Truffe agli anziani: i consigli del capitano dei Carabinieri Francesco Claudio Galante al Circolo per la terza età

Finti addetti di luce o gas, messaggi di account bancari o postali bloccati: i tentativi di truffa, purtroppo, non vanno mai in vacanza. Quello di ieri, mercoledì 16 novembre, al Circolo per gli anziani Filo D’Argento di Costa è stato un incontro mirato a far conoscere alla terza età come prevenire questo tipo di reati. A fornire preziosi consigli in tal senso è stato il capitano Francesco Claudio Galante della Compagnia Carabinieri di Vittorio Veneto, accompagnato dal maresciallo Alberto Bosco.

“Prevenzione del fenomeno delle truffe a danno degli anziani” è stato un incontro formativo organizzato nell’àmbito della Campagna di informazione dell’Arma dei Carabinieri per la sicurezza dei cittadini.

Presente all’incontro l’assessore vittoriese al sociale Antonella Caldart: “Siamo abituati ad avere il nostro vicinato solidale. Le case avevano le chiavi sulla serratura e se qualcuno entrava era per portarti due uova o chiederti come stavi. Oggi è difficile accettare il fatto che bisogna isolarsi e difendersi da tutti questi malviventi. Questa è un’ottima occasione per essere aggiornati e capire che atteggiamenti tenere”.

Le false forze dell’ordine. “Nessuno che veste un’uniforme può richiedervi soldi – ha spiegato Galante -, in caso di multa, viene lasciato sempre un bollettino. Inoltre nessuno può entrare in casa senza verbale. La prima cosa che una reale forza dell’ordine chiede prima di effettuare una perquisizione, altrimenti l’atto è invalido, è se gradite essere assistiti da un avvocato. Inoltre nessuna forza dell’ordine può curiosare nella vostra abitazione senza che il proprietario segua ogni spazio che viene ispezionato”.

I falsi addetti di pubblico servizio. “Anche in questo caso non possono richiedervi soldi se non sono stati chiamati direttamente da voi – dichiara -. Quando devono operare delle riparazioni, mettono dei chiarissimi avvisi e comunque nessuno di questi può entrarvi in casa, non avrebbe nessun motivo per farlo. Attenzione anche ai mezzi con cui arrivano: devono essere automobili aziendali, con il loro logo. Inoltre gli operatori devono essere dotati di uniforme e tesserino di riconoscimento. Prima di farli entrare nell’abitazione, chiamate la caserma o l’azienda di riferimento”.

Le truffe telefoniche. “Stando sui social, tutti possono vedere chi sono i tuoi amici o familiari – spiega Galante -. È facile per un truffatore spacciarsi per un vostro conoscente leggendo sui social le vostre informazioni. Anche nella vita reale, basta leggere sui citofoni i nomi dei vicini di casa o dei negozi accanto. Prendere la vostra posta, le lettere della banca con tutti i dati”.

“Nessun ufficio può richiedervi i codici, quindi rispondete sempre che andrete di persona nella vostra filiale”.

I furti con la tecnica dell’abbraccio. “Bisogna avere un po’ di buon senso, non fatevi abbracciare da degli sconosciuti: vivete da anni in quel paesino, proprio oggi si accorgono di voi?. Cercate di non indossare accessori visivamente costosi”.

La tecnica del finto maresciallo. “Esiste questa nuova tecnica – ha spiegato Bosco -: ti chiamano fingendosi un maresciallo e vi chiedono una cauzione per un vostro familiare che è finito nei guai. Pochi minuti dopo vi arriva a casa un finto avvocato che vi chiede i soldi. Non dateglieli. Quando chiama quel maresciallo, chiamate anche quello vero che conoscete”.

Le difese passive. “Nessuno vuole vivere dietro le inferriate – ha detto Galante – ma i ladri esistono. Le attrezzature che lasciate fuori nel capanno degli attrezzi hanno un costo molte volte importante, quindi bisogna mettere delle sicurezze anche lì. Spetta a voi cercare di avere un’abitazione più sicura possibile. Uno non deve vivere con la paura che gli entrino in casa, ma deve tenere delle condotte virtuose”.

“Chiudere tutto, finestre e tapparelle sempre, anche se ci si allontana per pochi minuti. Non lasciare ori e affetti nello stesso punto. Ideale sarebbe tenere utilità che non si usano spesso in banca, nella cassa continua e usare il bancomat”.

“Se li trovate in casa, dategli tutto quello che vogliono perché non sapete con chi avete a che fare. In Italia esiste l’uso della violenza solamente quando l’altro la sta usando con me: se qualcuno vi entra in casa per portarvi via qualcosa e scappa via, se voi gli recate un danno quando sta già fuggendo, non è legittima difesa e finite voi nei guai”.

Il Controllo del vicinato. “Nella nostra città esiste il Controllo del vicinato – ha concluso l’incontro Caldart -. Mettiamo in collegamento le persone dello stesso quartiere o area, tramite un semplice gruppo Whatsapp. Se viene notata una macchina insolita, un soggetto che si aggira nella via o fa foto alle case, si segnala nel gruppo e la persona che farà il referente si interfaccerà con le forze dell’ordine. Un modo per fare comunità”.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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