Nuovo mammografo digitale con tomosintesi per il Centro di Medicina: “La nostra Radiologia a disposizione della Sanità Pubblica”

Non lo si dice mai abbastanza: la prevenzione, nei confronti della neoplasia mammaria, è fondamentale. È una patologia capace, oltre alle sue conseguenze dirette, di sconvolgere la vita di una persona dall’oggi al domani, portandola a sentirsi sola, insicura, sull’orlo di un baratro buio senza il fondo.

Video di Luca Vecellio

Il tumore della mammella è il più diffuso nel genere femminile e soltanto in Veneto in un anno se ne contano oltre cinquemila casi. Spesso capita di considerare l’età come un parametro preciso per delimitarne il rischio: in realtà, l’unica regola del gioco è che in questo caso più si è prudenti, meglio è. Secondo l’associazione “Amiche per la pelle” (presieduta da Manuela Tonon) e stando alla campagna di sensibilizzazione “Tu no”, per esempio, almeno un’ecografia annuale o biennale andrebbe fatta già dai venti a trent’anni.

La tecnologia medica, oggi perfezionata anche per rendere meno invasivo e doloroso l’esame, ha permesso di rendere più efficaci i controlli della mammella: circa dieci anni fa, il gruppo Centro di Medicina è stato tra i primi a investire in uno di questi dispositivi (dal costo di 250mila euro ciascuno), che ieri con l’inaugurazione alla sede di Montebelluna, sono diventati cinque (Oderzo, Villorba, Conegliano e Vittorio Veneto).

L’apparecchio inaugurato è un mammografo digitale capace di produrre una diagnosi precoce attraverso la Tomosintesi, ovvero una scansione a raggi x tridimensionale che elimina l’effetto della sovrapposizione dei tessuti nell’individuazione di eventuali patologie. Il Centro di Medicina ha strutturato un percorso chiamato Gold Standard che combina mammografia ed ecografia, con una visita senologica di professionisti: secondo il gruppo di medicina privata, questi esami necessitano di una specializzazione profonda anche a livello radiologico.

Sono state le testimonianze di varie donne a commuovere gli ospiti del Centro di Medicina questa mattina, venerdì 6 ottobre, poco prima che venisse inaugurato il relativo ambulatorio al primo piano del recente stabile: era presente l’amministratore delegato dottor Vincenzo Papes, il direttore sanitario dottor Nicola Martino (che è proprio un radiologo), l’assessore alla sanità Elzo Severin, la rappresentante provinciale ANAP Confartigianato Letizia Baccichet e Andrea Formaggi, rappresentante per CNA. A tenere i margini del nastro, il Centro di Medicina ha voluto mantenere la tradizione montebellunese iniziata con l’inaugurazione e chiamando a raccolta le ragazze del Palio, contrada di Posmon.

E anche se il mammografo si trova in una struttura privata, i dirigenti del gruppo hanno deciso di trovare un punto d’incontro con la sanità privata che, per l’ad Papes, “non può supportare le esigenze di tutti i cittadini, che oggi sempre più cercano la rapidità del privato”. “Mettiamo questa apparecchiatura a disposizione del Sistema Sanitario pubblico, – ha spiegato l’amministratore delegato – L’auspicio è che questa Radiologia possa essere accreditata ed entrare nel circuito del Sistema Sanitario Nazionale. Vista la dimensione e la evoluzione di questa clinica ambulatoriale, saremmo onorati di poter dare al territorio anche questo tipo di opportunità”.

È stato anche aggiunto che in caso di un eventuale esito positivo nell’individuazione di questo male, il paziente non dovrà essere lasciato solo a se stesso: a questo proposito, il Centro di Medicina e in particolare il reparto di Radiologia, condotto dal dottor Nicola Martino, starebbe strutturando un percorso di accompagnamento, con opportunità anche d’intervento.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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