

Nelle scorse settimane infatti alcuni rappresentanti del Palio del tiro alla fune, affiancati dallo storico locale Piero Gerlin, hanno incontrato gli alunni di alcune classi delle scuole elementari e medie di Pieve per condividere con loro la storia e l’emozione della manifestazione invitandoli poi ad assistere alla gara.

Ecco che una cinquantina di giovani e giovanissimi ieri pomeriggio si è radunata di fronte al Duomo prima per introdurre la sfilata del Gruppo tamburi e sbandieratori “Dama Castellana” di Conegliano e poi per cimentarsi in giochi di squadra sulla pedana allestita in Piazza Vittorio Emanuele che di lì a poco ha ospitato i tiratori.

“Con gli incontri nelle scuole e poi con la loro partecipazione attiva di ieri abbiamo voluto coinvolgere in prima persona i bambini di Pieve di Soligo avvicinandoli ad una tradizione che per molti di loro purtoppo è sconosciuta – spiega Luca Vidalli, tiratore del Contà qui in veste di portavoce delle due contrade che hanno promosso l’iniziativa – Tutto è nato lo scorso anno, a settembre, dalla volontà di far conoscere il Palio del tiro alla fune ai più giovani, facendo capire loro che dietro alla gara, oltre all’aspetto competitivo, c’è una lunga tradizione legata al territorio che se non verrà tramandata fra qualche anno rischierà di perdersi. D’altronde chi saranno i tiratori di domani se non trasmettiamo la memoria alle nuove generazioni?”.

Terminato il Palio la festa è proseguita sotto il tendone in piazza Caduti nei Lager fra spiedo e specialità tipiche all’insegna della buona cucina e della convivialità.

“È stata una giornata molto intesa – commenta il presidente della Pro Loco di Pieve di Soligo Mauro Gai – in cui si è rinnovata la tradizione del Palio, un momento emozionante per grandi e quest’anno anche per i più piccini, fra momenti gioiosi ma anche commoventi. Ieri infatti abbiamo avuto l’occasione di ricordare l’amico Walter Lorenzon, scomparso nel maggio scorso, a cui è stata dedicata una piccola commemorazione”.

Iniziata il 23 settembre, la 66^ edizione dello Spiedo Gigante proseguirà fino al 15 ottobre con il momento clou della sagra dedicato all’accensione dello spiedo che dal 2017 detiene il primato di più grande cottura di quaglie a livello mondiale. Il prossimo finesettima, il 7 e 8 ottobre, la manifestazione si svolgerà in corrispondenza del campionato del mondo di Gravel bike dando vita ad una vera “festa nella festa” fra sport, tradizione ed enogastronomia.

(Foto: Abastianelph)
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