Bestiario: falene, veleni e farmaci

Una falena

Oltre a garantire la nostra vita, la biodiversità è fonte di ispirazione per elaborare invenzioni e modelli che migliorino la nostra stessa esistenza.

Gli animali e le piante, che si sono evoluti nel corso dei millenni per prosperare nei loro ambienti, forniscono un eccellente modello per l’innovazione.

Da sempre la natura è stata fonte di ispirazione e la biologia di Megalopyge opercularis ne rappresenta un bellissimo esempio.

M. opercularis è una falena che vive negli Stati Uniti e in Messico. Il suo nome comune è (tradotto in italiano) “caterpillar” o “gatta pelosa”, perché le sue larve sembrano proprio dei batuffoli di pelo che ricordano dei gattini.

In realtà, anche se sembrano innocue palline di pelo, i bruchi di questa falena è meglio non toccarli. Queste piccole creature nascondono sotto il loro morbido pelo delle spine velenose che possono mandare un adulto in ospedale con un solo pizzicotto.

Dei biologi hanno scoperto che il veleno di queste larve contiene una proteina insolita che cambia forma. Quando il veleno entra in contatto con una cellula, questa proteina si trasforma in una sorta di ciambella e buca la parete cellulare, entrando all’interno.

Questa modalità d’azione è simile a quella di tossine prodotte da batteri come l’Escherichia coli e il Salmonella. Gli scienziati ipotizzano che in passato un qualche tipo di batterio abbia inserito i suoi geni nel DNA di queste larve. Successivamente, una volta che la larva è diventata falena adulta, ha trasmesso questi geni ai suoi discendenti.

I biologi sperano che comprendere meglio il funzionamento di queste proteine possa portare allo sviluppo di nuovi metodi per veicolare farmaci all’interno delle cellule, come ad esempio per combattere il cancro o le infezioni senza danneggiare le cellule umane sane.

Anche se ci vorranno anni di ricerca e sviluppo, questa scoperta potrebbe portare, un giorno, a trasformare il veleno della gatta pelosa da una minaccia a una fonte di sollievo medico. Come sempre, è la ricerca nella biodiversità che ci aiuterà a vivere meglio!

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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