“Il volontariato è prima di tutto verso noi stessi”: donati 6 mila euro alla Fondazione Oltre il labirinto, presente alla cerimonia lo scrittore Mauro Corona

Nella tarda mattinata di oggi, sabato 24 settembre, il teatro Careni di Pieve di Soligo ha accolto l’evento “Le parole della gratitudine”, pensato per dare un contributo tangibile alla Fondazione Oltre il labirinto onlus, realtà di Treviso impegnata nel fornire supporto alle persone con autismo e alle loro famiglie (vedi articolo). Ospite d’eccezione dell’iniziativa era il noto scrittore Mauro Corona, accompagnato dall’artista “Poiana”.

Tutto è iniziato lo scorso giugno, con una partita di calcio andata in scena allo stadio comunale “Raffaele D’Agostin” di Pieve di Soligo (con protagoniste le quattro sezioni alpine di Conegliano, Treviso, Valdobbiadene e Vittorio Veneto, assieme alla formazione dei giornalisti di Tv Pressing), grazie alla quale sono stati raccolti 6mila euro, oggi consegnati alla Fondazione.

Presenti all’appuntamento i rappresentanti delle sezioni alpine (compresa quella di Pieve di Soligo), rappresentanti delle associazioni del territorio, Flavio Salvador di Banca Prealpi SanBiagio (main partner dell’iniziativa), sindaci e consiglieri dei vari Comuni limitrofi.

A introdurre l’appuntamento (con la presentazione dello speaker degli Alpini Nicola Stefani e l’intervista allo scrittore del giornalista Tiziano Graziottin) sono stati i ringraziamenti e i saluti espressi da Elena Bigliardi, assessore all’Istruzione del Comune di Pieve di Soligo, seguiti da quelli di Emma Sech, presidente dell’associazione Careni, la quale ha ribadito la “missione di diffondere cultura tramite il cinema” che anima tutto il gruppo associativo. Successivamente ha portato i saluti della Regione Veneto il consigliere Alberto Villanova.

Sul palco era presente anche la “bicicletta degli abbracci”, simbolo di quel percorso di accompagnamento dei ragazzi con autismo condotto dalla Fondazione Oltre il labirinto.
“Dobbiamo accostarci a quella che non è una malattia, perché da una malattia si guarisce mentre dall’autismo no – ha spiegato Mario Paganessi, presidente della Fondazione – Non dobbiamo pensare all’autismo guardando i casi in tv di coloro che riescono a laurearsi o a suonare la chitarra: quello è solo il 10%, mentre l’autismo nella maggior parte dei casi rende complesso ogni gesto”.

“Il maggior problema è l’isolamento e molte famiglie tengono il figlio in casa – ha affermato Paganessi – ma il vero dramma dell’autismo è una volta passati i 18 anni. Noi abbiamo dei centri diurni dove insegnamo ad esempio a cucinare, per avviare i ragazzi a un percorso che non sarà mai una vita indipendente”.

“Al di là dell’autismo, – ha aggiunto – la persona debole va sempre aiutata. Invito tutti a non voltarsi dall’altra parte: un piccolo gesto è una goccia nell’oceano, se lo facciamo tutti diventa un grande mare”.

Paganessi ha poi messo in guardia la platea sulle varie realtà associative in circolo: “Non bisogna destinare i fondi sempre ai soliti noti, ma premiare chi fa del bene. In provincia di Treviso ci sono 27 associazioni per l’autismo, ma bisogna sempre stare attenti se si tratta di una realtà che fa del bene della comunità o del solo figlio”.

Il presidente ha infine ricordato la figura del professor Lucio Moderato, psicologo e psicoterapeuta che ha dedicato la sua vita al mondo dell’autismo, deceduto nel dicembre 2020 (vedi articolo).

Da parte sua, Mauro Corona ha citato l’esempio del poeta Andrea Zanzotto, cogliendo l’occasione anche per spaziare verso altri argomenti, a partire dalla questione degli Alpini, realtà che ha vissuto momenti di difficoltà a seguito del raduno di Rimini (vedi articolo): “Gli Alpini non sono quelli che palpano – ha affermato senza giri di parole Corona, a cui è stato alla fine donato un volume sulle Penne Mozze – e attorno a questa cosa si è creato un caso. Ho visto gli Alpini ‘strappazzati’, ma loro sono quelli che hanno tirato fuori le vittime del Vajont. Dico anche che gli Alpini devono tenere alto il nome ma se un Alpino sbaglia, non ha sbagliato l’umanità degli Alpini”.

“Io ho un cugino che ha un figlio con autismo – ha raccontato – L’umano ha un senso di incompiutezza che colma in vari modi, qualcuno lo fa con il volontariato: questo dare agli altri gratifica di più. Cominciamo a dare senza pretendere, il volontariato è prima di tutto verso noi stessi”.

“La bontà non sta nella natura di tutti e, quando non c’è, bisogna allenarla – ha proseguito Corona, sottolineando quanto influisca in tutto ciò l’ambiente famigliare – Bisogna lasciare delle tracce buone nella terra vergine dei bambini: il compito di ognuno è quello di lasciare un buon sentiero dietro di noi, anche se il nostro davanti è infame. La politica deve risolvere queste problematiche, che non ho visto rientrare nei programmi elettorali: ai politici dico che, se non mantenete certi impegni, dovete togliervi dal vostro posto”.

A condire tutto l’evento sono state le canzoni di una coppia di cantautori e di Claudio Comuzzi, dedicate alle tematiche dell’autismo, della montagna e addirittura all’immagine della bici dell’abbraccio: in quest’ultimo caso, significativo il verso “Ti abbraccerò come meriti”.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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