Bocciata la mozione delle minoranze sull’ospedale e la carenza di medici di base. Bordin: “Era strumentale, avevamo chiesto di rinviarla”

L’ingresso dell’ospedale “San Valentino” di Montebelluna

La maggioranza in consiglio comunale a Montebelluna ha bocciato la mozione presentata dalle forze di minoranza sulla situazione dell’Ospedale San Valentino e sulla carenza di medici di base.

Nella mozione, legata alle forti preoccupazioni dei cittadini per lo stato della sanità pubblica nel territorio, si evidenziava la grave carenza di Medici di Medicina Generale (Mmg) nel Veneto.

“In provincia di Treviso le zone carenti sono 74 – si legge nella mozione -, nel 2021 erano 504 i Mmg di cui 328 erano over 55. Dal 2001 al 2021 il numero degli abitanti in provincia di Treviso è cresciuto passando da 796.147 a 876.755. Si stima che tra il 2021 e il 2035 il numero di Mmg pensionandi in Veneto sarà di 1921 unità di cui 340 in provincia di Treviso. Aumenta sempre più il numero di assistiti in capo ai singoli Medici di Medicina Generale”.

Nel documento presentato dalle minoranze si indicava anche il problema dell’ingente numero di persone nelle liste di attesa, aspetto che costringe molti cittadini a rivolgersi a centri privati (con notevole aumento dei costi).

Inoltre, si segnalava l’esternalizzazione dei seguenti servizi dell’Ospedale di Montebelluna a cooperative private: Guardia di Radiologia, Guardia Medicina, Guardia Anestesiologica e Gestione dell’ambulatorio di Ortopedia.

“Sono presenti situazioni di criticità nell’ospedale San Valentino di Montebelluna – continua la mozione -, rappresentate dalla mancanza di personale medico in alcuni reparti (Anestesia e Rianimazione, Cardiologia, Lungodegenza, Medicina Generale, Ortopedia e Traumatologia, Radiologia, Accettazione e Pronto Soccorso): parimenti si palesano situazioni di grande criticità per quanto riguarda il personale infermieristico; sembra pratica diffusa il tamponare le situazioni di emergenza ricorrendo a prestazioni a gettone”.

La richiesta era quella che il sindaco si facesse portavoce davanti alla Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, evidenziando le seguenti problematiche: carenza dei Medici di Medicina Generale; carenza dei medici specialisti nell’ospedale San Valentino; carenza del personale infermieristico; ricadute sui cittadini ed impatto sul sociale.

Inoltre, si chiedeva anche che il primo cittadino riportasse l’esito della discussione in sede di Conferenza dei Sindaci durante il primo consiglio comunale utile, illustrando le decisioni prese per porre rimedio alla grave situazione, oltre al ruolo delle “Case di Comunità” (chiarendo quale programmazione è stata prevista per le stesse).

“La mozione era strumentale – tuona il sindaco Adalberto Bordin – I numeri presentati dalle minoranze sono stati forniti dal dottor Francesco Benazzi, direttore generale dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, e sono noti a tutti. Avrei dovuto farmi portavoce di quanto già detto svariate volte dall’azienda sanitaria locale nella Conferenza di Sindaci, che peraltro non ha di certo competenze sull’organizzazione del personale sanitario? Capite che cortocircuito?”.

“Noi – continua -, a differenza delle minoranze, non abbiamo necessità di omettere alcuni fondamentali passaggi come fanno loro. Infatti, cosa che hanno abilmente omesso nella nota social di oggi, per tutta la giornata di ieri abbiamo chiesto di rinviare la mozione per rifarne un’altra insieme, ma che fosse realmente concreta. La loro mozione danneggiava l’ospedale. Se ogni sindaco che ha un ospedale nel suo territorio facesse quello che era richiesto nel documento saremmo nel caos più totale, impedendo quindi una seria programmazione nell’ambito del personale ospedaliero”.

“Se avessero rinviato la mozione – aggiunge -, avremmo potuto produrre insieme un documento in cui chiedevamo rassicurazioni all’Ulss 2. La minoranza, come si evince dalla registrazione dell’assemblea pubblica, ha chiesto invece la sospensione del consiglio ed è andata avanti con la mozione certificando la strumentalizzazione del fattore sanità. Questo comportamento è dannoso perché la sanità è il tema più importante di tutti e come tale va trattata, non con ‘mozioni fuffa’ dove si denuncia il problema della mancanza di medici che ormai sappiamo tutti e che deriva da errori di programmazione a livello nazionale e da questioni economiche”.

“Il direttore generale Benazzi conosce i dati perché è lui stesso che li ha forniti – conclude -, oltre ad essere stato presente in consiglio comunale e in Commissione Sanità comunale. Lo ripeto: per tutto il pomeriggio e durante il consiglio comunale abbiamo chiesto alla minoranza di rinviare la mozione ma non c’è stato verso. Che la cittadinanza tragga le opportune conclusioni”.

Il sindaco Bordin ha ricordato che il dottor Benazzi e Paola Roma, presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 2, si sono nuovamente resi disponibili a partecipare ad un consiglio comunale per approfondire questi argomenti così sentiti dalla popolazione.

Recentemente, i consiglieri comunali di alcune liste civiche dei Comuni del distretto sanitario di Asolo, preoccupati per lo stato della sanità pubblica, si sono ufficialmente organizzati in un Coordinamento.

Gli obiettivi che gli amministratori locali si sono dati sono: monitorare lo stato della sanità e dei servizi territoriali, intervenire nei consigli comunali con azioni efficaci per salvaguardare la sanità territoriale e informare la cittadinanza.

Lo scopo del coordinamento è quello di impegnare i sindaci dei Comuni interessati ad affrontare queste criticità in sede di Conferenza dei Sindaci e trovare delle soluzioni di concerto con l’Ulss 2 Marca Trevigiana.

I consiglieri che compongono il Coordinamento sono stati eletti nei seguenti Comuni: Caerano di San Marco (Elena Graziotin, Dorianna Bordin, Beatrice Morlin e Nicolò De Paoli per NuovOrizzonte per Caerano), Cornuda (Bruno Comazzetto, Paolo Campeotto, Antonella Calzavara e Giovanni Sardelli per Amiamo Cornuda), Crocetta del Montello (Lucia Poloniato per Nuove Energie per Crocetta), Giavera del Montello (Alessandro Bonzio ed Erika Franceschini per Giavera Punto e a Capo), e Montebelluna (Loreno Miotto, Davide Quaggiotto, Silvio Tessari, Elisamaria Bressan e Pietro dal Zotto per i Democratici di Montebelluna e Francesco Bortignon, Fernanda Favotto e Ilaria Torresan per Insieme per Montebelluna).

A questi si aggiungono i consiglieri comunali di Nervesa della Battaglia (Davide Daniel di Aria Nuova per Nervesa), Pederobba (Luciana Fastro, Alessandro Berlese, Anna Martignago e Franca Mognon per Il Bene in Comune), Valdobbiadene (Anna Spinnato e Stefano Prosdocimo) e Volpago del Montello (Sebastian Grosso, Enrico Moro, Anna Pastro e Massimiliano Campagnola per Civica per Volpago e Guerrino Silvestrini di Progetto Aperto).

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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