Montebelluna, raccolte 34 osservazioni alla seconda variante parziale al Piano degli interventi

Sono 34 le osservazioni arrivate al Comune di Montebelluna rispetto alla seconda variante parziale al Piano degli Interventi.

Una parte di esse non risulta pertinente, per cui non saranno sottoposte alle relative controdeduzioni da parte della commissione urbanistica comunale.

La raccolta delle osservazioni rappresenta un ulteriore passo dell’iter per l’entrata in vigore della seconda variante parziale al Piano degli Interventi dopo che lo scorso 20 novembre il consiglio comunale aveva adottato la variante.

Le osservazioni ritenute pertinenti saranno prese in esame dalla commissione urbanistica con la possibilità, entro i prossimi 60 giorni, di presentare delle controdeduzioni.

Nello stesso periodo, inoltre, il Comune di Montebelluna provvederà a fornire anche alcune integrazioni richieste dalla Vas (valutazione ambientale strategica).

In seguito, il consiglio comunale voterà le proposte di osservazione e le controdeduzioni, poi la variante, dopo 15 giorni dalla sua pubblicazione nell’albo pretorio, entrerà in vigore.

“Questa variante – ha dichiarato Marzio Favero, sindaco di Montebelluna -, oltre a dare una risposta alle istanze urbanistiche di molti cittadini, permette di liberare, di fatto, 22 ettari di terreno che tornano da edificabili ad agricoli. È questo un risultato che consente al Comune di Montebelluna di essere già pronto a soddisfare la richiesta della legge regionale sul consumo del suolo che prescriveva per la città di dimezzare le aree edificabili, originariamente quantificate in 42 ettari”.

“Tre sono gli strumenti urbanistici che hanno reso possibile questo risultato – aggiunge Sergio Zanella, presidente della commissione urbanistica del Comune di Montebelluna – e cioè quello di dimezzare le aree edificabili: le varianti verdi, le trasformazioni urbanistiche attraverso interventi di interesse pubblico e gli apporti collaborativi. Prossimamente sarà convocata la commissione per prendere in esame le osservazioni e formulare una risposta”.

La variante in esame contiene anche lo studio di microzonazione sismica di secondo livello. Si tratta di un’analisi, commissionata allo studio esterno “Adastra Engineering”, che succede al primo studio fatto nel 2013-2014 in concomitanza con l’aggiornamento del Piano di protezione civile.

Si tratta di uno strumento particolarmente utile, soprattutto in virtù del fatto che Montebelluna si trova in un’area di classe 2, definita “con pericolosità sismica media”, dove possono verificarsi forti terremoti.

È per questo che, in alcune zone in cui il secondo livello aveva segnalato delle problematiche, sono stati fatti ulteriori approfondimenti di terzo livello in ordine alla stratigrafia per verificare come il terreno si comporta e, conseguentemente, per poter essere più efficaci nelle successive prescrizioni rispetto alle modalità di costruzione.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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