“C’è crisi? Acceleriamo!”: la ricetta di Luciano Mazzer da Tegola Canadese al colosso dell’edilizia

Luciano Mazzer

 “Vede quella montagna? A me interessa scoprire quello che c’è oltre, per poi trovarmi di fronte ad un’altra montagna, e oltrepassare anche quella”. Per Luciano Mazzer, fondatore di brand Tegola Canadese e presidente della holding Iwis, è questa l’essenza dello spirito imprenditoriale. Lo stesso che in cinquant’anni l’ha guidato nella creazione di un gruppo internazionale che ha radici a Vittorio Veneto e che oggi vanta 13 stabilimenti in 7 paesi, operando nel settore dei prodotti per l’edilizia, dell’ingegneria civile e della geotecnica.

Luciano Mazzer – video a cura di Luca Vecellio

Al Gruppo, oltre alla società ammiraglia Tegola Canadese appartengono Fir, Replastica, Fibrotermica, TeMa, Fim coprendo una fetta di mercato che va dalle coperture per i tetti, ai sistemi isolanti, passando per il riciclo di materiale plastico, fino alla geotecnica e al design d’interni.

“Io non credo che cinquant’anni fa il mondo fosse meno complesso di oggi. Forse ora ci facciamo più caso, pensiamo e analizziamo invece di agire. Io non amo soffermarmi sui problemi – spiega Mazzer – penso più a fare, ad intraprendere, attirato da quello che c’è al di là della montagna, dove molto spesso si trovano occasioni da cogliere”.

Tegola Canadese intrattiene fin dagli anni ’70 dei forti legami commerciali con la Russia. “La guerra in Ucraina? Certo che ci ha causato e sta causando problemi – commenta – : là abbiamo tre stabilimenti che sono in crisi. Ma è proprio in questi momenti che bisogna accelerare. La crisi fa parte del gioco: ne abbiamo attraversate altre, e altre ne attraverseremo”.

Dai tetti alle fondamenta: la genesi di una multinazionale

Tegola Canadese, società storica del gruppo, è nata importando coperture per i tetti dal Canada (da cui il nome). Nel ’77, anno ufficiale di fondazione a Vittorio Veneto, l’azienda ha iniziato a produrre in loco. “Da quel primo passaggio abbiamo invertito la tendenza, e da importatori siamo diventati produttori. Negli anni ci siamo internazionalizzati, girando il mondo con l’obiettivo di perfezionare i prodotti, offrendo a ciascun paese soluzioni ad hoc, perché ogni mercato ha la sua domanda e le sue caratteristiche”.

Negli anni a Tegola Canadese si sono aggiunte le altre società del Gruppo, coprendo una fetta sempre più ampia nel mercato delle costruzioni: “Diciamo che siamo ‘caduti dal tetto’ e dalle coperture ci siamo ampliati fino alle fondazioni”.

TeMa in particolare è specializzata in sistemi di isolamento termico e acustico per l’edilizia ed è approdata in tempi più recenti nel campo della geotecnica. “Il mondo dell’edilizia è in continua evoluzione, e per stare al passo l’unica via è quella della ricerca: senza questa non c’è sviluppo, e noi abbiamo abbracciato questa strada ancora molti anni fa. Per questo non abbiamo mai esitato ad entrare in nuovi settori, partendo da zero”.

“L’Italia frana: investiamo nella geotecnica”

Per Luciano Mazzer il futuro oggi fa rima con geotecnica: “L’Italia frana e ha bisogno di sistemi di drenaggio e di stabilizzazione del territorio, fronti sui quali stiamo facendo grandi investimenti in tutti i nostri stabilimenti, non solo in Italia”.

La sostenibilità è un altro elemento chiave che ha guidato nello sviluppo del Gruppo con sede a Vittorio Veneto, passando per soluzioni di edilizia green (come Tegosolar, la tegola fotovoltaica), per la riduzione dello scarto produttivo, l’ottimizzazione della logistica, (gli isolanti sono i prodotti più difficili da trasportare perché si trasporta principalmente aria), e l’impiego di energie rinnovabili nel processo produttivo.

Non ultimo con la società Replastica, Iwis si è aperto anche al settore del riciclo di materiale plastico da impiegare nell’edilizia. “Sta avendo grande successo, e lo stesso vale per la nostra recente apertura al mondo del design d’interni”.

Restituire al territorio

Portano la firma del patron di Tegola Canadese anche i progetti di riqualifica dell’ex cotonificio di Conegliano e l’ex cartiera Galvani di Vittorio Veneto che da aree industriali abbandonate prenderanno nuova vita.

“Con la collaborazione di Confindustria Veneto Est e Assindustria Veneto Centro – spiega Mazzer – abbiamo fatto delle ricerche sulle aree industriali in disuso, individuando in particolare quella di Conegliano e Vittorio Veneto allo scopo di trovare delle soluzioni per farle rivivere e restituirle alla comunità”

(Foto e video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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