“Futuro cupo se non ci diamo una svegliata”: Miccio (Emergency) e il fotoreporter Piscitelli in dialogo “Oltre il confine”

Il confine, quella barriera che ci allontana dall’altro, dal diverso. La guerra e la fame ormai parte della normalità. C’è ancora speranza? La presidente di Emergency Rossella Miccio e il fotogiornalista Giulio Piscitelli ieri venerdì alla Casa dello Studente hanno raccontato le loro esperienze durante la serata dal titolo “Oltre il confine”, parte degli eventi collaterali della mostra fotografica “From There to Here” e organizzata e condotta da I AM (rappresentata da Marco Napoletano) per conto dell’assessorato alla cultura del Comune di Vittorio Veneto.

“Sono passati 23 anni e ho visto un mondo che nonostante la globalizzazione è diventato sempre più piccolo e chiuso. Ci servono persone come Giulio che, anche se non fanno il nostro lavoro, abbattono i confini come noi raccontando quello che vedono. Questa sinergia tra la fotografia e il racconto può scardinare le logiche della guerra e dei confini. Se non ci daremo una svegliata, ci avvicineremo ad un futuro cupo“.

Sono state queste le prime parole dette, dopo i saluti istituzionali e i complimenti dell’assessore alla cultura di Vittorio Veneto Antonella Uliana, dalla presidente Miccio. Parole che fanno riflettere e non lasciano indifferenti. 

Andare “oltre il confine”

“Io mi trovo a raccontare le brutture del mondo, arranco nel racconto di qualcosa di già visto – afferma il fotoreporter – . A volte chiedo con cosa nutro la mia anima: io voglio stare bene ed è sbagliato nutrirsi del malessere, ma sono contento del mio percorso. Fare il fotoreporter non mi ha reso un dormiente. La prima volta ho fotografato un uomo che dormiva su un cartone e mi sono domandato se fosse normale, e non lo è. L’apertura alla domanda e mettersi in discussione è fondamentale”.

“La cosa triste è che oggi fotografare la guerra e la fame non è nulla di nuovo, da giornalista non mi sconvolgo più ed è la peggiore cosa. La guerra e la fame nel mondo sono normalità e non ci facciamo più domande. Mi chiedo: ‘Dove stiamo andando?’ – conclude -. Io non ho la presunzione che le mie fotografie possano cambiare il pensiero ma la domanda me la pongo: ‘Che senso ha continuare a farle? Se tanto conosciamo tutto e non cambia niente‘. Sai che c’è un problema e non lo risolvi. L’esperienza che vivo mi aiuta a essere quello che sono quotidianamente. Quello che vedo mi rende critico“.

Il “confine” lo creiamo noi 

“La fotografia è qualcosa che ti spinge a incontrare l’altro e a porti delle domande – spiega Piscitelli -. Noi non possiamo cambiare il mondo, non esistono gli eroi, però possiamo dare una mano. Dire ‘come stai?’ a uno sconosciuto in difficoltà, interessarsi all’altro è importante, bisogna farlo. I piccoli gesti ti rendono umano. Devi voler superare il confine”.

“Io sono sempre stata aperta verso l’altro – racconta Miccio -. C’è stato un percorso scolastico, il professore di italiano e latino soprattutto, che mi diede l’impronta di quanto fosse importante porsi delle domande e guardare verso l’altro. Allo stage del Master, ho deciso di superare il confine mandando la richiesta ad Emergency: dovevo rimanere due mesi, poi sono diventati tre da volontaria e infine è diventata la mia vita. È un grandissimo privilegio vedere le cose come stanno in una grande famiglia come Emergency”.

C’è speranza? 

“Spero sempre che le cose vadano nei migliori dei modi ma sono realista: negli ultimi anni c’è stato un ribaltamento netto della concezione che avevo – ha detto Piscitelli -. C’è speranza? Deve essere l’ultima a morire ma bisogna essere realisti, a volte cadono le braccia. Io nutro la volontà di essere incazzato nero: la speranza me l’hanno tolta. Ci hanno tolto la possibilità che qualcosa vada bene”.

“Ci hanno fatto un lavaggio del cervello in cui ci dicono che ‘sono cose troppo grandi per noi’ – afferma Miccio -. Credo che la determinazione nel voler realizzare qualcosa possa portare a un cambiamento. Come organizzazione esistiamo ancora perché condividiamo gli stessi valori, c’è concretezza nei nostri progetti, impegno e tanto sostegno. Io credo che c’è speranza”.

“From there to Here”

“From there to here” è la nuova esposizione fotografica organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Vittorio Veneto. Fino al 23 luglio è possibile visitarla gratuitamente a Palazzo Todesco, nel centro storico di Serravalle.

L’autore delle foto è il fotografo editoriale e documentarista Giulio Piscitelli. Il lavoro di Piscitelli è legato principalmente all’attualità. Negli ultimi anni si è concentrato sulla crisi dell’immigrazione in Europa, in particolare sviluppando Harraga, un progetto a lungo termine e ancora in corso sul quale nel 2017 è stato pubblicato un libro edito dalla Contrasto Books.

(Foto e video: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
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