Buona la prima per la Sahara Racing Cup, l’ideatore Bianchin: nel 2020 attese il doppio delle auto

Hanno viaggiato tra paesaggi spettacolari della Tunisia, a contatto con le popolazioni locali e animati da un unico obiettivo: fare solidarietà servendosi della propria passione. È lo spirito dei 32 equipaggi che dal 3 al 10 marzo scorso hanno partecipato al “Sahara Racing Cup”, raid amatoriale internazionale dedicato a tutte le Fiat Panda 4×4 e 2wd immatricolate tra il 1983 ed oggi, le Seat Marbella e le y10 4×4. Una gara che unisce l’obiettivo di trasportare circa 20 chili di materiale (cancelleria scolastica, indumenti e beni di prima necessità) all’organizzazione di volontariato tunisina Sos Villages d’enfants. Le quote di iscrizione, inoltre, sono state donate all’associazione italiana Sindrome di Hopkins.

L’iniziativa è stata ideata da Roberto Bianchin, pievigino e proprietario di un’officina a Bagnolo, frazione del Comune di San Pietro di Feletto, assieme a Federico Didoné di Galliera Veneta, in provincia di Padova, con il supporto della coordinatrice pordenonese Monica Tratter.

Una passione e uno sforzo a livello organizzativo che sono stati ripagati dalla magica suggestione dei paesaggi desertici, ma anche dalla sinergia creatasi tra gli equipaggi in gara. Un’atmosfera lontana da quella competitività che ci si aspetterebbe da una gara, stando al racconto dello stesso Bianchin.

“Si è trattata di una gara turistica e culturale – ha sottolineato Bianchin – e stiamo già lavorando per l’edizione 2020. Tutti i partecipanti erano uniti tra loro e abbiamo avuto l’opportunità di stabilire un contatto anche con la gente del posto. Si è creato un bell’ambiente di convivenza e una collaborazione piacevole”.

“Al raid hanno partecipato neofiti e piloti non professionisti e questo è stato un valore aggiunto – ha spiegato Roberto Bianchin – perché tutti sono partiti alla pari e hanno avuto l’opportunità, così, di vivere un’avventura. Un’avventura realizzatasi grazie anche alle popolazioni locali che ci hanno dato una mano, tramite una guida del posto e un ufficio turistico propositivo. Tutto ha funzionato perfettamente”.

Alla kermesse tunisina era presente anche Fabrizio Fondacci, già direttore di gara nelle gare di Formula 1 a Monza, a dare un supporto professionale all’avventura nel deserto. Ogni concorrente era seguito e monitorato grazie a un sistema gps, in grado di tenere controllato il percorso dei team in gara. Ma l’avventura, stando alle parole di Bianchin, non finisce qui: sono attese 64 auto in gara per marzo 2020.

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(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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