Processo a don Federico De Bianchi per le violenze a quattro giovani, il consulente della difesa: “Suggestione collettiva”. Prescritta la quinta denuncia

Prescritti i fatti della quinta denuncia: non luogo a procedere per l’accusa di violenza sessuale nei confronti di don Federico De Bianchi (in foto).

Mentre continua il processo per le violenze sessuali subite da altri quattro ragazzi, per l’ex parroco di Santa Giustina è arrivata una sentenza di non luogo a procedere per l’accusa di violenza che avrebbe subito un altro giovane, molestato 14 anni fa. Quest’ultimo aveva riferito di avere subito i palpeggiamenti del parroco e la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio. Ma i fatti sono avvenuti troppo indietro nel tempo e sono scattati i termini di prescrizione.

Intanto in Tribunale a Treviso continua il dibattimento a carico del sacerdote per l’accusa di violenza sessuale nei confronti di quattro giovani con problemi psichici, che sarebbero stati palpeggiati nelle parti intime e baciati contro la loro volontà. Violenze che sarebbero avvenute nel 2009, quando don Federico era cappellano degli ospedali di Conegliano e Vittorio Veneto. Un incarico che l’avrebbe portato a conoscere i ragazzi che, in periodi diversi, erano stati ricoverati nel reparto di psichiatria dell’ospedale coneglianese e avevano frequentato quello di Costa.

Il quinto giovane aveva deciso di parlare perché scosso dalle testimonianze delle presunte vittime. A convincerlo sarebbero stati infatti i racconti dei ragazzi che per primi hanno accusato il sacerdote, resi in aula durante il processo e riportati sulla stampa. Dichiarazioni che la difesa di don Federico, rappresentata dagli avvocati Massimiliano Paniz e Stefano Trubian, sta cercando di smontare.

A testimoniare in aula nel corso dell’udienza di ieri è intervenuto lo psichiatra Carlo Schenardi, consulente della difesa, che ha analizzato le cartelle cliniche dei quattro giovani. Secondo lo specialista, le presunte vittime affette da problemi psicotici avrebbero reso denunce deficitarie e contraddittorie, e sarebbero frutto di una suggestione collettiva. Si torna in aula il 18 ottobre.

(Foto: Facebook).
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