“Szumski radiato”, la notizia fa il giro del web e scatena reazioni. Il medico: “Me lo aspetto, ma non ho ancora controllato le notifiche. Sto visitando i miei pazienti”

Riccardo Szumski è stato sospeso dell’Ordine dei medici? Questa è la notizia che sta circolando in queste ultime ore suscitando già le prime reazioni, ma il medico diretto interessato riferisce di non essere per ora al corrente di un eventuale provvedimento disciplinare a suo carico.

Nella giornata odierna il medico con 43 anni di laurea appena compiuti sulle spalle sta lavorando regolarmente nel proprio ambulatorio a Santa Lucia di Piave, e sostiene di non essere preoccupato. “Certo che me lo aspetto – dice il dottor Szumski, che opera nel Comune del quale è anche primo cittadino – un provvedimento me lo aspetto da tempo e non mi stupirei, ma in questo preciso momento non so dire se c’è qualche novità notificatami, io continuo a lavorare, ho l’ambulatorio pieno” ha detto, interpellato telefonicamente intorno alle 16 di oggi lunedì.

E se davvero fosse stato sospeso o, come affermano alcune testate giornalistiche, addirittura radiato?

“Non sono preoccupato, in quel caso parlerò con i miei avvocati e mi difenderò. Ho il diritto di difendermi e di ricorrere in appello, cosa che farò assolutamente se necessario, ma nel frattempo continuerò a lavorare“. Di fatto, l’unico modo per rispondere allo stop forzato della sospensione o della radiazione è ricorrere in appello, ma i tempi saranno comunque piuttosto lunghi. In ogni caso il Consiglio dell’Ordine, nell’applicare le sanzioni disciplinari sia della radiazione che della sospensione, può ordinare provvisoriamente l’immediata esecuzione nonostante il ricorso.

Al momento l’Ordine, anch’esso interpellato, non si espone e non conferma né smentisce, ma tra le motivazioni del provvedimento ci potrebbero essere la violazione di certe norme deontologiche unite ad alcuni certificati di esenzione dalla somministrazione del vaccino emessi in favore di insegnanti che esercitano in Friuli (qui l’articolo), già a suo tempo fortemente criticate dall’azienda sanitaria Ulss 2 Marca trevigiana. La sospensione dall’esercizio professionale prevede, secondo il regolamento, un periodo di fermo non inferiore a quindici giorni e non superiore a due anni. Inoltre, questa sanzione disciplinare può essere inflitta nei casi di lesione della dignità e del decoro professionale: essa è disposta con deliberazione del consiglio, sentito il professionista interessato, il quale può opporsi ricorrendo in appello.

La radiazione dall’albo professionale invece può essere disposta quando l’iscritto riporta, con sentenza irrevocabile, condanna alla reclusione per un delitto non colposo, ovvero quando la sua condotta ha gravemente compromesso la propria reputazione e la dignità professionale. Le decisioni del consiglio in materia disciplinare sono notificate, entro trenta giorni, all’interessato, al consiglio nazionale, al procuratore della Repubblica presso il Tribunale, al procuratore generale presso la Corte di appello del distretto ove ha sede il consiglio, nonché al Ministero della giustizia.

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(Foto: archivio Qdpnews.it)
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