Cent’anni fa il monumento ai Caduti di Madonna della Salute: la comunità di ieri lo costruì, quella di oggi lo ripristina. Nel ‘23 l’arciprete non volle benedirlo

Una landa pianeggiante dove riecheggiano ancora i suoni contadini di una volta.

Una comunità coesa e orgogliosa, che vive di valori semplici, ma sempre attuali. Una fede assidua, che accompagnava le popolose famiglie nei sacrifici quotidiani, nelle rare gioie e nei frequenti dolori.

La chiamavano “Campagna Coste”

Perché Madonna della Salute, frazione del Comune di Maser, non aveva altro che questo. Nessun denaro, nessuna opportunità: solo spirito di comunità e devozione. A dire il vero, la frazione non aveva neanche questo stesso nome, veniva chiamata Campagna Coste.

Forse per questo era stato così importante, nel lontano 1923, rendersi indipendenti dalla chiesa Matrice, alla quale bisognava recarsi ogni domenica con gran fatica e mostrarsi capaci di guardare con orgoglio alla propria contrada. La signora Bruna Bordin racconta che qualche volta, per andare in chiesa, ci si muoveva scalzi, per non consumare le scarpe.

Il monumento ai Caduti

Prima di tutto, la contrada doveva dimostrare di saper onorare il più recente dei sacrifici: quello dei caduti della prima Guerra mondiale. E così, con estremo sacrificio, la comunità fece costruire a proprie spese il monumento, dove il ricordo dei compianti Francesco Baldissera, Eugenio e Venesio Ganeo, Giovanni Menegon, Giovanni Pellizzer, Umberto Piva, Ilario Reginato, Angelo Zanin e Massimo Zanusso trovarono rifugio.

A questi nomi se ne aggiunse uno anche nel secondo dopoguerra: quello del capitano Italo Bigolin, disperso in Russia nel 1942. Per fortuna, in cambio, la frazione non subì grandi distruzioni durante la seconda Guerra mondiale.

Ma quando nel marzo del 1923 la comunità chiamò l’arciprete di Coste per la benedizione, egli rifiutò, incentivando la volontà di Madonna della Salute di rendersi autonoma dal punto di vista a quel tempo più importante, quello religioso. Venne chiamato al suo posto l’arciprete di Caerano di San Marco, ma quel rifiuto viene ricordato ancora oggi.

Don Sante e la nascita della parrocchia di Madonna della Salute

Quando, dopo la seconda Guerra mondiale, l’Arciprete lasciò il posto a Don Sante, figura importantissima che per prima si era data da fare per il paese, i capifamiglia costruirono anche una Casa Canonica e, qualche anno dopo, la Chiesa, eretta in pochissimo tempo grazie all’entusiasmo della comunità per intero, per i quali il cantiere fu quasi come una grande festa. Era il 21 novembre, giorno di Madonna della Salute, quando fu completata e da lì questa frazione prese il nome, dedicando ogni anno a questa ricorrenza una grande festa.

La testimonianza di Pellegrino Quagliotto

Specialmente della costruzione della chiesa si ricorda bene Pellegrino Quagliotto: abitava in una grande casa colonica assieme ai tanti fratelli e sorelle: “La famiglia era benestante – ci dice, – Non che avessimo soldi. Ma avevamo terra e animali, il che era più che sufficiente. Di soldi no, però. Quando inaugurarono il bar della piazza, chiesi a mio padre di darmi qualche moneta. Lui mi disse che non ne aveva neanche per se stesso”.

Ciò che sorprende di Madonna della Salute, in fondo, è che di tutta questa dedizione sia rimasto poi qualcosa: la comunità ancora festeggia i valori di quel tempo, spesso dimenticati, e senza alcun risentimento nei confronti del resto del Comune, ma anzi lasciandosi coinvolgere nel racconto dei suoi valori.

Il ripristino del monumento

Oggi la comunità di Madonna della Salute è intervenuta nuovamente con la pulizia del monumento e nell’affissione di una targa, collocata a terra lì vicino, riportante la storia di come è stato creato: un simbolo che, nella piazzetta, ricorderà alle nuove generazioni la forza della collettività e della devozione, anche nei periodi più sfidanti.

Per festeggiare l’evento il Comitato festeggiamenti ha iniziato una serie di eventi da giovedì scorso, per concludere con la cerimonia di questa mattina: giovedì è stato proiettato un video documentario girato ormai cinquant’anni fa che racconta attraverso le testimonianze (anche quella di Don Sante) l’evoluzione del paese. Venerdì c’è stato uno spettacolo teatrale di Marco e Francesco e il battaglione Bassano.

Sabato sera è stato organizzato un aperitivo in piazza e domenica, 19 marzo, il ritrovo alla Chiesa di Madonna della Salute per la cerimonia vera e propria.

Il commento del sindaco Claudia Benedos

“Quello dei monumenti ai Caduti è stato un fenomeno storico sociale di notevole importanza nei primi anni dopo la fine della prima Guerra mondiale – spiega il sindaco Claudia Benedos -; in tutt’Italia abbiamo questi monumenti a ricordo dei Caduti ma in questo caso volevo sottolineare come il ruolo di cittadini sia stato fondamentale perché sappiamo che questi monumenti sono stati eretti non per volontà delle amministrazioni comunali ma da parte di comitati formati da privati cittadini.

Questo descrive il sentimento che c’era nei primi anni dopo la fine della Guerra mondiale. Anche oggi, dopo cent’anni, il Comitato festeggiamenti di Madonna della salute, formato da privati cittadini, si è fatto carico di ricordare coloro che l’hanno costruito”.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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