Domenico Iannacone in scena sabato al teatro comunale di Falzè. Il racconto televisivo neorealistico si cala nel teatro di narrazione

Domenico Iannacone

Sabato 11 novembre, alle ore 21, il teatro comunale di Falzè di Trevignano ospiterà lo spettacolo “Che ci faccio qui in scena” di e con Domenico Iannacone.

L’evento è prodotto dal Teatro del Loto/TeatriMolisani con musiche e suoni in scena di Francesco Santalucia, creazioni video di Raffaele Fiorella, coordinamento tecnico di Eva Sabelli e distribuzione di Terry Chegia.

“Le storie più straordinarie – si legge in una nota di presentazione dello spettacolo – sono quelle che ci passano a fianco senza che ne accorgiamo. Spesso sono così piccole che bisogna andare a cercarle tra le tante cose che non valgono nulla. Il racconto televisivo neorealistico di Domenico Iannacone si cala nel teatro di narrazione e trasforma le sue inchieste giornalistiche in uno spazio intimo di riflessione e denuncia. Il palcoscenico diventa luogo fisico ideale per portare alla luce quello che la televisione non può comunicare”.

“Le storie così riprendono forma – continua -, si animano di presenza viva e voce e tornano a rivendicare il diritto di essere narrate. Iannacone rompe le distanze, prende per mano lo spettatore e lo accompagna nei luoghi che ha attraversato, lo spinge a condividere le emozioni, i ricordi, la bellezza degli incontri e la rabbia per quello che viene negato”.

“Il teatro di narrazione – conclude – diventa in questo modo anche teatro civile in grado di ricucire la mappa dei bisogni collettivi, dei diritti disattesi, delle ingiustizie e delle verità nascoste. Mentre le immagini aprono squarci visivi, facendoci scorgere volti, case, periferie urbane ed esistenziali, le parole dilatano la nostra percezione emotiva e ci permettono di entrare, come una voce sotterranea, nelle viscere del Paese”.

Nato nel 1962 a Torella del Sannio (Campobasso), Iannacone ha iniziato giovanissimo la carriera giornalistica sulle testate regionali.

È stato inviato di punta di Ballarò Presadiretta (Rai3), ha ideato e condotto, per sette edizioni, il programma d’inchiesta “I dieci comandamenti” e dal 2019 è in onda con “Che ci faccio qui“, uno tra i programmi di approfondimento più seguiti di Rai 3.

Per cinque volte gli è stato attribuito il Premio Ilaria Alpi; nel 2015 ha vinto il Premio Paolo Borsellino e nel 2017 il Premio Goffredo Parise.

Con il film documentario “Lontano dagli occhi” ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali, aggiudicandosi nell’ordine: il Civis Media Prize di Berlino, il Real Screen Awards di Los Angeles e il Peace Jam Jury Awards di Montecarlo.

Nel 2018 con “Siamo tutti matti“, un racconto spiazzante della follia, ha vinto il Festival del Cinema di Spello.

Nel 2019 il Centro Sperimentale di Cinema Scuola di Cinematografia lo ha insignito del diploma honoris causa in Reportage Audiovisivo.

Nel 2021 gli viene assegnato il Premio Kapuściński e, sempre nello stesso anno, il film documentario “L’odissea” è stato premiato alla XIV edizione del Premio Moige.

Nel 2022 è tra i vincitori de “Il Premiolino“, uno tra i più antichi e autorevoli premi dedicati al giornalismo.

Il suo modo di raccontare trae ispirazione dalla migliore tradizione documentaristica italiana e si pone a metà strada tra cinema neorealista e racconto giornalistico del reale.

“È un tentativo di mettermi in prima persona – racconta lo stesso Iannacone ai microfoni di Qdpnews.it – Quotidiano del Piave -, cercando di rompere lo schema televisivo con un impegno fisico e non solo virtuale. L’obiettivo è riportare nel teatro alcune delle mie storie raccontandole in modo diverso, in forma di orazione, per cogliere aspetti che non potevamo passare in televisione per i limiti oggettivi del piccolo schermo”.

“Per me – conclude – questa è una prova per toccare le corde delle persone con meno distanza e partecipazione. Mi piace pensare che, in questo periodo, il teatro mi stia dando la forma più alta di libertà, dove sono me stesso fino in fondo. Accompagnerò il pubblico in un percorso, un racconto circolare, tra poesia, cinema e storie che mi hanno toccato. Parlerò delle difficoltà legate alla vita, ma anche di rigenerazione. Uno spettacolo che ci dà un pugno allo stomaco, ma che ci fa anche guardare con speranza al futuro”.

Per prenotare i biglietti si può usare questo link: https://tinyurl.com/prenota-checifaccioqui

Per tutte le informazioni è possibile contattare l’Ufficio Cultura del Comune di Trevignano telefonando al numero 0423-672842 (dal lunedì al venerdì al mattino).

(Foto: Domenico Iannacone).
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