Quando l’amore per gli animali incontra la competenza professionale: l’educatore cinofilo Andrea Giardini sul rapporto cane-padrone

Quante volte ci capita di pensare, osservando il rapporto cane-padrone in alcune circostanze, che a tenere il guinzaglio sia in verità l’animale?

Molto spesso chi diventa proprietario di un cane non sa come comportarsi e può fraintendere alcuni segnali canini, rientrando in quella percentuale di persone che vivono in maniera scorretta, se non pericolosa, il rapporto con il proprio cane.

Il valdobbiadenese Andrea Giardini lo sa bene: fin da piccolo il suo amore per gli animali è stato un punto di riferimento che l’ha portato negli anni a diventare educatore cinofilo, specializzandosi poi in rieducatore comportamentale.

Il suo lavoro, che lo porta a fare la spola tra Milano e la provincia di Treviso,  consiste non solo nell’educare i cuccioli ma rieducare anche gli adulti che presentano problemi comportamentali. “Io lavoro con un approccio positivo e questo significa non punire gli atteggiamenti sbagliati ma premiare quelli corretti: ne conseguono periodi di addestramento forse più lunghi ma con risultati ottimali. Per me è imprescindibile lavorare a domicilio, questo perché studiare l’ambiente in cui l’animale si sente a casa mi permette di comprendere molte dinamiche anche sommerse che intercorrono tra cane e padrone”.

Andrea racconta che nel suo lavoro è fondamentale avere pazienza e costanza: sebbene il suo sia un valido metodo di addestramento, i risultati migliori li ottiene la famiglia o il padrone che collabora e si impegna a portare avanti il progetto di crescita del cane stabilito con l’addestratore.

Per di più lavorare con cani che hanno degli scompensi comportamentali significa capire a fondo il contesto in cui si trovano e spesso la correzione dei loro comportamenti intacca anche le abitudini umane: “Sono frequenti i padroni che si limitano a credere che il proprio cane abbia una caratteraccio e non si rendono conto di essere parte del problema, è per questo che serve l’intervento di una persona esperta che abbia competenza in materia“.

Andrea spiega che i processi di rieducazione possono durare a lungo o solamente poche settimane, a seconda dell’età, dell’ambiente, del carattere o del passato più o meno traumatico dell’animale: “Ci sono casi e casi, dai più semplici ai più complessi, che possono durare anni. Di fatto in alcune situazioni non è più possibile ottenere risultati da manuale ma si punta a un equilibrio che permetta una convivenza sicura e pacifica tra cane e padrone e l’ambiente esterno”.

L’obiettivo che sta alla base di un educatore cinofilo è di garantire una solidità di carattere al cane che sta seguendo basandosi sulla fiducia e affetto: più il cane è equilibrato, più questo, a prescindere dalla razza, si troverà a proprio agio senza diventare un pericolo per terzi.

Andrea chiarisce che non si può vivere per il proprio cane né si può avere paura della sua imprevedibilità e non c’entra nulla se si tratta di un Maltese o di un Rottweiler: la rieducazione prevede percorsi certamente faticosi e altalenanti ma a guadagnarne saranno sia il cane che il padrone.

(Video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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