Caso derivati, il Tribunale di Venezia “boccia” i contratti tra Comune e Banca Intesa. Il Pd: “Sentenza storica”. Posocco: “Ma non ancora definitiva”

Il gruppo consiliare del Partito Democratico vittoriese definisce “storica” la sentenza emessa dal Tribunale di Venezia nei confronti di Banca Intesa San Paolo in merito alla nota questione dei “derivati”. “Ciascuno dei due contratti fortemente voluti dalla Lega e contestati per anni dal Pd è nullo per quattro motivi – afferma una nota diffusa oggi dai Dem – ancora da determinare è solo quando e quanto il Comune di Vittorio Veneto si vedrà restituire da Banca Intesa”.

Sarebbe questa, in sostanza, la decisione assunta dal Tribunale civile lagunare sulla causa avviata dalla giunta Tonon, che ha amministrato la città dal 2014 al 2019, dopo aver commissionato uno studio a una società di esperti e cercato, come obbligatoriamente previsto dalla legge ma inutilmente, un accordo con l’istituto di credito.

“Il Comune – spiegano i consiglieri comunali del Pd – ha incassato differenziali dal 2 gennaio 2006 al 31 dicembre 2015 per un importo complessivo di € 6.273.987,69 e paga differenziali dal 30 giugno 2016 al 31 dicembre 2024 per un importo complessivo di € 10.508.795,84. L’onere complessivo del contratto, in termini di flussi di cassa, è quindi quantificabile in € 4.234.808,15 al netto dell’attualizzazione e dei costi occulti. Anzitutto i contratti, stipulati nel 2005 e nel 2006 dalla giunta Scottà (ma non fatevi ingannare, gira che ti rigira tra Giunta e Consiglio comunale i protagonisti sono ancor oggi quasi tutti gli stessi) per il Tribunale non erano sottoscrivibili da un ente locale in base alle norme del 2003”.

E non finisce qui: “Secondariamente – affermano i Dem – i due contratti non sono stati approvati dal Consiglio comunale, come la corretta procedura vorrebbe. In terzo ma fondamentale luogo, i contratti sono privi di requisiti essenziali previsti dal Codice civile: in particolare per assenza di causa e indeterminatezza dell’oggetto, causa la mancata indicazione del mark to market, l’omessa esplicitazione dei costi impliciti e dei cosiddetti “scenari probabilistici” del contratto. Da ultimo sono nulli perché, quanto ai costi impliciti, essi, dichiarati inesistenti, c’erano eccome, e sono stati quantificati dai tecnici incaricati dall’amministrazione Tonon in quasi 500 mila euro”.

La sentenza del Tribunale di Venezia risale allo scorso aprile, ma secondo la forza di minoranza “l’amministrazione Miatto ha ben pensato di tenersela al calduccio nella borsa, probabilmente nel (disperato) tentativo di trovare una qualche giustificazione a quella che lo stesso sindaco aveva definito «una meravigliosa operazione, che si fa passare come negativa». Se queste sono le operazioni meravigliose dei leghisti, non osiamo immaginare quelle un po’ meno ben riuscite come sono” chiosa il gruppo del Pd.

Gli esponenti di centrosinistra sono consapevoli che la sentenza – di primo grado – del Tribunale veneziano potrà essere impugnata da Banca Intesa, e dello stesso avviso è la maggioranza a trazione leghista. Gianluca Posocco, vicesindaco con delega al bilancio, sottolinea che “la sentenza c’è ma non è definitiva, perciò non possiamo cantare vittoria. Il pronunciamento è chiaro, la cifra no”.

Riguardo alla presunta scarsa “loquacità” dell’amministrazione Miatto sulla sentenza, Posocco replica ricordando che “se siamo stati in silenzio finora è perché la controparte può presentare appello e quindi l’intera vicenda può prendere strade diverse”. Anche sotto l’aspetto pratico… “Noi intanto abbiamo sospeso il pagamento della rata semestrale di giugno, pari a poco più di 700 mila euro, tenendo ferma la cifra in attesa di capire cosa fare. Probabilmente a ottobre se ne saprà di più”.

Sotto l’aspetto più squisitamente politico della vicenda, Posocco non fa una piega: “La sentenza non mi è sgradita. Quando siamo entrati in carica dovevamo decidere se proseguire o meno la causa avviata dalla giunta Tonon, e l’abbiamo proseguita. Non ci prendiamo meriti o demeriti, dico solo che i possibili benefìci li avrà probabilmente il prossimo sindaco”.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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