“Sanità, non è vero che Montebelluna è figlia di nessuno”: Benazzi risponde ai Democratici. Valdobbiadene, timori per la psichiatria

L'ospedale di Montebelluna
L’ospedale di Montebelluna

Nelle ultime settimane la sanità trevigiana è al centro di molte considerazioni da parte di alcuni amministratori del territorio, in particolare delle forze di minoranza dei Comuni di Montebelluna Valdobbiadene.

A fine luglio il consigliere comunale Davide Quaggiotto dei Democratici per Montebelluna ha acceso i riflettori sulla situazione dell’ospedale della sua città: “Dalla relazione della Quinta Commissione del consiglio regionale – ha sottolineato – è emerso che la percentuale di attuazione del piano di recupero delle liste di attesa nell’ospedale di Montebelluna al 31 dicembre era del 9%. Il dottor Benazzi ha attribuito la colpa alle condizioni in cui versa il reparto di Ortopedia, che una volta era un fiore all’occhiello. Ora l’organico di questo reparto è dimezzato perché molti professionisti hanno scelto di trasferirsi altrove. Chissà perché”.

“Questa notizia – continua -, segue quella del trasferimento del primario di Ginecologia e Ostetricia. Continuiamo a ripetere che serve investire nell’ospedale di Montebelluna e nella sanità territoriale. È necessario un impegno della maggioranza in questo senso, altrimenti la situazione non migliorerà e sarà sempre più difficile trattenere i professionisti. Noi rinnoviamo la nostra disponibilità a collaborare con l’amministrazione su questo, purché ci sia una reale volontà di occuparsi di questi temi. Naturalmente, come sempre, ringraziamo il personale ospedaliero che, nonostante le difficoltà, fa del proprio meglio”.

Tornando sul tema della sanità, Quaggiotto ha sottolineato che per tutelare l’ospedale di Montebelluna e la sanità territoriale serve un fronte unico sul territorio che coinvolga maggioranze e minoranze.

“Perché nasca – evidenzia – serve un impegno da parte dell’amministrazione di Montebelluna che ha la responsabilità di fare squadra con i Comuni limitrofi. Inoltre, è fondamentale il supporto della popolazione. Senza la vicinanza e la partecipazione dei cittadini, chi ha ruoli amministrativi rappresenta solo se stesso. Mentre il futuro del nostro ospedale è incerto e alcuni professionisti decidono di trasferirsi altrove, a Oderzo promettono un investimento di 22 milioni. Come ha detto un consigliere del nostro gruppo, ‘Montebelluna è figlia di nessuno?'”.

“Non è assolutamente vero che Montebelluna è figlia di nessuno – replica il dottor Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana. L’ospedale ha primari di elevatissima qualità, in particolare il primario di Ortopedia Geraci ha altissima professionalità e grande umanità. Sta sostenendo il reparto in attesa che arrivino, entro fine anno, i nuovi specialisti“.

“La percentuale di riduzione delle liste – conclude – è legata alla mancanza di specialisti, dovuta agli errori nella programmazione nazionale. Il problema sarà risolto entro fine anno e comunque nel 2023 anche il Distretto di Asolo ha dato un notevole contributo all’abbattimento delle liste d’attesa. Per quanto riguarda Ostetricia-Ginecologia non risultano problemi: il nuovo primario sarà nominato nell’arco di qualche mese“.

A Valdobbiadene, invece, Anna Spinnato e Stefano Prosdocimo, consiglieri di minoranza del gruppo Valdo d’Italia e d’Europa, si sono concentrati sul problema della salute mentale.

Il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) costituisce un presidio fondamentale per la salute mentale – sottolineano i consiglieri valdobbiadenesi -. Esso si compone di diversi servizi, anche territoriali, ma, per le note difficoltà del sistema sanitario pubblico, attualmente soffre di alcune importanti criticità“.

“A causa della carenza dei medici psichiatri – spiegano – non si è più in grado di garantire la guardia notturna in Spdc, nel reparto di degenza di psichiatria. È stato fatto un protocollo di guardia centralizzata che prevede un unico medico in Spdc a Treviso per tutto il territorio, quindi sia per il Spdc di Montebelluna che per quello di Conegliano. In caso di necessità, gli infermieri di notte chiamano Treviso: in caso di accessi in pronto soccorso a Montebelluna o Castelfranco, orario 20-8 del mattino, i pazienti devono essere mandati in Spdc a Treviso”.

Spinnato e Prosdocimo hanno ricordato che il Centro di Salute Mentale di Valdobbiadene opera in stretta integrazione con il reparto psichiatrico dell’Unità Operativa Complessa di Psichiatria, situato nell’Ospedale di Montebelluna, ed è il Centro operativo e organizzativo del Dipartimento di Salute Mentale, con il compito di coordinare e svolgere le funzioni di tutela della salute mentale di riferimento per questo territorio.

Nel mese di agosto – continuano – cesserà dal servizio il medico psichiatra che seguiva il centro di salute mentale di Valdobbiadene e non ci sono notizie di sostituzione. Verranno garantite solo le visite urgenti fatte a Montebelluna dal medico di guardia diurno nel reparto Spdc”.

Durante il consiglio comunale dello scorso giovedì 3 agosto, i due consiglieri di minoranza hanno chiesto al sindaco Luciano Fregonese quali iniziative ritiene di intraprendere per sollecitare una rapida sostituzione dei medici non più in servizio, sia per garantire i turni notturni, sia per garantire l’operatività del Centro di salute mentale di Valdobbiadene.

“Pur consapevoli della grave carenza di medici e specialisti – concludono -, che il direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana ha ben illustrato nella sua relazione alla Conferenza dei sindaci del 26 maggio 2023, si rileva la necessità di individuare e attuare soluzioni rapide, che permettano al più presto il ripristino di questi e di altri servizi per garantire la salute dei cittadini, anche di questo territorio. Si chiede nuovamente al sindaco di farsi parte attiva con la dirigenza dell’Ulss e la Regione Veneto per sollecitare l’adozione delle necessarie soluzioni“.

(Foto: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
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