La grandiosità perduta di Vittorio Veneto immortalata nella mostra di Palazzo Todesco dedicata a Raffaello Marin

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Una Vittorio Veneto diversa, in pieno sviluppo, è riconoscibile attraverso gli scatti di Raffaello Marin, esposti  in una mostra al primo piano dello storico Palazzo Todesco a Serravalle, inaugurata con una serata di presentazione lo scorso sabato sera nelle sale dedicate in mattinata a Giulio Marino e Alfredo Marin.

I due fotografi vittoriesi, con la mostra “Vittorio Sessanta Settanta”, raccontano attraverso le immagini un periodo storico di grande sviluppo in cui la città mostrava la sua volontà di crescere e guadagnarsi il titolo di provincia.

Questo pareva possibile anche grazie ai grandi colossi industriali, come la Colussi e la Carnielli, che davano vigore e prospettive all’economia locale in quei due decenni.

La mostra è distribuita con un ordine tematico all’interno degli spazi del primo piano dello storico palazzo e la conferenza si è tenuta in due di queste stanze, con la presenza dei due figli di Raffaello, del sindaco Antonio Miatto, dal vicesindaco Gianluca Posocco dell’assessore Antonella Uliana, dello storico Franco Gobbato, che ha presentato l’epoca in cui queste fotografie sono state scattate come un periodo ricco di scoperte tecnologiche e culturali, Luigi Marson, che ha curato il catalogo, e Giovanna Casagrande che ha intervistato Raffaello Marin.

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Esaminando le fotografie, al di là delle vicende di cronaca che questi scatti raccontano, c’è qualcosa che va oltre la competenza tecnica e che rende evidente una sensibilità artistica e di conseguenza una ricerca. Anche in Raffaello Marin, figlio di Alfredo, quest’attenzione si riconferma.

L’assessore Antonella Uliana nel suo intervento ha rimarcato quest’aspetto, prendendo spunto anche dalla sua esperienza personale: “Quando parlava di fotografia, capivi che parlava della sua vita”.

Rispetto agli odierni fotoreporter, molte delle opere erano su commissione diretta e per questo lo studio della luce e della prospettiva avevano maggior cura: il distacco e la riservatezza dai soggetti mostrano un grande rispetto per la fotografia e c’è soltanto uno scatto in cui si vede l’ombra del fotografo: durante la conferenza, il pubblico è stato invitato a trovarlo da sé.

La mostra sarà visitabile nei weekend fino al 3 gennaio del prossimo anno e darà la possibilità ai vittoriesi di accorgersi di quelle comodità infrastrutturali che oggi costituiscono un comune dalle ambizioni più moderate: anche il sindaco Antonio Miatto ha dichiarato di preferirlo così, più stabile: “Grazie a quel periodo esistono le grandi opere che permettono alla nostra città di essere ben collegata, ma se quello sviluppo non si fosse fermato oggi tutto sarebbe completamente diverso”.

 

(Fonte: Luca Vecellio © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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