La cultura piange la morte di Mario Andrea Rigoni, il montebellunese è stato il massimo studioso al mondo di Giacomo Leopardi

Si è spento a Biadene di Montebelluna Mario Andrea Rigoni, uno dei massimi studiosi al mondo di Giacomo Leopardi.

Aveva 73 anni, era nato ad Asiago nel 1948, ma aveva scelto Montebelluna come luogo in cui trascorrere la propria vita.

Professore emerito di Letteratura italiana all’Università di Padova, ha scritto vari saggi e romanzi ed ha collaborato per le pagine culturali di numerosi quotidiani (Corriere della Sera, La Repubblica).

Ha tenuto conferenze in tutti i continenti. Ancora studente universitario, ha esordito come critico nel 1970 con un saggio sul pensiero di Jacques Derrida. Si è laureato nel 1971 in Storia della critica nel 1971 e iniziò subito a dare alle stampe numerosi studi sul “pensiero simbolico” dal Medioevo al Barocco.

A 29 anni pubblica un saggio su “Leopardi e l’estetizzazione dell’antico”, giudicato innovativo ed è considerato anche uno dei più apprezzati scrittori di aforismi contemporanei.

“Variazioni sull’impossibile” è stata la sua raccolta di aforismi di maggior successo, tradotta in francese dallo scrittore marsigliese, suo grande amico, Michel Orcel, a cui contribuì anche Emil Cioran che, in una lettera inviata a Rigoni, scriverà: “Ho letto con vivo interesse le sue Variazioni sull’impossibile (un bel titolo) e le consiglio di farle pubblicare, prima di tutto perchè queste riflessioni sono effettivamente molto varie, e in secondo luogo perché fanno tutt’uno grazie alla loro unità di tono, merito essenziale ed esigenza fondamentale di una raccolta di questo genere”.

Sull’opera, lo stesso Rigoni, scriverà: “Sono relitti di un piccolo naufragio gnoseologico, ma rivendicati nello stesso tempo come sole forme possibili dell’autentico o del plausibile”.

Alla notizia della morte di Mario Andrea Rigoni Michel Orcel ha scritto sulla pagina facebook dell’intellettuale montebellunese: ′′Il mio vecchio e carissimo amico Mario Rigoni si è spento ieri mattina, intorno alle 9, a causa di un terribile cancro. Una quindicina di giorni fa parlavamo ancora del suo prossimo libro in francese e della gioia di ritrovarci il 7 e 8 novembre a Venezia. Non mi ha aspettato… Leopardi ci aveva legati negli anni intorno a Georges Roditi e Cioran; quando veniva a Parigi, scendeva sempre a casa mia, e poi abbiamo tradotto insieme a Marrakech il suo provocante ′′Elogio dell’America”.

“Spirituale, elegante, generoso, Mario – prosegue Orcel – soffriva però di una disperazione radicale, che gli faceva amare e odiare la vita. Il suo pessimismo profondo sfiorava il nichilismo, nonostante lo spasmo verso l’infinito che non ha mai rinnegato. Qualche mese fa abbiamo pubblicato i suoi aforismi intitolati ‘Impenetrabile è il mondo’. Ma negli ultimi due anni la malattia ha risvegliato in casa sua una vena poetica del tutto singolare nel quadro della poesia contemporanea. Ho tradotto con gioia con sofferenza i suoi ‘Colloqui con il mio demone’, che in primavera sembreranno Arcades Ambo. Pubblicherò l’anno prossimo tutte le poesie inedite che ha lasciato, e che mi rivolgeva quasi giorno per giorno. Chiunque lo abbia conosciuto o semplicemente letto abbia un pensiero per lui, sua moglie e suo figlio. Grazie”.

Il funerale si terrà martedì 19 ottobre, alle ore 11, nella chiesa di Biadene.

(Foto: Facebook).
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