Violenza sulle donne: gli studenti dipingono una panchina di rosso


Una panchina bianca, colorata di rosso dagli studenti della consulta provinciale a rappresentanza di tutti quelli della Marca. È stato questo il simbolo scelto dalla provincia di Treviso per la Giornata contro la violenza sulle donne.

Presenti, oltre al presidente Stefano Marcon e numerosi sindaci, anche il Prefetto di Treviso Angelo Sidoti, la consigliera provinciale alle pari opportunità Stefania Sartori, la dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Barbara Sardella, il Questore di Treviso, Manuela De Bernardin Stadoan, il comandante della Guarda di Finanza, Francesco De Giacomo, il Tenente Colonnello del Comando Provinciale dei Carabinieri di Treviso Giuseppe Serlenga, il Comandante dei Vigili del Fuoco Giuseppe Costa e alcuni studenti dell’istituto Max Planck di Lancenigo.

Molte le autorità presenti questa mattina alla sede della Provincia 

In una Marca ancora sconvolta dal tragico femminicidio di Giulia Cecchettin è proprio agli studenti che Stefano Marcon ha voluto rivolgersi: “Non si deve parlare di prevenzione e contrasto alla violenza nella sola giornata del 25 novembre ma sempre, ogni giorno, affinché le disumane vicende che sono accadute e che, nel sommerso, continuano ad accadere, senza per forza arrivare al loro tragico apice, vengano identificate, denunciate, contrastate e fermate. Perché la violenza si manifesta in molteplici forme“. 

Il drammatico tema della violenza è al centro delle più recenti indagini ISTAT e del Ministero della Salute: il 20 novembre sono stati comunicati i dati di una recente indagine. In Italia sono state ad oggi 103 le donne vittime di femminicidio nel 2023 e 83 quelle la cui uccisione è avvenuta in ambito familiare (partner o ex partner). Rispetto al 2022, le violenze in ambito familiare sono aumentate, passando dal 51% al 54%. Dall’indagine, realizzata nel periodo maggio-luglio 2023, emerge come la violenza fisica, in una coppia, venga meno tollerata rispetto agli anni precedenti, tuttavia il 10,2% degli intervistati, soprattutto giovani (il 16,1% dai 18 ai 29 anni), dichiara di accettare ancora il controllo dell’uomo sulla comunicazione (cellulare e social) della propria moglie o compagna. Sono ancora diffusi, purtroppo, gli stereotipi sulla violenza sessuale: il 48,7% degli intervistati ha ancora almeno uno stereotipo sulla violenza sessuale, il 39,3% degli uomini intervistati pensa che una donna possa sottrarsi a un rapporto sessuale se davvero non lo vuole e quasi il 20% pensa che la violenza sia provocata dal modo di vestire delle donne.

Doncilia Felicia, vicepresidente della consulta 

“La violenza verbale è l’anticamera di quella fisica – commenta Barbara Sardella – mentre quella psicologica lascia delle ferite più profonde di quella fisica. Dobbiamo lavorare su questi temi adottando un linguaggio non violento non solo nelle scuole ma anche nelle famiglie, nello sport e nel tempo libero”. 

Ha parlato di condivisione di un momento intenso il prefetto di Treviso Angelo Sidoti utile per trasmettere un messaggio chiaro “è fondamentale condividere iniziative come questa affinché la sensibilizzazione sul tema del contrasto alla violenza non sia un tema da affrontare solo in occasione del 25 novembre, ma tutto l’anno, ogni giorno, per fermare e contrastare qualsiasi forma in cui essa si manifesti”. 

Angelo Sidoti, prefetto di Treviso

Un ruolo centrale nel supporto, orientamento e assistenza è rivestito anche dai cinque centri antiviolenza presenti nella provincia di Treviso. Le chiamate in provincia di Treviso all’1522, numero nazionale antiviolenza e stalking, sono state 314 nel 2022, mentre quest’anno, nel periodo da gennaio a settembre, sono state 217.  

Una volta terminata, la panchina rossa è stata posizionata all’ingresso del parco di Sant’Artemio dove ha sede la provincia: “sarà un punto di riferimento vivo, di tutti e per tutti, da proteggere e tenere in vita con la cura, l’attenzione e le iniziative che, tutto l’anno, potranno ruotare attorno a essa, a opera delle istituzioni, delle associazioni e della comunità stessa, perché è questo il messaggio chiaro che vogliamo far passare” ha concluso Stefano Marcon. 

25 novembre a Vittorio Veneto

In occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, il sindaco Antonio Miatto, l’assessore al Sociale e alle Pari Opportunità Antonella Caldart e il presidente della Commissione Pari Opportunità Vittorio Terrassan – alla presenza di consiglieri comunali, Forze dell’ordine, associazioni del territorio e molteplici cittadini – hanno inaugurato oggi sabato la sesta panchina-simbolo in viale della Vittoria, nei pressi del Piccolo Rifugio, poi benedetta.

Vittorio Terrassan spiega il significato della nuova panchina – simbolo

La Commissione per le Pari Opportunità si è avvalsa, per l’ideazione ed esecuzione grafica di questa nuova panchina, di 4 giovani artisti formatisi nell’ambito dei laboratori di street art del Progetto Giovani comunale di Vittorio Veneto: Mirtilla Gava, Emma Da Rodda, Margherita Ferrari e Mohamed Hammoudi. Gli artisti hanno lavorato sotto la direzione di Michele Peruch e sono stati coadiuvati per la realizzazione pratica dal Laboratorio di falegnameria del Centro di Lavoro Guidato “Le Filande” della Cooperativa Sociale “Terra Fertile”.

“Con questo progetto, volevamo affrontare il tema della violenza a tutto tondo, portandola all’attenzione dei cittadini con un percorso turistico di pensiero – ha affermato l’assessore Caldart, dopo i saluti e ringraziamenti del primo cittadino -. Sull’ultima panchina sarà infatti affisso un codice Qr il quale indicherà le 6 panchine della città. Si è cercato di analizzare i vari ambiti in cui la violenza si interseca, volendo dare un messaggio univoco: la prevenzione nei vari settori aiuta a evitare la violenza più evidente, quella contro la donna.

Abbiamo voluto dare il compito, ai ragazzi del Centro giovani, di estrapolare ciò che potevano immaginare rispetto alle tematiche e hanno deciso di lanciare un messaggio pro attivo, positivo: come superare i vari tipi di violenza. Abbiamo coinvolto persone che normalmente vengono lasciate da parte della nostra società, dando in mano le nostre panchine, usurate e finite in magazzino, al Centro di Lavoro Guidato “Le Filande” i quali, tramite un laboratorio di falegnameria, hanno dato una nuova vita alle panchine. Insieme abbiamo messo in piedi un circolo virtuoso e ringrazio tutti quelli che hanno collaborato”.

Lo scoprimento della panchina

“L’obiettivo del progetto è quello di posizionare un simbolo ben preciso in ogni quartiere cittadino, creando così un percorso illustrativo e colorato contro la violenza fisica, verbale e domestica – ha aggiunto Terrassan -. Dobbiamo reagire alla violenza, la panchina è uno stimolo per condannare la violenza e denunciare chi ci fa violenza”.

“Avevamo carta bianca e un tema: l’inclusività –  ha spiegato Mirtilla Gava -. Noi tutti siamo accomunati da una cosa: siamo esseri umani, fatti di materia e, la cosa che ci distingue, è la forma che questa materia assume in noi. Noi tutti abbiamo un valore e dobbiamo, liberamente, essere ciò che vogliamo essere”.

L’iniziativa a Sarmede

Un segno tangibile del contrasto alla violenza di genere in cui si riconosce tutta la comunità di Sarmede. È proprio questo il significato dell’appuntamento che si è tenuto oggi sabato davanti la Casa della Fantasia di Sarmede. All’evento è stata svelata la panchina rossa donata dal Consiglio di Zona di Coop Alleanza 3.0 Treviso Sinistra Piave-Belluno al Comune di Sarmede. Il manufatto, risultato del restauro eseguito dalla Cooperativa Sociale Terra Fertile di Vittorio Veneto che ha trasformato una panchina esistente, ha ora la scritta: “Sorridere è un tuo diritto non avere paura chiama il numero antiviolenza 1522”. 

“Molte volte un gesto vale più di mille parole e di tanta retorica: la panchina rossa, colore del sangue rappresenta il simbolo del posto occupato da una donna che non c’è più, portata via dalla violenza maschile – dichiara il sindaco Larry Pizzol -. L’installazione vuole richiamare l’attenzione sul tema, partendo dal presupposto che la cultura del rispetto della vita deve permeare ogni nostra azione e ogni nostro pensiero. La libertà e la dignità della persona costituiscono valori supremi che appartengono e sono parte integrante della vita stessa. Gesti e parole non sono forma ma sostanza. La collaborazione con Coop Alleanza 3.0 è stata proficua ed efficace, a dimostrazione che la collaborazione tra Enti/Istituzioni deve rappresentare la via maestra per coinvolgere in modo attivo e sensibilizzare le Comunità e i territori. Il luogo non è stato scelto a caso: l’area verde antistante la Casa della Fantasia, spazio dell’immaginazione e dei sogni, dove la ragione incontra le emozioni e la purezza dei sentimenti”.

“Questo è un progetto fortemente voluto dal Consiglio di zona – dichiara Marina Castagner presidente del Consiglio di Zona soci – che ha trovato la collaborazione del sindaco Pizzol; la panchina rossa non è solo tanto un arredo urbano, quanto un simbolo nella lotta contro la violenza sulle donne. La Cooperativa è costantemente impegnata su questo tema a testimonianza anche della vicinanza di Coop Alleanza 3.0 a tutte le comunità legate ai propri punti vendita. Inoltre proprio in questi giorni è in atto la campagna ‘Noi ci spendiamo, e tu?’ con cui nel Trevigiano, Coop Alleanza 3.0 sosterrà il Centro Antiviolenza Telefono Rosa di Treviso”.

L’iniziativa a Montebelluna e il flashmob all’istituto Sansovino di Oderzo

Una ragnatela di fili rossi nello spazio all’ex mercato del pesce con al centro una sedia: è questo il simbolo scelto oggi a Montebelluna per celebrare della giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Spiega l’assessore alla Pubblica istruzione, Debora Varaschin: “Un progetto che prende spunto da un’installazione artistica vista qualche anno fa. La simbologia della ragnatela, di fili sottili ma forti che spesso, troppo spesso non si riescono a spezzare – afferma – In senso negativo questo simbolo vuole rappresentare quei legami che, pur nella consapevolezza di non essere sani, di non essere fatti di amore, ma di ricatti e violenza, non si riescono a spezzare, imprigionando le donne in una ragnatela da cui non riescono a liberarsi”.

“Dall’altra parte il senso positivo dell’installazione fa riferimento ai legami positivi, composti da una ragnatela che protegge e aiuta le donne ad uscire da relazioni e dalle situazioni di difficoltà e violenza – prosegue – Troppo donne continuano ad essere vittima di violenza psicologica o a morire per mano di uomini violenti con cui nella maggior parte dei casi hanno o hanno avuto una relazione”.

“Abbiamo voluto in questi giorni di profondo dolore e rabbia per quanto accaduto a Giulia, dare un segnale con diverse iniziative, tra cui questa – la ragnatela dell’amore – , per stimolare riflessioni soprattutto nelle persone vicine, in chi si accorge di situazioni di difficoltà, affinché queste persone non facciano finta di niente, ma permettano alla ragnatela malata di convertirsi in una ragnatela sana, per aiutare a capire e a reagire chi è in difficoltà – conclude – Un grazie a chi questa mattina era presente, in particolare a Michela Morello che dieci anni fa ha vissuto la tragedia che ha sconvolto la nostra comunità con la morte della sorella Denise”.

Nel frattempo, si è svolto un flashmob questa mattina all’Istituto Sansovino di Oderzo, dove circa 150 studenti hanno manifestato il loro dissenso contro la violenza. Al centro della scena una panchina rossa che rimarrà nell’atrio dell’istituto.

(Ha collaborato Monica Ghizzo. Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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