Consuntivo, le astensioni “salvano” la giunta (e un introito di 2,5 milioni)

Il condominio Quadrilatero ospita la sala consiliare, teatro anche oggi di un consiglio comunale infuocato

Un’altra seduta – forse l’ultima per il mandato che va concludendosi – ad alta tensione per il consiglio comunale di Vittorio Veneto.

Oggi martedì pomeriggio tutti e 17 i consiglieri erano presenti nella sala del Quadrilatero per esaminare due punti inseriti all’ordine del giorno, oltre che per prendere atto della comunicazione di un prelevamento dal fondo di riserva di 30 mila euro per spese varie.

Sul secondo punto, il rendiconto della gestione 2023 e relazione sulla gestione, dopo le comunicazioni della giunta, e in particolare del vicesindaco con delega al bilancio Gianluca Posocco, e del dirigente comunale Alessandro Sarri, è iniziato il dibattito tra le forze politiche.

Prima ancora di entrare nel merito del cosiddetto “consuntivo”, Mirella Balliana della lista di minoranza Rinascita Civica ha chiesto alla segretaria comunale Maria Rita Napolitano cosa avrebbe comportato una bocciatura del rendiconto, a circa 40 giorni dalle elezioni amministrative, “vista la situazione politico-amministrativa che sta vivendo la città”.

La dirigente ha risposto affermando che non necessariamente una mancata approvazione del consuntivo comporta lo scioglimento del consiglio comunale, essendo prassi che la prefettura diffidi il consiglio stesso a provvedere all’approvazione del punto nei 20 giorni successivi. In caso di ulteriore bocciatura del punto, il prefetto dovrebbe nominare un commissario “ad acta” che proceda con l’approvazione del rendiconto e l’avvio delle procedure per lo scioglimento del consiglio comunale.

Non è tutto: Sarri ha ricordato (“cosa di non poco conto”) che uno stop al consuntivo porterebbe alla “sospensione di tutti i trasferimenti dal Ministero, compreso il fondo di solidarietà comunale, che per noi vale 2,5 milioni di euro, fino all’adempimento”.

Ciò detto, Giulio De Antoni della lista Dus ha chiesto e ottenuto la sospensione dei lavori consiliari per 5 minuti, allo scopo di riunire in separata sede il proprio gruppo e gli alleati.

Alla ripresa dei lavori, prima Roberto Tonon del Pd e poi Mario Rosset della Lega, dopo avere nuovamente condannato il volantino comparso in città prima della precedente seduta consiliare che tacciava di “irresponsabilità” chi non aveva approvato determinati e importanti punti all’ordine del giorno, hanno entrambi annunciato che si sarebbero astenuti al momento della votazione del rendiconto. Scelte fatte “per il bene della nostra città” ha specificato Tonon.

A conti fatti, le astensioni (10, ovvero la maggioranza assoluta dei presenti) si sono rivelate provvidenziali per evitare un nuovo capitombolo alla giunta Miatto, che sul punto ha ottenuto appena 7 voti favorevoli, quelli dei consiglieri Santantonio, Varaschin, Casagrande, Salezze, Da Re, Rasera e dello stesso Miatto.

In precedenza, la ratifica di una variazione di bilancio deliberata dalla giunta (comprendente, tra le altre, alcune spese per il buon funzionamento del servizio elettorale in occasione del voto amministrativo ed europeo dell’8 e 9 giugno prossimi) aveva invece ottenuto il “Sì” unanime dei 17 consiglieri.

In apertura di seduta (durante la quale Rosset ha espresso riserve sulle modalità di convocazione della stessa, in particolare la seconda), il presidente Santantonio ha tracciato un bilancio dell’attività svolta dall’assemblea nel mandato: “Abbiamo tenuto 65 sedute, tutte tranne una terminate entro la mezzanotte, in conformità a quanto mi ero impegnato a fare nella seduta di inizio consiliatura al momento della mia elezione a presidente. Abbiamo realizzato il nuovo impianto audiovisivo dell’aula consiliare, adeguandolo alle più moderne e funzionali tecnologie.

Abbiamo introdotto la novità delle cosiddette “visite sul campo“, uno strumento utilissimo per far conoscere di persona e in loco le situazioni e i problemi della città ai consiglieri comunali: auspico che vengano non solo mantenute ma possibilmente potenziate anche nel prossimo quinquennio.

Chiudo auspicando che i molti e impellenti problemi della città, alcuni dei quali si trascinano irrisolti di consiliatura in consiliatura e da amministrazione in amministrazione, siano al centro della discussione e del dibattito elettorale per cercare di creare le condizioni che portino finalmente alla loro fruttuosa soluzione“.

(Foto: archivio Qdpnews.it)
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