Il Pd vittoriese critica la direttiva sulla sicurezza di feste e sagre, Dus: “Responsabilità solo ai sindaci”

Sagre e normative di sicurezza delle manifestazioni ricreative, con le nuove disposizioni dal governo ora le responsabilità ricadono solo sui sindaci.

È quanto accusa Marco Dus (nella foto), capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale, che nelle ultime settimane, sentendosi più volte con l’onorevole Roger De Menech che aveva cercato di sollecitare il Governo a sbloccare una situazione non più sostenibile.

“Il nuovo Governo è intervenuto ma al tacon le pezo del sbrego – afferma Dus. La nuova formulazione scarica sui sindaci tutte le responsabilità di autorizzazione, anche quelle che dovrebbero essere di competenza nazionale come la sicurezza, con il rischio che ogni Comune interpreti la cosa in modo diverso”.

Mentre rimarrebbe in capo agli organizzatori la responsabilità se succede qualcosa, un rischio che non molti vogliono correre, anzi.

Ma come si può pensare – si chiede Dus – che delle persone volonterose che dedicano il loro tempo ad organizzare una sagretta o un concerto si assumano responsabilità così pesanti? Come si può pensare che un concerto da 100 mila persone vada trattato come una sagra di quartiere. Le proloco e le associazioni che organizzano questi eventi sono esasperate e i costi sono una follia”.

“L’unico modo per temperarla e bilanciarla – prosegue il capogruppo del Pd – è la formazione del personale volontario e l’assicurazione per danni a terzi. Per entrambe queste attività sono necessari consistenti contributi economici alle associazioni. Dobbiamo investire nella sicurezza e nella prevenzione formando il personale volontario non solo a espletare le procedure burocratiche, come i piani di sicurezza, ma anche a essere operativi in caso di necessità con attività di primo soccorso, antincendio e altre”.

Non è stata adottata invece la mozione presentata da De Menech che era stata condivisa con il nostro territorio nella quale – secondo Dus – si permetteva di salvaguardare lo svolgimento delle manifestazioni storiche, artistiche, culturali e agro-alimentari e andava nella direzione della semplificazione, ma non solo.

“Cioè – spiega – la richiesta di differenziare i grandi eventi dalle piccole iniziative locali accompagnata dall’individuazione di risorse economiche adeguate a sostegno degli enti locali e i privati, per coprire i costi connessi alle esigenze di safety e di security, quindi di tutela del pubblico, ma anche degli stessi volontari che rendono possibili le manifestazione”.

(Fonte: redazione Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
#Qdpnews.it

Total
0
Shares
Articoli correlati