Axel Campeol, talento della Sampdoria, a soli 21 anni lascia il calcio per proseguire gli studi: “È arrivata l’ora di prendere un’altra strada”

Axel Campeol fin da piccolo ha avuto la passione per il calcio, dai primi passi all’Union Qdp fino al grande salto nella primavera del Milan e l’arrivo alla Sampdoria.

Ora però il giovane terzino classe 2000 originario di Farra di Soligo ha deciso di dire basta, dopo una stagione più che positiva al Grosseto, in Serie C, in cui ha messo in evidenza la sue qualità.

Una decisione non da tutti quella che ha preso Axel. A soli 21 anni vuole ricostruirsi e ricominciare da capo, conscio del fatto che il mondo del calcio non gli trasmetteva più la stessa gioia di un tempo.

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Axel, vieni da una stagione importante a Grosseto, in prestito dalla Samp, com’è stato giocare in uno dei club in cui hanno militato giocatori importanti del calibro di Ciro Immobile e Mauricio Pinilla?

“La stagione non era iniziata nel migliore dei modi ti dirò la verità, ero arrivato a settembre a preparazione già inoltrata quindi inizialmente avevo fatto fatica a entrare in condizione, poi pian piano mi sono ritagliato uno spazio importante e da lì ho giocato quasi tutte le partite. Mi sono trovato molto bene, abbiamo chiuso la stagione in crescendo sfiorando le semifinali playoff di serie C perdendo con l’Albinoleffe. Ricordo anche con piacere l’entusiasmo e la carica che ci hanno dato i tifosi fuori dallo stadio (erano quasi 4000), sono cose che non ti scordi facilmente”.

Ora finito il prestito hai deciso di dire basta al calcio giocato, nonostante la giovanissima età, quali sono le motivazioni che ti hanno portato a questa scelta?


“Le ragioni sono molteplici, anche se era già da più di un anno che avevo in mente di dire basta. In primis il mondo del calcio non mi piaceva più, in Italia c’è troppa poca meritocrazia e poi non mi divertivo più come un tempo, quando non hai più le motivazioni giuste prima di scendere ad allenarti e a mettere piede in campo vuol dire che è giusto smettere. La felicità della persona viene prima di tutto”.

Quindi ora quali sono i tuoi piani per presente e futuro?


“Innanzitutto voglio completare gli studi, voglio laurearmi all’Università in Scienze Motorie sportive applicate, poi mi piacerebbe ottenere un master magari riguardo al giornalismo sportivo. Parallelamente vorrei iniziare anche a buttarmi sul mondo digitale a livello di social media: twitch in questo senso è un ottimo strumento, e con questa piattaforma mi piacerebbe parlare e condividere esperienze, intrattenendo ragazzi e ragazze che magari hanno avuto un passato come il mio. Insomma, sfruttarlo come mezzo di unione tra giovani. Penso possa funzionare”.

Tornando al calcio giocato, come vedi i giovani italiani che vogliono cimentarsi a diventare calciatori professionisti?

“Purtroppo in Italia c’è ancora un mentalità chiusa rispetto ad altri paesi, non si vede il calcio nel modo giusto. La poca importanza che viene data ai giovani in futuro potrebbe portare a indebolire nazionale e club italiani poiché lo spazio per farli crescere è poco e tanti decidono di mollare o vengono persi per strada tra i prestiti. Ci vorrebbe un cambiamento radicale, speriamo che in futuro le cose possano cambiare”.

(Foto: per gentile concessione di Axel Campeol).
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