Mareno di Piave, i volontari dell’Unitalsi insieme nella chiesa di Santa Maria come a Lourdes

Il vescovo di Vittorio Veneto ha indicato l’esempio di Cristo e ha chiesto all’Immacolata di sostenere il volontariato dei soci dell’Unitalsi di Vittorio Veneto. Ha proposto loro di riprendere il cammino con fede, dopo la sosta dovuta all’emergenza sanitaria del Covid-19.

Questo in sintesi il senso dell’incontro di spiritualità che si è tenuto nel pomeriggio di domenica 28 giugno nella Chiesa di Santa Maria del Piave.

Sorelle e barellieri, in divisa, hanno iniziato con la recita del rosario, guidato da don Brunone De Toffol, come avviene puntualmente alla grotta di Massabielle, dove la vergine apparve a Santa Bernadette Soubirous, per 18 volte a partire dall’11 febbraio 1858.

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Poi, è stato come vivere la messa del personale, che a Lourdes scandisce la vita giornaliera, durante l’annuale pellegrinaggio. All’inizio della liturgia monsignor Corrado Pizziolo è entrato in processione nell’edificio di culto, portando all’altare un cero proveniente da Lourdes.

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Il cero ha richiamato la località ai piedi dei Pirenei dove proprio domenica 28 giugno sarebbe volto al termine il pellegrinaggio diocesano, prima di essere annullato a causa del diffondersi della pandemia, come ha ricordato don Walter Gatti, assistente dell’Unitalsi di Vittorio Veneto.

Il presule all’inizio dell’eucarestia ha ricordato tutte le persone che sono decedute durante gli ultimi mesi, in particolare quelle morte sole a causa del coronavirus. Nella preghiera dei fedeli, tale pensiero è stato rivolto alle sorelle, ai barellieri, ai malati e amici dell’Unitalsi venuti a mancare, con riferimento particolare alla presidente per 25 anni, Lina Marchioro.

Monsignor Pizziolo, nell’omelia, ha sottolineato che il servizio al prossimo deve guardare a Gesù che ha perduto la sua vita per la salvezza degli uomini. La fede è la forza per superare i limiti umani e per perdere la propria vita. Come ha fatto Maria. Come sono chiamati a fare sorelle e barellieri, medici, infermieri.

La messa è stata concelebrata dai tre cappellani alla grotta, don Walter Gatti, don Brunone De Toffol e don Adriano Bazzo. Il presidente dell’Unitalsi, Loris Meneghel, ha donato una pianta alle comunità di Cappella Maggiore, Oderzo, Follina, Santa Maria del Piave, al Santuario di Motta di Livenza, San Vendemiano e Ceggia, alla famiglia Ugo Granzotto che annualmente ospita una messa presso il proprio capitello, nel comune di Refrontolo.

“È stato un segno – ha spiegato Meneghel – verso le comunità dove l’Unitalsi aveva programmato di essere presente durante l’anno, a cui ha dovuto rinunciare a causa del Covid-19. Alle parrocchie di San Vendemiano e di Ceggia perché sono state le prime a proporre l’offerta dell’olio extravergine di oliva dell’Unitalsi, una iniziativa posticipate a causa del lockdown”.

(Fonte: Loris Robassa © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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