“Ascolta, osserva e segnala”: il Controllo del vicinato arriva in centro ma la presentazione è un flop

Livio Zago, Alberto Pagotto, Antonio Miatto ed Ennio Antiga

Il Controllo del Vicinato sbarca in centro a Vittorio Veneto: ieri mercoledì 20 marzo è stato presentato il progetto, nato con lo scopo di coinvolgere i cittadini nel controllo e sicurezza del proprio quartiere.

“Una comunità sicura non dipende solo da chi la controlla, ma anche da chi la vive”: il Controllo del Vicinato (CdV) è un progetto che nasce negli Stati Uniti negli anni ’70. Arriva in Europa, in Inghilterra, negli anni ’80 e in Italia, in Lombardia, nel 2008. Dal 2009 si consolidano varie esperienze di controllo del vicinato che nascono spontaneamente in diverse parti d’Italia. Nell’aprile 2015 si costituisce, con un atto notarile, “ACdV” (Associazione controllo del Vicinato), che vede come presidente nazionale, Ferdinando Raffero e referente della provincia di Treviso Livio Zago, presente all’incontro di ieri.

“A fronte di un interesse manifestato da diversi cittadini, sono diversi i gruppi partiti in città – ha dichiarato il sindaco di Vittorio Veneto, Antonio Miatto -. Noi come amministrazione abbiamo individuato due capisaldi per un maggior controllo e sicurezza: impianti di videosorveglianza e autocontrollo. Grazie a chi ha cominciato tanti anni fa, questo metodo sta portando i suoi frutti. 

Stiamo terminando un grosso progetto di percezione del benessere dei cittadini analizzando diversi parametri. Uno degli aspetti analizzati è stata proprio la percezione della sicurezza: la paura principale è la sottrazione dell’automobile e le violenze sessuali. Due avvenimenti malavitosi che per fortuna nella nostra città non sono presenti. La percezione, a volte, non corrisponde alla realtà, nascono dalle paure scaturite dalle comunicazioni esterne” ha concluso il primo cittadino . 

La presentazione del progetto a cura di Livio Zago, responsabile provinciale 

Controllo del vicinato, come funziona 

Il Controllo del Vicinato è uno strumento di prevenzione contro la microcriminalità e si attua con la partecipazione attiva dei cittadini residenti in una determinata area abitativa e la collaborazione con le Forze dell’Ordine. Aderire al progetto vuol dire promuovere la sicurezza urbana attraverso la solidarietà tra cittadini, allo scopo di ridurre il verificarsi di eventi criminosi e di reati contro la proprietà e le persone. “Il Controllo del Vicinato è un progetto di promozione sociale, apartitico, aconfessionale, a-sindacale e non razziale. Ad oggi, in provincia di Treviso abbiamo più di 55 comuni e il 60% lo applicano” ha specificato Zago. 

Non è una forma di presidio “mobile” del territorio, non comporta l’assunzione di alcuna forma di rischio e non richiede alcuna forma di addestramento specifico: “Ascolta, osserva e segnala” è questo il motto del progetto. 

Sarà creato un gruppo Whatssap con, al suo interno, i cittadini di uno specifico quartiere, i quali segnaleranno con foto e specifiche informazioni l’anomalia. Ogni gruppo avrà un suo coordinatore il quale filtrerà le segnalazioni e le comunicherà alle forze dell’ordine e agli altri coordinatori. L’amministrazione comunale ha il compito di promuovere il progetto. È presente anche un referente civico comunale, incaricato dall’amministrazione, il quale sorveglierà la rete; in questo caso l’incarico è stato assegnato al consigliere Alberto Pagotto. Il comandante della Polizia locale, Ezio Camerin, è invece il responsabile del progetto.   

Fondamentale la collaborazione: un buon vicino è il miglior strumento di prevenzione, essere accoglienti ma attenti, guardiani naturali. La collaborazione tra vicini è fondamentale affinché si instauri un clima di sicurezza che venga percepito da tutti i residenti, in particolare dalle fasce più vulnerabili come anziani e bambini. Dove il programma Controllo del Vicinato è attivo, in spazi privati e pubblici, si riduce l’opportunità di un evento malavitoso: “La sicurezza di una comunità passa attraverso la coesione sociale“. 

I cittadini aderenti ad un gruppo Controllo del Vicinato acquisiscono semplicemente l’attitudine di alzare il livello di attenzione e di segnalare al gruppo e al relativo coordinatore accadimenti sospetti fornendo più dettagli possibili: furti, scasso, microcriminalità, truffe o raggiri porta a porta, truffe al telefono oppure on-line, presenza di persone o auto palesemente sospette,  emergenze (territoriali o ambientali), interruzione dei servizi di fornitura alle utenze, ricerca o smarrimento di animali d’affezione, atti di vandalismo contro cose o proprietà, situazioni di degrado urbano, situazioni di degrado sociale e criticità ambientali come abbandono di rifiuti, incendi e inquinamento. Notizie e foto inerenti le segnalazioni del Controllo del Vicinato devono rimanere all’interno del gruppo e per nessun motivo vanno riportate sui social networks.

Incontro flop: “attacco politico”?

Una serata questa che doveva essere per i cittadini, un modo per dare il via, anche in centro città, al Controllo del Vicinato ma qualcosa è andato storto: quasi nessun cittadino si è presentato comportando così la sua mancata partenza.

Poca comunicazione? Il centro città si sente già sicuro? Oppure il flop è da indirizzare verso la politica?

Una risposta l’ha data Pagotto: “Il controllo del vicinato non deve avere riferimenti politici, non deve essere usato per colpire un’amministrazione perché è nato per i cittadini, per la loro sicurezza. Quando questa amministrazione cadrà, il progetto rimarrà, noi abbiamo solo il compito di promuoverla ma è tutto nelle mani dei cittadini e forze dell’ordine”. 

(Foto: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
#Qdpnews.it

Total
0
Shares
Articoli correlati