Treviso, fotografo della sinistra Piave prosciolto dall’accusa di avere spogliato e “toccato” due minorenni

La vicenda giudiziaria nella quale alcuni anni fa era stato coinvolto un fotografo della sinistra Piave trevigiana, chiamato a rispondere dell’ipotesi di reato di atti sessuali con minorenne, è di quelle che non passano inosservate.

Sui giornali dell’epoca, il professionista era stato accusato di avere spogliato e toccato nelle parti intime due bambine di una famiglia immigrata dall’Africa.

I fatti contestati risalivano al 2018 e al 2020, e sarebbero avvenuti nel corso di due servizi fotografici, effettuati nel laboratorio del professionista in occasione della prima comunione delle due bambine.

La complessa indagine, portata avanti dai Carabinieri e dalla Procura di Treviso, dopo la denuncia della madre, si è svolta attraverso diversi interrogatori delle due bambine, nonché dei familiari delle stesse.

Parallelamente, i difensori del professionista, gli avvocati veneziani Gaio Tesser e Antonio Forza, hanno condotto un’indagine difensiva con l’ausilio delle consulenze di docenti universitari di chiara fama e di un esperto informatico.

Disposta una perizia sull’idoneità a testimoniare delle presunte vittime con la dottoressa Mariangela Pippa, psicologa specializzata in psicopatologia e neuropsicologia forense, il Pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio del fotografo. La madre delle bambine si era invece costituita parte civile.

Ieri in Tribunale a Treviso, davanti al Giudice per l’udienza preliminare Marco Biagetti, la vicenda si è conclusa con il non luogo a procedere e quindi il proscioglimento dell’imputato, senza arrivare al processo vero e proprio. Una sentenza che ha pienamente accolto le richieste dei difensori del fotografo.

(Foto: archivio Qdpnews.it)
#Qdpnews.it

Total
19
Shares
Articoli correlati