Vittorio Veneto, l’arte di saper improvvisare nella musica: alla ricerca del sound perfetto con la chitarrista Francesca Naibo

L’arte dell’improvvisazione: forse così si può riassumere la passione viscerale per la musica della chitarrista vittoriese Francesca Naibo.

Un amore per la chitarra che la accompagna fin dalla giovanissima età per poi arrivare alla punta del suo percorso musicale ovvero l’album Namatoulee uscito la scorsa estate.

E proprio in questo album Francesca riesce a coniugare la libera improvvisazione con alcune delle più sperimentali prassi, in campo sonoro e procedurale, appartenenti al campo della musica classica contemporanea, di colta estrazione accademica. 

Lei che, da alcuni anni vive a Milano, negli anni ha approfondito la conoscenza e la sperimentazione in ambito musicale, riuscendo a dare quel tocco in più di originalità nei suoi brani.

Brani che riescono a trasmettere tutta l’attenzione e la cura scrupolosa dei suoni che Francesca vuole ottenere.

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“Mi ero fissata di creare un album di facile accesso anche a chi non è abituato ad ascoltare questo genere – afferma Francesca – Le tracce non sono infatti così lunghe, durano sui 5/6 minuti”.

Ma che cosa vuol dire improvvisare in ambito musicale e, nello specifico, della chitarra? “La cosa divertente è che approcciarsi all’improvvisazione vuol dire rimanere aperti alla possibilità di un qualsiasi evento che può accadere in quel preciso istante, ovvio che parallelamente a questa cosa c’è una cura quasi maniacale dei suoni che si vogliono produrre, per fare questo la formazione classica mi ha aiutato moltissimo“.

“Questo album, – prosegue – composto interamente da improvvisazioni alla chitarra, è stato un processo lungo di esplorazione e definizione di quello che voglio tirare fuori dal mio strumento. Durante i miei studi in passato mi sono resa conto che mi sentivo bloccata senza uno spartito davanti, ho iniziato quindi un viaggio di esplorazione del mio strumento per vedere cosa potevo tirare fuori oltre il repertorio tradizionale che stavo studiando all’epoca e da lì ho definito un mio linguaggio che è tutt’ora in evoluzione ed è un aspetto che trovo molto stimolante e creativo, ovvero del fare musica sul proprio strumento“.

Francesca è molto orgogliosa del percorso fatto fin qui, ma il suo progetto non si limiterà all’album Namatoulee: “Quello è si un punto di arrivo ma anche, per certi versi anche di partenza per uno sviluppo ulteriore del mio linguaggio. Ci sono altri progetti in cantiere, mi piace sperimentare e voglio continuare a farlo”.

(Foto: per gentile concessione di Francesca Naibo).
(Video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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