Palumbo dice basta: “Attaccano il Palio per colpire me, finisco qui. Hanno offeso pesantemente i miei affetti”

In primo piano Nicola Palumbo

Ha assunto dei contorni molto tristi la vicenda che vede come protagonista Nicola Palumbo, presidente dell’Ente Palio di Montebelluna, che ha annunciato che presto metterà la parola fine alla sua esperienza alla guida di una delle realtà più importanti per la comunità montebellunese.

Palumbo ha parlato di offese, rivolte a lui e ai suoi affetti, cattiverie e maldicenze che non è più in grado di sopportare.

Per questo, dopo aver traghettato verso il futuro quello che per molti anni ha considerato come “figlio”, ha deciso che farà un passo indietro, lasciando la gestione del Palio del Vecchio Mercato di Montebelluna ad altre persone.

“Nei prossimi mesi – ha affermato Palumbo -, avremo l’obiettivo di realizzare il nuovo soggetto giuridico che organizzerà il Palio nei prossimi anni. Un soggetto no profit e a responsabilità limitata, che permetterà una gestione più serena a chiunque avrà l’onore e l’onere di organizzare l’evento nei prossimi anni. In quella sede, ho informato le contrade, non darò la mia disponibilità a ricoprire la carica di presidente. Un percorso, quello di questi 7 anni, che andrà a concludersi nel modo migliore, dando futuro al nostro evento, lasciando una situazione economica, patrimoniale e di valore complessivo superiore rispetto a quando l’ho ricevuta”.

“Le calunnie – continua -, le falsità e gli insulti di queste settimane, poi, non hanno fatto altro che accelerare una decisione che comunque avrei preso entro pochi anni. Il clima è diventato irrespirabile, non solo per me ma anche per i miei affetti. Attaccano il Palio per colpire me. E quindi, amando il Palio, se il problema sono io, me ne vado. Non sempre è bene ‘volare alto’, talvolta è giusto che l’aggredito sia difeso e l’aggressione condannata. È un consiglio, questo mio, che spero venga recepito in futuro”.

“In questi ultimi mesi – prosegue -, darò il massimo, come sempre, per ultimare tutto quello che abbiamo aperto. Proverò ad allacciare rapporti con nuovi sponsor, a sistemare le ultime cose e fare in modo che chiunque arrivi al posto mio possa trovare una situazione serena. Condizione necessaria ma non sufficiente per realizzare una bella edizione. Ora al lavoro per il nuovo soggetto. E chiudere così il cerchio di quel 2016″.

Dopo queste dichiarazioni, sono arrivati diversi messaggi e dimostrazioni di affetto da parte delle persone che, in questi anni, hanno apprezzato il lavoro del presidente dell’Ente Palio.

Dopo aver ringraziato con un post nei social tutte le persone che gli sono state vicine negli ultimi giorni, Palumbo ha aggiunto altri particolari che spiegano la sua decisione di lasciare il Palio.

“Penso che in questi giorni – ha spiegato – ci sia stata proprio la fotografia della nostra società. Nessuno ti tutela o ti protegge quando sei attaccato.

Tutti ti apprezzano solo quando te ne vai. Questa mia vicenda, seppur piccola e in contesti diversi, insegna una cosa semplice: quando si tiene a qualcuno, bisogna dirlo, agire di conseguenza, non farlo sentire solo. Perché poi, quando se ne va, è tardi. Si è superato il limite, sono un volontario, non posso accettare quello che è successo. Non riuscirei a guardarmi allo specchio al mattino. Ci sono persone che hanno gioito quando sono stato picchiato, tipo i recensori delle sagre”.

“Ci sono persone che hanno offeso pesantemente i miei affetti – prosegue -. Lo hanno fatto in pubblico, sui social o al bar. Senza che nessuno abbia avuto la decenza di difendermi. Non posso vedere mia madre che piange o la mia ragazza che soffre a causa di una mia passione. E allora, basta. Fine del mio impegno civile, non sono un politico attaccato alla poltrona. Esiste un aggressore. Esiste un aggredito. E se l’aggredito non ‘vola alto’, non per forza sbaglia. Semplicemente reagisce come meglio crede”.

“Ma l’aggressore resta aggressore – conclude – e l’aggredito resta aggredito. E io ho diritto di vivere la mia vita serenamente. Entro un mese disattiverò i social. Vi prego di non parlarmi più di Palio, di cose da fare, organizzare, vedere, vi garantisco che sarò serio e puntuale fino all’ultimo, accompagnando il nuovo soggetto e agevolando il ricambio. Viviamo in una società malata. Se volete cambiarla, esponetevi di più. Non solo per criticare e offendere, anche per qualche ‘ti voglio bene’ e ‘grazie’ in più”.

(Foto: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
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