Integrazione grazie allo sport e meno assenteismo a lavoro: fa scuola l’iniziativa di Eurovo a Pieve di Soligo

Sport per favorire l’integrazione e migliorare la produttività all’interno dell’azienda è la filosofia di pensiero che sta alla base dell’iniziativa dell’ex azienda Maia, realtà che ora fa parte del Gruppo Eurovo, nella quale da poco tempo è nata “Eurovo Atletica Pieve di Soligo”.

Grazie ai valori dello sport e alla condivisione degli allenamenti al campo sportivo di Pieve di Soligo, i dipendenti dell’azienda, leader in Italia e in Europa nella produzione di uova e di ovoprodotti, hanno migliorato i rapporti tra di loro e hanno iniziato ad approcciarsi al lavoro con un atteggiamento più positivo.

Una vera e propria strategia per agevolare l’integrazione all’interno di un contesto aziendale nel quale operano persone che appartengono a etnie differenti e che provengono da diverse nazioni.

“Un problema della nostra azienda era rappresentato dalla presenza di gruppetti su base etnica – spiega Roberto Borsato, ex responsabile di produzione nello stabilimento di Pieve di Soligo – Per esempio i marocchini facevano fatica a parlare con gli albanesi o con i rumeni e noi eravamo alla ricerca di qualcosa che unisse i lavoratori. Abbiamo pensato di coinvolgere il nostro amico Gabriele Marsura e di fargli fare da coach, creando inizialmente un’attività di fitness e di avviamento all’atletica leggera per i dipendenti”.

L’azienda ha sponsorizzato fin da subito questa iniziativa ed è stata fatta una convenzione con il Comune di Pieve di Soligo, che ha apprezzato il progetto per il significativo valore sociale, per l’utilizzo della pista di atletica presente nello stadio del paese.

L’idea è stata accolta da tutti con entusiasmo e qualche dipendente ha portato anche i figli ad allenarsi: in poco tempo si è sparsa la voce e altre persone si sono avvicinate a questa realtà.

La grande adesione ha richiesto l’organizzazione delle attività in due gruppi: quello degli adulti, che fanno principalmente attività di fitness, e quello dei bambini e dei ragazzi, dagli 8 ai 18 anni, seguiti anche dall’allenatrice Nikol Marsura.

Bangladesh, Camerun, Macedonia, Albania, Serbia, Bosnia, Italia, Algeria, Marocco e Romania sono alcune nazioni di provenienza degli atleti-lavoratori che sono entrati nell’associazione sportiva.

“Avevamo iniziato come gruppo dopolavorista nel 2018 – precisa Borsato – e poi la società, visto il riscontro entusiastico sia a livello di attività fisica sia rispetto al clima all’interno della fabbrica, ha deciso di crederci. Tra i lavoratori non si sentono più i discorsi di un tempo perché ora i temi riguardano i tempi ottenuti dai figli nella pista di atletica. Strada facendo si sono aggiunti dei ragazzini di Pieve di Soligo e dei paesi limitrofi e tutto è andato oltre le nostre aspettative iniziali”.

L’iniziativa è piaciuta molto anche alla direzione del Gruppo Eurovo a Imola, che ha deciso di sostenere il progetto che ha portato alla nascita dell’associazione sportiva per dare una struttura più solida a ciò che all’inizio era solo un’utopia.

Gli effetti positivi legati alla costituzione di “Eurovo Atletica Pieve di Soligo” sono molti: crollo dell’assenteismo, miglioramento della produttività e dei rapporti tra lavoratori, condivisione di interessi e riduzione/azzeramento dei licenziamenti.

Ora l’obiettivo è quello di riproporre anche in altri stabilimenti del Gruppo Eurovo, come quello di Colle Umberto, questo vero e proprio “strumento di integrazione” che aiuta a guardare positivamente alle sfide della convivenza tra etnie diverse all’interno del posto di lavoro.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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