Il consiglio comunale approva all’unanimità il Manifesto della “comunicazione non ostile per la politica”. Miotto: “Dibattito politico rispettoso”

Nell’ultimo consiglio comunale di Montebelluna è stato approvato all’unanimità il “Manifesto della comunicazione non ostile per la politica”, un impegno spontaneo e personale preso da politici e amministratori locali affinché il dibattito politico si concentri su idee e contenuti orientati al bene comune, attraverso un linguaggio rispettoso e non ostile.

Chi adotta questo manifesto si impegna ad evitare anche che la rete possa diventare “una zona franca”, dove tutto è permesso, cercando invece di educare le comunità di riferimento alla responsabilità.

Si tratta di una vera e propria “applicazione pragmatica sui toni e lo stile da adottare durante i confronti e i dibattiti con gli avversari, siano essi online oppure offline”.

Mercoledì scorso tutto il consiglio comunale ha approvato la proposta di adozione del ‘Manifesto della comunicazione non ostile per la politica’ – commenta il consigliere comunale Loreno Miotto (nella foto) – Altri consigli comunali lo hanno approvato come segno concreto per una politica sempre più attenta alle parole e al confronto democratico (nel rispetto delle opinioni altrui). Ringrazio il presidente del consiglio comunale Michele Toaldo per il suo intervento, il sindaco e tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza”.

“In un mondo così complesso anche le parole devono avere la loro giusta dimensione – conclude – Le idee di tutti vanno sempre apprezzate e nello stesso tempo il dibattito politico deve esser franco e chiaro, rispettoso e costruttivo. Da Montebelluna un bel segnale e mi auguro che anche tutte le organizzazioni sociali/culturali ed economiche del territorio possano adottare il Manifesto nelle diverse espressioni”.

Nel sito del “Manifesto della comunicazione non ostile per la politica” si parla di una “sfida elettorale da vincere con la forza delle proposte e non con la violenza degli insulti”, un monito per le prossime elezioni amministrative che, anche nell’Alta Marca Trevigiana, coinvolgeranno diversi Comuni.

(Foto: Facebook).
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