Standing ovation per Szumski ieri in piazza del Duomo a Milano per la Conferenza nazionale cure domiciliari Covid-19: c’erano oltre 10mila persone

Ieri mattina la Piazza del Duomo di Milano ha visto raccolta una moltitudine di persone da tutta Italia, Santa Lucia di Piave compresa, per presenziare alla Conferenza Nazionale Cure Domiciliari Covid-19.

A partecipare schiere di cittadini ma anche medici, specialisti, personale sanitario, persone guarite con terapie alternative, tutti insieme per raccontare e sapere qualcosa di più su un tema che ormai sta condizionando, nel bene o nel male, le nostre vite da oltre un anno.

“Devo ringraziare alcune persone – dice Riccardo Szumski di ritorno a Santa Lucia – prima tutti coloro che sono venuti a Milano per testimoniare che il Covid, anche in forma grave, si può curare a domicilio. Poi i colleghi medici che hanno fatto un grandissimo lavoro, i moderatori, i farmacisti, gli psicologi e chiunque abbia aggiunto un quid in più per aiutare i malati nelle varie sfaccettature della malattia. Infine Erich Grimaldi per la caparbia e geniale intuizione di metterci in rete tutti”.

Il medico santaluciese ha ricevuto una vera e propria dimostrazione di stima dai presenti che si sono alzati in una standing ovation quando é stato il suo turno di prendere la parola sul palco. 

In piazza del Duomo, a dare il loro sostengo ai medici e ai professionisti sanitari del comitato terapia domiciliare precoce c’erano anche alcuni santaluciesi insieme a molti cittadini della sinistra Piave.

Vedere che smuoviamo questo gran numero di persone deve essere un segnale: noi non ci fermeremo fino a quando il nostro lavoro non sarà riconosciuto, perché non si tratta di fortuna come vogliono farla passare” commenta Szumski, ricordando che la prossima manifestazione si terrà a Napoli.

Durante la conferenza sono stati toccati molti temi, dalla definizione del curare in scienza e coscienza a cosa non abbia funzionato nella medicina territoriale durante l’emergenza Covid-19, fino alla questione del perché i medici che hanno lavorato sul campo non sono stati ascoltati dal Governo nonostante il sì del Senato.

A condurre le tre ore di conferenza è stato il giornalista Max Rigano, insieme al presidente del Comitato Erich Grimaldi e alla sua portavoce Valentina Rigano.

Anche se non presenti fisicamente, sono stati numerosi i medici che vi hanno assistito da lontano, mentre tra i camici bianchi presenti hanno spiccato Andrea Mangiagalli, Riccardo Szumski, Francesco Garofoli, Nino Pignataro, Serafino Fazio, ma anche Pierfrancesco Di Masi anestesista rianimatore di Bari, Gretel Thedy psichiatra di Savona e ancora volontari, moderatori, infermieri, biologi nutrizionisti.

Sempre ieri sono state raccolte anche le firme di una petizione per chiedere al Ministero della Sanità di prendere in considerazione il lavoro dei medici sul territorio, come richiesto dal Senato l’8 aprile.

È stata una giornata importante, che ha restituito la giusta dignità al lavoro di questi medici – ha dichiarato l’avvocato Erich Grimaldi – promuoveremo un referendum popolare per la riforma della sanità territoriale: i dati sul nostro lavoro arriveranno, anche se nessuno ci ha aiutato a raccoglierli”.

La portavoce Valentina Rigano ha aggiunto: “In un gruppo di persone così vasto ci saranno certamente idee diverse su tanti punti relativi la pandemia, ma di certo siamo lontani anni luce dalla medicina alternativa o dal complottismo”.

L’incontro di ieri é stato un gesto simbolico e sono state raccolte le voci dei protagonisti: ciò che é emerso é che “precoce” è la parola chiave nel combattere il virus, una parola che si contrappone con quella ufficiale, dei protocolli: “vigile attesa”. “Attesa di cosa? Di vedere un peggioramento? Qualcosa che va in netto contrasto con il giuramento di Ippocrate” suggeriscono dal palco.

Ora non resta che attendere gli esiti della petizione.

(Foto: Facebook).
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