“Cominciamo a valorizzare le cose positive”: presentata la Carta dell’Accoglienza e dell’Ospitalità

La versione cartacea della Carta dell’Accoglienza e dell’Ospitalità

“Cominciamo a guardare le cose positive e a valorizzarle”: è questo il consiglio che giovedì sera ha dato alla platea Elena Bisol (Direzione Turismo – Regione del Veneto), nel corso di un incontro tenutosi nella barchessa municipale di San Pietro di Feletto, in tema di accoglienza e ospitalità turistica.

In platea, titolari di attività ricettive del territorio, o aspiranti tali, assieme al sindaco di San Pietro di Feletto Maria Assunta Rizzo, all’assessore alla Cultura Claudia Meneghin, al consigliere di maggioranza di Refrontolo Federica Meneghel, al direttore scientifico dell’istituto “Beato Toniolo” Marco Zabotti.

L’incontro, dal titolo “La Carta dell’Accoglienza e dell’Ospitalità. Uno strumento utile per emergere”, ha approfondito la natura di questo strumento, che riassume in un decalogo (organizzato per punti e per diverse tipologie di accoglienza turistica) quelli che dovrebbero essere i fattori fondanti di un turismo di qualità.

Un argomento tutt’altro che trascurabile, considerato il percorso iniziato nel territorio in ottica Unesco. La Carta è disponibile sul web ed è scaricabile direttamente dal sito della Regione Veneto.

“L’accoglienza è una competenza trasversale, che deve coinvolgere tutti: partiamo da quello che c’è e la carta è uno strumento che ci deve aiutare a valorizzare quelle cose, ma anche a capire se si può coprire un ‘gap’, facendo diventare positivo un punto negativo – la premessa fatta da Bisol – L’accoglienza parte da noi: dobbiamo ragionare nell’ottica di ‘io insieme agli altri’, perché tutto fa la differenza”.

Elena Bisol durante il suo intervento

Costruire una rete collaborativa, tra enti locali, agenzie di viaggio, guide turistiche, attività commerciali e agricole, trasporti pubblici e privati, realtà nel settore dell’organizzazione di eventi, secondo Bisol è la via corretta per proporre un prodotto a 360 gradi al turista, quest’ultimo desideroso di trovare delle occasioni esperienziali e, allo stesso tempo, di conoscere a fondo le peculiarità del luogo che va a visitare. Le attività stesse, quindi, devono agire “scegliendo delle storie e delle azioni per raccontare il proprio territorio”.

Incontri mirati per rafforzare la conoscenza delle proprie origini, presentare tutti i prodotti, salvaguardare tutte le tecniche di promozione, essere competenti con uno sguardo verso ciò che è fuori, costruire una comunicazione chiara, fare proposte di offerte innovative, lavorare sulla progettazione dell’accoglienza, secondo il motto che “più lavoriamo assieme e più valorizziamo il nostro lavoro”: sono solamente alcuni dei punti previsti dalla carta.

“Fare accoglienza significa saper raccontare il territorio, territorio che deve essere inoltre inclusivo – ha proseguito Bisol – La competenza è fondamentale, come gli studi di fattibilità e la ricerca delle nostre origini, in fatto di storie e di tradizioni”.

Più contempliamo il bello e più diventiamo belli. Più contempliamo il brutto e più diventiamo brutti – ha aggiunto – Alla luce di questo, è chiaro quanto serva una comunicazione mirata, per descrivere la bellezza e la sostenibilità del nostro territorio”.

Bisol ha riservato una parte del suo discorso anche al tema del trattamento del personale.

“Bisogna lavorare in sinergia e ciò significa che il personale deve essere il nostro biglietto da visita: c’è bisogno di fidelizzarlo – ha riferito -. Gli interessi personali devono essere in connessione con il territorio, creando iniziative per sviluppare le attività e lavorando in rete, collaborando con tutti coloro che mi rendono messaggero della bellezza del territorio. Ricordiamoci che la mela marcia danneggia le altre mele del cesto: bisogna assicurarsi che le mele siano ben croccanti”.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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