E sono 103 anni per l’instancabile Rino Carraro: “Daghe un sac sbregheo e fagheo giustar” il suo consiglio a chi ha figli pigri

Rino Carraro festeggia i 103 anni

“Siete stati bravissimi a organizzare questa festa per i miei centotrent’anni” afferma Rino Carraro, con un’ironia che questo pomeriggio ha fatto ridere tutti, alla Residenza Al Fagaré, al Biancospino di Cornuda. 

Il signor Carraro, conosciutissimo specialmente a Coste e Crespignaga, è un uomo ancora estremamente elegante e composto, gentile e educato, anche se l’età gli consentirebbe di vantarsi del titolo di “primo cittadino di Maser”, almeno per anzianità. Come abbiamo già raccontato ampiamente in quest’articolo, Rino fa parte della famiglia definita col nomignolo di “Campaner”, proprio perché era lei, da generazioni, a occuparsi delle campane del paese.

Di mestiere Rino inizialmente fece il maniscalco, passando poi a lavorare come fabbro quando i cavalli iniziarono a scarseggiare anche in campagna: aveva (e ha ancora, immacolata) una “botèga” vicino alla Chiesa di Crespignaga, dove aveva anche inventato delle macchine, come quella per i salami. 


Per lui gli anni di servizio militare furono ben sette, fortunatamente lontano dal fronte: seguì un superiore in Sardegna, dove servì come maniscalco. Quando tornò, nell’ottobre del 1945, si innamorò di Emilia Battaglia, una “morettina” di Cassola, che faceva la sarta per una famiglia di Crespignaga. Lei morì 12 anni fa, dopo oltre sessant’anni di matrimonio.

Rino è stato un lavoratore orgoglioso, instancabile e, come ribadisce molto spesso, lo sarebbe ancora “se solo non gli avessero sequestrato l’automobile”, che ha guidato fino a tre anni fa. Come desiderio oggi, è stato sul punto di chiedere un giro in auto per Coste (ma i desideri – si sa – non si dicono mai).

E uno degli aneddoti di cui abbiamo scritto, in passato, è che alla sorella e al cognato, riferendosi alle proprie nipoti quando le vedeva ferme sul divano a guardare la televisione era solito dire: “Daghe un sac sbregheo e fagheo giustar”. 

Oggi Rino ha festeggiato il suo traguardo con il sindaco Claudia Benedos, con l’assessore Alida Vettoruzzo e con alcuni ospiti della residenza, le sorelle, alcuni alpini e amici ma anche con il direttore e lo staff, che gli hanno preparato una grande torta: non poteva mancare all’appello anche Emilio Bottin, che tra poco più di un mese compirà anche lui cent’anni, e che ha insistito per raggiungere Rino, l’unico rimasto con cui condividere le memorie della Maser di un secolo fa. 

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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