Casi Covid nelle scuole, un gruppo di genitori delle elementari di Vidor: “Lezioni in presenza da tutelare, assurdo che pochi casi blocchino intere classi”

I casi Covid nelle scuole, negli ultimi giorni, stanno salendo nel territorio della Marca trevigiana. A testimoniarlo sono gli ultimi dati forniti nella mattinata di mercoledì 19 gennaio dall’azienda sanitaria Ulss 2 Marca Trevigiana, dove al momento ci sono 2.419 classi raggiunte da provvedimenti, di cui 756 in quarantena, 444 in monitoraggio, 994 in autosorveglianza e 225 classi “miste” tra quarantene e autosorveglianza, a seconda della percentuale interna di vaccinati e non vaccinati.

Ci sono però dei casi in alcuni scuole del territorio, come ad esempio nelle scuole elementari di Vidor, dove alcuni genitori hanno voluto far chiarezza su come vengono gestite le disposizioni per la gestione dei casi Covid, in questo caso un Gruppo Genitori delle elementari:

“In quanto genitori, – affermano – ci sentiamo in obbligo a non far passare inosservato un paradosso nelle disposizioni per la gestione dei casi Covid che stanno guidando la ripresa scolastica in questo inizio 2022. Un paradosso che riguarda gli alunni della scuola primaria, che dal 16 dicembre scorso possono anche ricevere il vaccino anti-Covid“.

“Da quanto si legge, i bambini ad aver concluso il ciclo vaccinale nella fascia 5-11 anni sono pochi rispetto alle altre fasce d’età e da un mese a questa parte si sta registrando un’impennata costante di contagi proprio tra i bambini che frequentano la scuola elementare. – precisano – Tuttavia la sensazione che predomina dal confronto tra i genitori è che la maggior parte dei bambini risulti asintomatica o con pochissimi e irrilevanti sintomi (per fortuna). In tempi non sospetti i bambini in questione avrebbero risolto la cosa stando semplicemente a casa un paio di giorni e basta, ma sappiamo che il Covid non è una semplice influenza”.

Ora c’è da fare una considerazione: ad oggi, seconda metà di gennaio, i bambini tra i 5 e gli 11 anni che o sono in possesso del Green pass rafforzato o sono guariti dal Covid, sono una buona fetta. – dichiara il Gruppo – Secondo quanto previsto dalla circolare del Ministero del 30 dicembre 2021, questa parte di bambini non dovrebbe essere soggetta alla quarantena proprio perché o il ciclo vaccinale primario è stato completato da meno di 120 giorni o la guarigione è avvenuta da meno di quattro mesi. Questa condizione di cosiddetta autosorveglianza sussiste sempre nel caso in cui il soggetto sia stato a stretto contatto con una persona positiva al Covid”.

Se però l’interazione ad alto rischio è avvenuta a scuola, l’autosorveglianza non è sufficiente, secondo i genitori.

La circolare dell’8 gennaio scorso stabilisce infatti che per la gestione dei casi nella scuola primaria lo stato vaccinale o di guarigione degli alunni non fa alcuna differenza. – specificano – E così, in presenza di un positivo, tutti i bambini della classe sono messi in DAD preventiva e chiamati a fare un tampone di controllo entro il minor tempo possibile, il cosiddetto T0… con l’esito del T0 negativo dal giorno dopo i bambini possono tornare a scuola per fortuna… ma se la sfortuna vuole che tra i T0 ci sia un altro positivo, tutti i bambini vanno in quarantena per dieci giorni”.

“Come mai? Il contatto a scuola con mascherine e distanziamento è più pericoloso che quello che si può avere con la mamma o il fratello positivi che vivono e dormono magari con il bambino? – spiegano – Per quanto riguarda i protocolli da seguire, c’è un vero e proprio caos: chi aspetta una settimana per ricevere indicazioni per accedere al T0, chi è chiamato a fare il T0 anche se il giorno prima aveva appena ricevuto l’esito negativo di fine quarantena, chi deve fare il tampone nonostante non possa essere positivo in quanto appena guarito e non continuiamo con la lista perché rischiamo di sfiorare il ridicolo. E anche le autorità scolastiche sono in balìa di questo groviglio amministrativo che non aiuta nessuno”.

Riassumendo: se un bambino di 6 anni completamente vaccinato o guarito dal Covid entra in contatto con il fratello o genitore positivo può frequentare la scuola in presenza purché stia in autosorveglianza, indossi la mascherina Ffp2 per 10 giorni e si sottoponga subito al tampone nel caso di comparsa dei sintomi. Se lo stesso bambino entra in contatto con un altro compagno di classe positivo, viene sottoposto a DAD preventiva in attesa di indicazioni SISP che deliberano, appena possono, l’esecuzione del T0 per la classe. In attesa del SISP, si resta in isolamento. Se malauguratamente in classe ci sono due compagni di positivi, scatta la DAD per 10 giorni e si deve stare a casa in quarantena“.

La differenziazione per stato vaccinale o guarigione scatta, invece, alle medie, secondo il gruppo, dove anche in presenza di due alunni positivi i guariti o vaccinati da meno di 120 giorni seguono l’autosorveglianza e possono andare a scuola.

“Comprensibile dunque che le famiglie protestino di fronte a questi controsensi. I guariti delle elementari sono meno guariti? I vaccini per i piccoli sono meno efficaci? La speranza è che la norma possa cambiare al più presto, molto presto, per garantire ai più piccoli il ritorno alla normalità in sicurezza e incentivare la campagna vaccinale, perché se tanti hanno scelto di vaccinare i propri figli è proprio per permettergli di andare a scuola ed evitare quarantene continue. – precisano – Senza contare che i bambini delle elementari non si possono lasciare in DAD a casa da soli e anche per i genitori che lavorano ormai la situazione è ingestibile e vanno incontro a problemi sul posto di lavoro vedendosi sempre costretti a chiedere permessi”.

“La scuola in presenza va tutelata il più possibile, facendo frequentare a tutti i costi il più alto numero possibile di bambini. Troviamo assurdo che per 1 o 2 casi di bambini malati si blocchino intere classi, perché se pensiamo bene, fino a pochi anni fa le classi decimate in inverno le avevamo lo stesso. Non siamo né a favore né contro i vaccini, ognuno è libero di scegliere cosa fare, quello che vogliamo noi è che i bambini sani, vaccinati o no, guariti o meno, possano andare a scuola. Le lezioni devono continuare in presenza” concludono i genitori.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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