Non solo Prosecco, la Marca punta sull’Oleoturismo: in provincia 445 ettari di oliveti a marchio Dop 

Non solo Prosecco, la Marca punta sull’Oleoturismo: in provincia 445 ettari di oliveti a marchio Dop 

Non solo Prosecco, con 445 ettari di oliveti per una produzione totale che ammonta a circa 12mila quintali, il Trevigiano è una terra vocata anche alla produzione d’olio d’oliva. Un olio riconosciuto per la sua qualità sugellata dal marchio Dop “Veneto del Grappa” che va a braccetto con lo sviluppo turistico in chiave sostenibile del territorio. 

Le potenzialità del turismo dell’olio e il buon radicamento dell’olivocoltura nella Marca è stato al centro del convegno di mercoledì organizzato dalla Camera di Commercio di Treviso-Belluno| Dolomiti nella sede dell’ente camerale in piazza Borsa in collaborazione con Mirabilia Network e Venicepromex

All’evento, inserito nell’ambito dei Mirabilia Day – Mirabilia è la rete delle camere di Commercio Italiane per la promozione di siti Unesco meno noti – sono intervenuti Federico Caner, assessore a Fondi UE – Turismo – Agricoltura – Commercio estero della Regione del Veneto, Rosy Silvestrini, coordinatrice regionale per il Veneto Associazione Nazionale Città dell’Olio, Vito Signati, Coordinatore Associazione Mirabilia Network, Roberta Garibaldi, presidente Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, Donato Romagnolo e Ornella Selmin, Professors School of Nutritional Sciences and Wellness – Program Director, Mediterranean Diet and Health Study Abroad Program – Professors Arizona Cancer Center – Università di Tuxon (USA), Daniele Nucci, Nutrizionista e membro del Comitato Scientifico di Health Chef®, Fabio Dartora, faunista ed esperto di biodiversità, Giulia Casagrande, presidente Fondazione Marca Treviso, Orio Mocellin, consigliere dell’Associazione Nazionale Città dell’Oliom Claudio Crotti, UNPLI Veneto, Olio in Villa & Oliveti Aperti, Peppe Sirchia, direttore generale di Destination Makers, Luigi Caricato, Giornalista esperto di olivocoltura, direttore Olio Officina Magazine e Mariarosa Bortoluzzi, sommelier dell’olio. 

L’Olivicoltura nella Marca 

La produzione di olio extravergine di oliva a marchio “Veneto del Grappa” interessa parte della provincia di Vicenza e Treviso. Nella Marca la coltura dell’olivo riguarda in particolare i comuni di Asolo, Borso del Grappa, Castelcucco, Cavaso del Tomba, Conegliano, Cornuda, Crespano del Grappa, Fonte, Maser, Pederobba, Possagno, San Zenone degli Ezzelini, Susegana Valdobbiadene e Vittorio Veneto per i quali è stata concessa anche la D.O.P. “Veneto del Grappa”. A questi si sommano i Comuni di Cappella Maggiore, Cison di Valmarino, Colle Umberto, Cordignano, Follina, Fregona, Giavera del Montello, Montebelluna, Nervesa della Battaglia, Paderno del Grappa, Refrontolo, San Fior, San Pietro di Feletto, Sarmede, Tarzo e Volpago del Montello, per i quali la Dop è in corso di riconoscimento. 

Altri Comuni nei quali si pratica l’olivicoltura nel Trevigiano, seppur in forma più marginale, sono Altivole, Caerano San Marco, Carbonera, Casale sul Sile, Castelfranco Veneto, Castello di Godego, Crocetta del Montello, Farra di Soligo, Follina, Miane, Oderzo, Orsago, Pieve di Soligo, Ponzano, Revine Lago, Segusino, Sernaglia della Battaglia, Trevignano, Treviso, Vidor.

“Non solo Prosecco in terra trevigiana, ma anche olio, di cui gli italiani sono fra l’altro i primi consumatori al mondo – sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno|Dolomiti Mario Pozza – Nella Marca la produzione si concentra in un contesto paesaggistico di grande bellezza, l’area Pedemontana, che non dimentichiamo essere Riserva di Biosfera Unesco. Oleoturismo in questo contesto rappresenta un’opportunità e ci sono tutte le condizioni per promuoverlo. La chiave sta nel sostenere le aziende, fare formazione e sostenerle nella promozione di iniziative territoriali tenendo conto anche delle problematiche che deve affrontare la coltura dell’olivo, in primis quelle climatiche”. 

“Quest’anno, ad esempio, si è registrata una carenza d’olio d’oliva in tutto il mondo, soprattutto in Europa, un fatto che ricorda quanto sia importante sostenere la ricerca di nuove varietà. Oltre a suo valore salutare, l’olio è intrinsecamente un prodotto sostenibile – prosegue Pozza -: dell’oliva non si butta via niente, da qui il suo valore ambientale aggiunto”. 

“Diffondere la cultura dell’olio extravergine di oliva fra turisti e consumatori e supportare la crescita continua della filiera dell’olio è un’opportunità unica per i nostri territori – ha commento l’assessore regionale al Turismo e all’Agricoltura Federico Caner.  – Sono anni che, come Regione, puntiamo a sostenere forme di turismo green&slow, con un’attenzione particolare alla sostenibilità, e sviluppare ulteriormente l’offerta del mondo dell’olio punta proprio in questa direzione. Partendo dalla visita nell’azienda olivicolo-olearia o nel frantoio, si può dipanare un emozionante ed originale percorso di scoperta del territorio dove nasce un olio di oliva, gratificando consumatori sempre più curiosi e assetati di informazioni ed esperienze concrete.”

Siamo lieti di collaborare con la Camera di Commercio di Treviso-Belluno|Dolomiti e Venicepromex per questo evento che incarna perfettamente la nostra missione in Mirabilia Network – evidenzia il coordinatore nazionale di Mirabilia Network Vito Signati -. Questa iniziativa non solo valorizza la ricchezza culturale e naturale della nostra regione, ma si allinea anche con l’impegno di Mirabilia verso lo sviluppo sostenibile. Attraverso l’esplorazione delle tradizioni legate all’olio d’oliva, miriamo a promuovere un turismo responsabile che celebri e preservi i nostri siti Unesco, contribuendo al contempo allo sviluppo economico locale. L’olio non è cibo, l’olio è cultura, e di cultura si mangia eccome”. 

Fra gli ospiti principali del convegno anche Roberta Garibaldi presidente dell’Associazione italiana Turismo Enogastronomico. 

“Come attestano i dati ufficiali dell’European Travel Commission l’enogastronomia è al centro dell’interesse dei turisti europei anche nella stagione autunno inverno – spiega Garibaldi –  L’oleoturismo ha visto una grande crescita in questi anni: c’è un forte interesse verso questa tipologia di esperienza e se noi andiamo ad approfondire i dati è l’ambito in cui c’è un maggiore gap tra il desiderio di fruire di questa esperienza e il fatto di averla effettivamente provata, quindi c’è un grande margine di crescita. I turisti desiderano non solo visitare i frantoi, ma anche vivere gli uliveti come spazi naturali aperti e le dimore storiche del territorio che offrono esperienze legate all’olio. Un ruolo rilevante lo gioca anche il Food Pairing che consiste nel degustare diverse tipologie di olio in abbinata a piatti diversi all’interno ristoranti dedicati quindi l’oleoturismo abbraccia tutta la filiera nella sua interezza”. 

Mostre, degustazioni e scoperta delle bellezze architettoniche del territorio sono gli elementi principali dell’iniziativa Olio in Villa & Oliveti aperti a Villa di Maser, iniziativa della Pro Loco di Maser portata come esempio di successo dell’attrattività dell’oleoturismo verso turisti locali e stranieri. 

“Promuovere il territorio è la missione delle Pro Loco – spiega Claudio Cirotti di Unpli Veneto – che si concretizza con iniziative come ‘Olio in Villa & Oliveti aperti’. La seconda edizione ha visto la presenza di 24 produttori della Pedemontana vicentina e trevigiana attirando oltre 750 visitatori che hanno avuto la possibilità di assaggiare l’olio guidati da sommelier dell’olio: un avvicinamento all’olio anche ‘tecnico’ se vogliamo per fare le caratteristiche di un prodotto di eccellenza del nostro territorio”. 

(Foto e video: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
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