Vittorio Veneto, non si fermano le soppressioni di alberi: ora tocca a via Brandolini. Legambiente: “Nessuno di questi poteva essere mantenuto?”

Prosegue il taglio delle storiche alberature dei viali di Vittorio Veneto.

“Dopo gli ultimi interventi effettuati ai danni delle acacie e i Ginko Biloba in via Galilei, di alcuni monumentali pini domestici di via Rizzera e di quelli storici del piazzale antistante la stazione ferroviaria di viale Trento e Trieste, altri pini nel piazzale del palazzetto dello sport, è imminente l’abbattimento delle ultime superstiti acacie sane in via Brandolini” evidenzia Legambiente del Vittoriese, che con Bruno Marchetto e Massimo De Nardi si è espressa sul tema: “Si evidenzia di come il Comune prosegua imperterrito con detti abbattimenti, chiamati impropriamente a nostro giudizio “manutenzione del verde pubblico”, non tenendo conto delle indicazioni di pianificazione ambientale urbana della Legge 14 gennaio 2013, n. 10 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani””.

“Ricordiamo inoltre – prosegue Legambiente – che anche via Brandolini è ricompresa nel perimetro urbano tutelato paesaggisticamente dal D.M.  19/05/1965 e che tale tutela ricomprende anche le alberature che, data anche la loro vetustà, sono da considerarsi quale componente essenziale della peculiare urbanistica del centro cittadino vittoriese”.

“È stata fatta un’accurata indagine sullo stato di salute di detti alberi? Nessuno di questi poteva essere mantenuto? – si domanda Legambiente – Il Comune giustifica tali interventi con i dissesti alla pavimentazione dei marciapiedi e ai sottoservizi causati dall’apparato radicale: eppure esistono soluzioni per ovviare a tali problematiche, come per esempio sopraelevando il marciapiede, evitando l’eccessiva cementazione o asfaltatura presso la base dell’albero e utilizzando materiali traspiranti anti-radice“.

“Si reimpiantano nuove essenze che, come in via G. Galilei, paiono svolgere più che altro un mero ruolo di arredo urbano. – affermano Marchetto e De Nardi – Un albero adulto può catturare fino a 50 KG annui di CO2, abbassare la temperatura sotto le sue chiome da 2 a 8 gradi: e purtroppo i nuovi alberi che verranno messi a dimora potranno esplicare detta funzione forse fra qualche decennio, quando i danni operati dal cambiamento climatico saranno fuori controllo”.

“Alla luce di quanto sopra, pare estremamente miope il taglio di alberi al di fuori di ogni pianificazione che, a fronte di disagi magari in parte se non in toto superabili, potrebbero ancora esplicare una funzione dal valore aggiunto spesso misconosciuto ma di incommensurabile valore” conclude Legambiente.

(Fonte e foto: Legambiente del Vittoriese).
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