Una vita per il disegno: Roberto Marsura, l’artista celato dietro ai tratteggi di una vita ordinaria

Roberto Marsura
Roberto Marsura nel suo studio

Brillano gli occhi a Roberto Marsura, quando parla di disegno. Una passione evidente, che lui riesce a trasmettere all’interlocutore anche senza un’opera tra le mani. Nella sua casa, a Fonte Alto, ci racconta di una passione immensa, capace di dare coraggio anche ai tanti talenti nascosti che costellano il nostro territorio.

Roberto mentre osserva una delle sue opere

La sua ossessione per le forme, per i colori, per le tecniche, ma anche per le ossa, per i muscoli, per i tendini, è già chiara dal modo in cui racconta della sua evoluzione artistica: scendendo nel suo laboratorio o visitando la scuola di disegno che lui stesso ha istituito negli spazi concessi dal Comune di Fonte, si svela pienamente la passione di un artista umile, che guarda alla ricerca più che all’opera finita.

La chiamata al disegno

Sarà stato proprio questo luccichio negli occhi, ciò che suo zio aveva intravisto in un certo scarabocchio, tracciato da Roberto sulla carta straccia sul tavolo di una vecchia osteria. Era sempre stato bravo a disegnare, fin da piccolo, – questo lo sapeva – ma non aveva mai pensato che quella passione potesse andare oltre la gioventù.

“E se non fosse stato per mio zio, che mi ha regalato un set da disegno e, con la scusa di andarci insieme, mi ha iscritto alla scuola di disegno a Montebelluna per poi aspettarmi fuori per ore, oggi non avrei studiato così tanto” ci racconta. 

Roberto si occupa anche di ritrarre personaggi del territorio


“Quando mi chiamarono per il servizio militare, fui davvero felice. Una volta in caserma avrei potuto disegnare più spesso”. Durante la leva trovò grandi amici con la stessa passione, ma poi interruppe la sua attività artistica per ben tredici anni, fino a quando, a una mostra di Sergio Favotto nel 2006, si rese conto di quanto aveva perso e di quanto avrebbe ancora potuto fare. 

Questo perché a Roberto, che finita la terza media era andato a lavorare, non è mai passato per la testa di fare l’artista per mestiere: c’erano i debiti da saldare, la retta della casa da pagare e la volontà di farsi una famiglia.

La Rocca di Asolo vista da una prospettiva “impressionista”

L’artista nascosto dietro una vita ordinaria


Ancora oggi, oltre a essere papà di due figlie, Roberto lavora nel settore metalmeccanico (con tanto di turni) e fa anche un secondo lavoro: il tempo da dedicare al disegno rimane però la cosa più importante della giornata.

Uno studio veloce, di sua figlia Martina

Ci pensa prima, dopo e durante il lavoro: tiene vicino a sé un blocco note e, appena vede una posa particolare, delle figlie come dei colleghi, si mette subito a ritrarli. La varietà di tecniche apprese nel tempo e la produttività esplosiva di Roberto, ben descritta anche dal vasto mosaico di opere, sorprende.

“Appena imparo a fare bene una tecnica, mi stufa – ci spiega, mentre ci mostra alcune opere, – È la ricerca a darmi soddisfazione. Non mi sono accontentato della scuola di nudo, ma ho approfondito l’anatomia umana. Bisogna partire dalle ossa, poi si passa ai muscoli e soltanto poi alle forme finali: questa non è arte, prima di tutto è geometria, è scienza. Per questo dico che il disegno, secondo me, è la base di tutto”. 

Roberto Marsura lavora nel settore metalmeccanico, ma è il disegno la sua passione

Ossa, insetti, matite e tutte le tecniche possibili

Roberto è particolarmente interessato alla complessità delle ossa, anche quelle piccolissime, ma tra i soggetti delle sue opere scopriamo insetti e schegge di matita temperata, paesaggi, ritratti e alcune sculture, per le quali usa modelli plastici specifici. Nel suo studio ci sono centinaia di opere finite, ma anche migliaia di disegni abbozzati sui quaderni.

Insetti e matite, due soggetti che trova interessanti per i dettagli che nascondono

La creatività di Marsura l’ha portato a brevettare anche diversi tipi di cavalletto, e le aule della sua scuola sono oggi colme di oggetti bizzarri, utili a comprendere la geometria, la prospettiva, le ombre. Sono affissi anche degli esempi che fanno capire – anche a un dilettante – quando sia semplice sbagliare nel disegno.

Uno dei cavalletti brevettati da Roberto

Insegnare a interpretare la realtà

“Ho aperto la scuola nel 2018 perché avevo voglia di trasmettere ciò che avevo imparato, ma mi è servita per imparare ancora. Perché per insegnare non hai scelta: devi sapere. E qui devi sapere in modo pratico, non nella teoria – commenta l’artista, – Quando con la Commissione cultura abbiamo organizzato nelle scuole il concorso Primavera di creativitàabbiamo notato che in prima e in seconda elementare i bambini disegnano in modo spontaneo, da quando iniziano a utilizzare il cellulare la loro interpretazione della realtà si standardizza”. 

Roberto Marsura con il modello di un piede per consentire agli studenti una comprensione tridimensionale

Recentemente, Marsura ha realizzato un’opera da destinare alla baita degli Alpini di Fonte Alto: lui stesso è rimasto sorpreso nel vedersi ripreso in timelapse mentre realizzava l’opera. Ha anche donato alcune opere al Comune di Fonte, che darà loro visibilità esponendole in Municipio. Dal 6 al 10 aprile, inoltre, parteciperà alla Mostra d’arte solidale, in programma in Piazza San Pietro.

L’aula studio della scuola di disegno di Fonte

Chiediamo a Roberto se, tornando indietro, intraprenderebbe scelte diverse, magari con l’obiettivo di affermarsi: “Studierei ancora e ancora. Pittura, scultura, disegno. Ci ho dedicato tanto tempo, ma non mi basterebbe mai”.

(Foto: Qdpnews.it riproduzione riservata).
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